Evoluzione modifiche legge 6/89

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cesare_cesabianchi
Cari colleghi,
alla luce della situazione attuale, ciò che stiamo da anni portando avanti ovvero gli emendamenti alla legge 6/89, è in fase di stallo.
Questo fermo o, visto in maniera più positiva, rallentamento è dovuto sicuramente all'attuale condizione di governo che tutti ben conosciamo, ma non solo:
la VII commissione della Camera che ha in gestione l'iter di variazione emendataria della legge, ci ha comunicato in maniera piuttosto evidente che le diverse associazioni (AIGAE, AIGC, UISP) convocate in sede di valutazione delle diverse (tre) proposte di emendamento alla legge, si sono dimostrate contrarie ad una rivalutazione in base alle nostre proposte. In pratica, malgrado il riconoscimento piuttosto anomalo delle suddette associazioni, contrariamente al nostro status di ente pubblico legalmente riconosciuto, visti probabilmente i pesi in termini di numeri di associati, la Commissione è rimasta dubbiosa sul da farsi, fermando momentaneamente i lavori.
Ovviamente il nostro rammarico e le nostre giuste motivazioni sono state evidenziate in maniera che definirei, piuttosto forte, sia dal sottoscritto che dai colleghi che componevano la delegazione con il risultato che la rappresentante la Commissione si è dimostrata interessata a ciò che abbiamo esposto in termini di legalità.
In seguito a ciò abbiamo tentato anche altre strade più dirette che, si spera, prossimamente, ci daranno occasione di far sentire le nostre motivazioni ed arrivare ad un punto di svolta.
In maniera piuttosto sintetica ciò è quanto è accaduto.
I lavori del direttivo sono proseguiti in ogni caso, anche con una riunione il 1° di agosto ed ognuno di voi può capire quanto sia stato difficile, in piena stagione, accantonare i nostri impegni professionali per dare spazio comunque al lavoro che reputiamo importantissimo per l'esistenza stessa della nostra figura professionale.
In seguito al consiglio direttivo di novembre, si è deciso di provare a seguire anche altre strade per definire la nostra situazione e nei prossimi giorni di dicembre avremo le risposte necessarie a capire se sono perseguibili, provando in questo modo a mettere uno stop a tutte quelle realtà che tentano ormai da tempo, di sorpassarci.
Per questi motivi anche la "guerra" all'abusivismo che stiamo mandando avanti si è fatta più forte ed indirizzata ad obiettivo, in quanto vogliamo dimostrare che le Guide Alpine sono una realtà e non certo qualcosa di ormai sorpassato.
Tutto ciò comporta un impegno che va di molto aldilà del nostro normale impegno professionale, entrando anche in situazioni alle quali non siamo abituati e che non sono certamente usuali per chi esercita la nostra professione ma la voglia di fare c'è e siamo tutti spinti verso un rinnovamento del nostro Collegio nazionale, tale da proporsi come una forza indiscutibile e non certo come chi accetta e subisce le situazioni che gli piovono sulla testa.

Avviando questa nuova discussione colgo l'occasione di augurare a tutti un buon lavoro e un buon nuovo anno.

Presidente Collegio Nazionale Guide Alpine Italiane
Cesare Cesa Bianchi

Commenti

  • filippo_livorno
    Ciao Stefano,
    grazie a te e grazie del lavoro che state facendo.
    Comprendo perfettamente che a livello legislativo è stato fatto molto marasma negli anni passati, tra Leggi Nazionali e Regionali. Mi auguro che chi dovrà decidere nel merