Causa CONAGAI - Tristano Gallo relativa al contratto "Web - Monitoralp"

Opzioni
cesare_cesabianchi
Premessa
Nel 2012, quando per la prima volta sono stato eletto presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, mi sono trovato in mano la patata bollente della causa Tristano Gallo e del conseguente debito nei suoi confronti.
Ho anche constatato che, con molta leggerezza, il presidente e il direttivo che mi avevano preceduto non avevano messo a bilancio i soldi dovuti a Tristano Gallo e nemmeno avevano predisposto un piano di accantonamento per fronteggiare il debito in modo graduale e indolore per il funzionamento del Collegio Nazionale e per le guide.
Non voglio che chi verrà dopo di me si debba trovare nella bruttissima situazione in cui mi sono trovato io.

  1. Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane è attualmente gravato da debito nei confronti di Tristano Gallo, in forza della sentenza n. 792/2014 emessa dalla corte d’appello di Torino in data 28 gennaio 2014, provvisoriamente esecutiva ma non ancora irrevocabile perché dal Collegio impugnata per cassazione.
  2. Il debito ammonta a eur 121.753,02 oltre a spese del procedimento.
  3. Tristano Gallo ha dato corso al pignoramento agendo sui beni e crediti del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane (conto corrente bancario e quote dovute al Collegio Nazionale da parte dei Collegi Regionali).
  4. Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, in quanto ente pubblico, ha il dovere di svolgere sempre e comunque i suoi compiti istituzionali.
  5. Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane ha cercato, senza successo, soluzioni alternative.
  6. Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, per poter far fronte a questo debito senza interrompere le proprie attività, ha chiesto, per il 2016, un prestito al CAI; la richiesta fatta alla Cassa depositi e prestiti ha avuto esito negativo.
  7. Quindi il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane per restituire questo prestito nel corso del 2017 e 2018 deve aumentare la quota di iscrizione di EUR 20,00 per aspiranti guida e guide alpine ed EUR 10,00 per accompagnatori di media montagna e guide vulcanologiche.
  8. Questo aumento si va a sommare al piano di aumenti per il triennio 2016-2018 già approvato dal direttivo del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane nella riunione del 23/09/2015 (EUR 10,00 nel 2016, EUR 10,00 nel 2017, EUR 10,00 nel 2018); piano di aumenti deciso per far fronte ai crescenti impegni istituzionali del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, previsti dalla legge.
  9. Questo aumento sarà definitivo e per sempre al fine di accantonare negli anni una riserva di soldi da utilizzare nel caso la vicenda Gallo dovesse continuare e quindi generare un ulteriore debito (*) e comunque per creare una riserva che metta al riparo i futuri Consigli Direttivi da situazioni analoghe a quella che stiamo vivendo.
(*) Se Gallo dovesse vincere in Cassazione ci si aspetta un nuovo processo in cui chiede di essere pagato per i restanti 8 anni di contratto; infatti i processi attuali si riferiscono al primo anno di contratto.

E’ bene ricordare che la quota di iscrizione al Collegio Regionale e al Collegio Nazionale è obbligatoria per poter esercitare la professione. 

E’ importante sapere che il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, in quanto ente pubblico, non può dichiarare fallimento. Questo significa che nel caso di insolvenza la Corte dei Conti, che controlla la contabilità degli enti pubblici, assegnerà al Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane un commissario che farà una cosa:
  • aumenterà le quote associative di guide alpine, aspiranti guida, accompagnatori di media montagna e guide vulcanologiche, ma l’aumento sarà molto più doloroso perché dovrà comprendere anche gli oneri del commissario stesso (compenso e spese).

Vi chiedo quindi di esprimere attraverso questa discussione se siete d’accordo ad aumentare la quota d’iscrizione.

Cesare Cesa Bianchi
Presidente Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane

Commenti

  • stefano_michelazzi

    Dalla e-mail inviata al CONAGAI da parte di Martino Peterlongo presidente del Collegio trentino:


    Buongiorno a tutti, 


    in qualità di Presidente del Collegio Guide della Provincia di Trento e consigliere non eletto del Collegio Nazionale delle Guide Alpine, in riferimento agli argomenti da trattare nel prossimo Consiglio Direttivo del Collegio Nazionale chiedo il rinvio della discussione ed il conseguente stralcio del punto 1 dell'Ordine del Giorno, avente ad oggetto: “aumento della quota associativa per costituire un fondo rischi per la causa Gallo”.

    La previsione di un nuovo aumento strutturale della quota associativa per finalità legate ad un contenzioso civile in itinere è infatti – a mio avviso – foriero di possibili rischi di responsabilità politiche e soprattutto giuridiche a carico dei consiglieri, che andrebbero attentamente valutate, anche occorrendo previa acquisizione di apposito parere in merito, alla luce dei seguenti profili:


    1) un aumento della quota associativa espressamente deputato alla copertura di eventuali e futuri costi di gestione di una vertenza giudiziale, già applicato in passato nei medesimi termini e con analoghe finalità, appare di dubbia legittimità, stante la particolare funzione – legislativa e regolamentare – che viene attribuita al “contributo” annuale previsto a favore del Collegio Nazionale. Sul punto, mi preme evidenziare, che – anche all'esito delle verifiche giuridiche che il Consiglio del Collegio provinciale trentino ha ritenuto opportuno compiere nell'interesse della realtà territoriale rappresentata – la quota stabilita dalla legge per esercitare una data professione in cui sia prevista l'iscrizione in apposito albo viene a tutti gli effetti parificata ad un tributo, ed è dunque imposta al fine di consentire all'Ente di appartenenza di svolgere i compiti istituzionali previsti dalla legge, a cui difficilmente può essere apparentata la copertura di un futuro debito conseguente ad una vertenza giudiziale,


    2) a mia attuale conoscenza, il contenzioso in essere con il signor Gallo aspetta attualmente la sentenza della Corte di Cassazione, sicché le sentenze che hanno definito i primi due gradi di giudizio non possono – allo stato – ritenersi definitive. La controparte, peraltro, con la recente procedura esecutiva di pignoramento presso terzi delle quote associativa spettanti al Co.Na.Gai. ha già ottenuto il pagamento degli importi dovuti sulla scorta dei pregressi provvedimenti giudiziali e non sussiste dunque neppure il rischio, tantomeno in termini ristretti, di dover sborsare ulteriori somme a favore del signor Gallo. Al contrario, nell'auspicata ipotesi di accoglimento del ricorso in cassazione proposto dal Co.Na.Gai., la controparte sarebbe con ogni probabilità condannata a restituire tutti gli importi nel frattempo incassati sulle base delle Sentenze di merito provvisoriamente esecutive, il ché renderebbe del tutto inutile la costituzione del fondo rischi e – di conseguenza – il previsto ulteriore aumento della quota associativa.

    In ogni caso, è noto che i giudizi in Cassazione, in media, vengono definiti non prima del trascorrere di quattro/cinque anni dal deposito del ricorso, da ciò venendosi a fondare un ulteriore elemento ostativo alla previsione di un aumento della quota già a partire dalla prossima annualità,


    3) da ultimo, ritengo opportuno aggiungere che la natura “tributaria” della quota associativa prevista a carico degli iscritti, determina anche profili di possibile impignorabilità della stessa: trattasi di un aspetto che avevo già provveduto a segnalare direttamente al Presidente del Co.Na.Gai all'esito della notifica del pignoramento presso i Collegi provinciali e regionali recentemente attivato dal signor Gallo, ma che non so se sia stato di poi effettivamente opposto nell'ambito della procedura esecutiva così attivata.


    Per tali complessive ragioni chiedo un differimento della discussione del profilo in esame a diversa assemblea del Consiglio Direttivo, da tenersi eventualmente in autunno, visto che – in ogni caso – l'aumento della quota contributiva sarebbe previsto con decorrenza dall'anno 2017.

    Confido che, alla luce di quanto precede, la richiesta di differimento possa essere positivamente valutata dal prossimo Consiglio del Co.Na.Gai.,  


    grazie, Martino Peterlongo

  • franco_formica

    Premetto d’essermi
    espresso per il “SI” al quesito posto  “on line” 
    dal Collegio Nazionale, ma di averlo fatto in qualche modo “obtorto collo”  dovendo scegliere tra due sole alternative
    cui, convengo, non c’e’ mezzo per sottrarsi. 

       Nel merito del principio è auspicabile che
    buona parte di noi, per voler di logica e, in pari misura, per senso di
    responsabilità collegiale, convenga sul fatto che ora non si possa e non si
    debba “tirare il tappeto” sotto i
    piedi del nostro presidente al quale, avendo ereditate gestioni incaute ed
    omittenti, tocca l’ingrato compito di provare ad evitare l’onta del
    commissariamento.  

     Nel merito dell’esborso convengo sul fatto che
    l’aumento di dieci o venti Euro non porti a rovina alcuno di noi, ma non posso
    con ciò esimermi dal temere che la scelta del minore tra i due mali si riveli
    solo una prima e poco significativa “pezza”, stante l’imprevedibilità dell’attesa Sentenza
    della Corte di Cassazione.   Tale mio
    dubbio si allinea a quanto mi è parso poter cogliere tra le righe degli
    interventi pubblicati sul Forum, dalla cui lettura ho evinto responsabilità e realismo,
    ma anche amarezza e preoccupazione. Sempre riferendomi ai suddetti interventi
    letti a tutt’oggi espongo, qui di seguito, alcune mie perplessità e obiezioni:

     - non comprendo il suggerimento d’ esser
    leggeri, adducendo a sostegno il paragone alpinistico… Posso capire che,
    gravitazionalmente parlando, l’esserlo giovi a superare più agilmente un
    passaggio difficile ma, nel caso in esame, è stata proprio la “leggerezza” a trascinarci in un baratro
    di cui ancora non s’intravvede il fondo.

     - né persuasiva è l’opinione di una sedicente
    giovane guida alpina la quale, avvocando la propria età anagrafica e
    collegiale, vorrebbe respingere il peso di un’eredità che a suo giudizio non
    gli appartiene. Cerco di afferrare il suo individuale disappunto ( e chi non ne
    ha! ) ma che dire allora degli Accompagnatori di Media Montagna,  un centinaio nella sola Lombardia,  i quali non avendo mai potuto esprimere le
    loro preferenze sulla composizione dei Consigli Direttivi né votare le
    approvazioni di bilancio preventivo e consultivo, saranno tenuti, ancorché con
    minori esborsi, a rispettare la prospettata delibera?

     - è mio parere anche che, almeno fino ad oggi,
    l’intera vicenda della vertenza in questione 
    non sia stata resa esaurientemente. 
    Nelle assemblee annuali e nelle comunicazioni scritte dove pur se ne è
    parlato, ci si è limitati, anche per ovvie ragioni di spazio e di tempo, a darne  sommarie letture cronologiche , inadeguate a
    trarre fondate conclusioni. Animato dal desiderio di comprendere, ho cercato di
    documentarmi meglio chiedendo personali delucidazioni a chi ritenevo informato,
    ma anche questo mi è parso inesaustivo, oltre ad essere discutibile, in quanto
    di fonte confidenziale.

    - pur
    deplorando la mancanza di cautela ravvisata nei precedenti Consigli Direttivi,
    giudico perlomeno audace l’aver paventato il sospetto di possibili connivenze,
    come invece ho letto nel Forum, a meno che non si disponga di prove
    inconfutabili che possano essere addotte in opportuna sede stragiudiziale o giudiziale
    onde richiedere la rifusione del danno patito dal Collegio. Ove davvero vi
    fossero prove a carico di chiunque e se davvero qualcuno potrebbe produrle, lo
    si dichiari responsabilmente, in contraddittorio coi soggetti interessati e
    davanti all’attuale Consiglio Direttivo Nazionale, non certo in un Forum. In
    caso contrario si metta fine a squalificanti illazioni.   

     - irreale mi appare alfine il suggerimento di
    procedere ad azioni disciplinari. E’ mai pensabile che un Consiglio Direttivo sanzioni
    il precedente, ovvero,  in un certo qual
    modo se stesso? Ciò significherebbe ritenere legittimo che ogni cessato Consiglio
    avrebbe potuto farlo con quello che lo ha preceduto e questo, istituzionalmente,
    si traduce nell’abdicare al diritto di autogoverno che la Legge ci riconosce!

       Concludo
    auspicando che la Sentenza di Cassazione prevista entro la fine del 2017 ci sia
    favorevole,  che il contributo economico
    di noi tutti consenta il rientro del pignoramento cautelativo, portando al
    Collegio Nazionale a riprender fiato, MA ANCHE CHE questa disdicevole
    vicissitudine sia di lezione a chi sa di averne qualche responsabilità.
    Indubbiamente ve ne è più d’uno e dovrà vergognarsene a lungo.

    Franco
    Formica -  Accompagnatore di Media
    Montagna Collegio Lombardia


  • graziano_guardabassi
    Pensare di trovare da pagare un debito contratto da altri è cosa difficile da capire e da gestire, quello che credo che dovrebbero essere puniti legalmente almeno che non lo si sia già fatto i responsabili di tale firma contrattuale.
    Aumentare € 20 la quota credo, che non risolva molto visto che in caso di perdita l'ammontare sarebbe ben più alto di tale importo, credo a questo punto che sarebbe meglio mediare con i legali e trovare una soluzione per liberarsi di tale problema .

    Ho Visto che molti giovani aspiranti lamentano di pagare per un fatto di cui non sono a conoscenza, credo che sarebbe giusto sapere cosa ha fatto o non ha fatto contro questo Cd e Presidente dei tempi , il collegio.......visto che sono i responsabili ....???
    Perché si sente solo parlare della causa Gallo, ma i responsabili, non vengono mai tirati in ballo.......?
    Perché....?


    Cordiali saluti

    Buon lavoro a tutti

    Graziano Guardabassi

    Collegio Trentino
  • giulio_beggio
    In merito al sondaggio proposto relativo alla questione "Gallo" credo che la discussione vada scissa su due filoni.
    Quello relativo al patrimonio e quello riferito alla questione morale.
    Partendo da quest'ultima, ritengo che quando ci si propone per un ruolo di consigliere o presidente nel Cd di una associazione di professionisti, che gestisce beni comuni, non si è né obbligati né costretti da necessità, ma bensì spinti dalla buona volontà, da programmi da attuare ma sopratutto dal rispetto della "cosa comune".
    Non stiamo parlando della bocciofila del Bar Sport, ma di un CD atto a presidiare un albo professionale riconosciuto da una legge dello stato.
    Dopo i gradi di giudizio dove la controparte "Gallo" ha avuto soddisfazione da parte dei giudici, credo che la tesi del raggiro regga debolmente e che le responsabilità personali siano abbastanza evidenti.
    Pertanto, oltre alle scuse dei componenti del CD, che non mi risultano mai pervenute, credo che moralmente sarebbe necessario eufemisticamente parlando "un passo avanti" dei responsabili con tutti gli annessi e connessi.
    Dal punto di vista patrimoniale se perderemo in Cassazione credo che i 20 euro di aumento proposti coprano a malapena le marche da bollo.
    Se poi alla fine di questa triste vicenda ci sarà da mettere mano al portafoglio per il bene della categoria ...ne parleremo responsabilmente o forse obbligatoriamente.
    Concordo con Gigi Mario per la ricerca di una transazione con donazione importante.
  • trento_denis
    Ps assegnare la gestione di un sito a 120.000 euro per un anno non mi pare possa essere considerata una leggerezza, ma un atto criminale.
    O c'era connivenza, oppure chi componeva quel CD era completamente idiota.
    In entrembi i casi deve risponderne.
    Si potrebbe pensare di fare un'azione legale contro queste persone, visto che ne stiamo subendo una da chi ne ha tratto vantaggio?
  • trento_denis
    Buongiorno,
    Ho ricevuto la mail in merito al sondaggio x l'aumento della quota associativa.
    Viste le premesse mi sembra del tutto inutile, dato che mi pare di capire che non ci siano alternative.
    Ho seguito a grandi linee la vicenda sulle newsletter ricevute e mi piacerebbe capire una cosa: al di là dei risvolti odierni, la scelta di assegnare la gestione a Gallo di quel sito web ad una cifra folle, sarà stata approvata da qualcuno o sbaglio? Quindi si possono sapere i nomi delle persone responsabili di tutto questo? E si può sapere se attualmente ricoprono ancora cariche dentro l'associazione?
    Da giovane Guida Alpina e da giovane Italiano oggi, ne ho piene le scatole di pagare per chi ha rubato tutto quello che ha potuto e invece di essere punito ricopre ancora ruoli di peso in qualsiasi settore.
    Non esiste, che come ho letto in una delle news letter che si consideri la vicenda come un qualcosa che ormai è così punto fine. Chi era nel consiglio e ha approvato la scelta o ha solamente fatto finta di niente, è responsabile di tutto questo.
    Mi piacerebbe che almeno nel nostro mondo, chi ha responsabilità paghi: risarcendo l'associazione e/o addirittura con la radiazione dall'albo.
  • emme_monbelli
    modificato July 2016
    Appoggio la causa del Presidente per un aumento tutto sommato gestibile nel triennio e per chiudere una causa che mi pare capire ai più sconosciuta.

    Sono un "giovane" AMM dal 2012 e da quella data ho sempre sentito parlare nelle varie riunioni e assemblee di questa vertenza Gallo di cui non conosco i contenuti del progetto e ancora meno del relativo contratto che pare di importi elevati.
    Di cosa si tratta e cosa è stato fatto di quel progetto? E' stato completato o solo parzialmente realizzato? E' visibile?

    Lavorando principalmente in un Ente Pubblico sono soggetto a mille verifiche e controlli sui progetti ed a questo punto mi son posto queste due domande:
    • Nella  "superficialità" del Presidente e CD precedenti al 2012 si ravvisano elementi che possano ricondurre ad una richiesta da parte del CONAGAI di risarcimento patrimoniale?
    E soprattutto considerato che questa causa è solo riferita al primo anno, degli otto, di contratto
    • Nel contartto non sono previste penalità per inadempienze, consegne incomplete del progetto,  consegne oltre il termine pattuito e le modalità di rescissione del contratto?

    Grazie per attenzione ma vorrei capire anche per cosa stiamo pagando l'aumento delle quote che come detto appoggio.

    AMM Lombardia - Michele Mombelli


  • luigi_maisto

    Concordo nell'aumentare la quota d'iscrizione per porre fine a questa telenovela di Gallo.

  • jacopo_merizzi
    La regola principe dell'arrampicata è la leggerezza.
    Non sempre è possibile ma la leggerezza spesso funziona...anche nella professione di Guida Alpina
    Non ho mai capito, e me ne scuso, l'importanza del Conagai,  visto che a mio parere va in parte a sommarsi  alle funzioni dei Collegi Regionali...
    Insomma,  ridurrei e limiterei il ruolo del Conagai allo stretto necessario, ovvero al coordinamento tra i Collegi Regionali e alle rare occasioni di rappresentanza istituzionale e internazionale: per  questo scopo,  la quota che paghiamo (con gli aumenti già previsti) mi sembra più che corretta.

    Ciò premesso, sono anche d'accordo che il Conagai vada salvato dalla causa Gallo: evento straordinario come dove essere straordinario l'aumento che si richiede per questo scopo.





  • mario_luigi
    Ritengo che sia giusto aumentare di un poco la quota,
    ma per chiudere questa questione sarebbe meglio che
    ci fosse una donazione  di 100 € da parte di ogni guida
    per farla finita in maniera elegante e dignitosa con questo
    problema.

    Gigi Mario Taino
     
  • stefano_michelazzi
    la situazione è piuttosto chiara.
    Se la causa va avanti, e di possibilità che succeda non ne mancano, il CONAGAI (e quindi tutti noi) dovrà risarcire probabilmente una cifra piuttosto elevata (piuttosto è un eufemismo).
    Aldilà di errori di valutazione fatti credo in buona fede (visto che nessuno nel CD ci guadagna ad essere presente alle riunioni), la proposta di Cesa-Bianchi mi sembra l'unica soluzione per evitare il commissariamento e/o nel caso accantonare dei fondi per possibili future problematiche che si dovessero verificare.
    Siccome credo che due birre in meno o magari anche dieci birre in meno in un anno, non siano un sacrificio così improponibile, e volendo far sì che il CONAGAI diventi quell'organo di governo che avrebbe già dovuto essere, direi che aumentare la "posta" per l'autofinanziamento a 30/20 sarebbe opportuno.
    Ricordo che il conto del collegio è bloccato ma i conti dei collegi regionali e provinciali relativi anche... e se dovessimo subire un commissariamento viste le normative vigenti non ci sarebbe scampo per nessuno a meno di non trovare qualche scappatoia poco ipotizzabile...
    Ho sentito molte volte colleghi lamentarsi per come funziona il CONAGAI (io stesso l'ho fatto) e sono convinto ci siano molte cose da valutare e sistemare ma non è contestando a priori senza alcuna proposta alternativa che si risolvono i problemi...!
    Intanto bisogna riconoscere che in quanto a comunicazione gli impegni presi da CD e dal presidente sono stati rispettati e possiamo a questo punto avere una corsia diretta di comunicazione tra l'ente e gli iscritti... credo sia un bel passo avanti!
  • giulio_beuchod
    Aderisco in pieno a quanto scritto da "Rouge" e da Cristiano Virgilio.

    Se non mettiamo da parte un pò di soldi aumentando la quota annuale non ne verremo mai a capo e continueremo a trascinare la questione chissà per quanto tempo ancora.

    Ripeto la proposta che ho fatto nell'ultimo CD nazionale: sarei favorevole ad aumentarla anche oltre i 10 o 20 euro se servisse a creare un punto di assistenza fiscale e legale, o quant'altro fosse utile, presso  il CONAGAI al quale i Collegi Regionali possano fare riferimento in caso di necessità.

    Attualmente i CR spendono un sacco di energie, anche economiche, per rispondere con risorse locali a quesiti che in realtà, nella quasi totalità dei casi, interessano la categoria a livello nazionale. Oltretutto ottenendo molto spesso risposte differenti da Regione a Regione.

    Sarebbe un modo per ottimizzare energie e risorse dei CR.
  • cristiano_virgilio
    Salve a tutti,

    anch'io penso che quella proposta sia la strada più praticabile per uscire da questo impasse e lasciarci finalmente alle spalle questa vicenda. Il Conagai deve poter tornare a occuparsi dei suoi compiti istituzionali e delle attività che promuovano lo sviluppo della nostra professione, soprattutto in un momento come questo in cui è necessario essere presenti solidamente nelle sedi in cui si definirà lo scenario futuro delle professioni del turismo di montagna.

    Cristiano Virgilio
    Collegio Toscana
  • roberto_rossi
    Buongiorno a tutti,

    Come già detto più volte all'interno del CD, l'aumento della quota è l'unica strada possibile per il CONAGAI.
    Per rispondere a Simone Guidetti: sicuramente il CD precedente ha operato con leggerezza, ma è altresi' vero che l'ha fatto in buona fede ed è stato preso in giro dall'"astuzia" di uno di noi.
    Inoltre, un aumento ridicolo di 10-20 euro, permetterebbe di avere un fondo cassa per sovvenzionare molte altre attività (gruppi di lavoro, ecc., ecc.) del tutto necessarie per occuparsi delle varie problematiche del nostro mestiere.

    Grazie per l'attenzione,

    Roberto Rossi.
  • vasileiou_michail
    Visto che soluzioni diverse porterano a maggiori complicazioni dei due mali e' meglio il male minore.
    Quindi sono d' accordo con l' aumento proposto dal Presidente.
    Cordiali saluti
    Michele Vasileiou
  • pietro_barigazzi
    Sono d'accordo per l'aumento della quota
    Pietro Barigazzi
    presidente collegio Emilia

  • simone_guidetti

    Buongiorno, non sono d'accordo nell'aumento della quota per far fronte alla causa Gallo a carico degli iscritti del collegio.

    Ci sono responsabilità individuali nel direttivo e nella presidenza che avevano incaricato Gallo di non so quale prestazione?

    In tal caso i soggetti responsabili devono risarcire il collegio.

    Cordiali saluti

    Simone Guidetti


Lascia un Commento

Ciao!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare, accedi con le tue credenziali.

Ti informiamo che puoi accedere inserendo email e password dell'Area riservata del sito Guidealpine.it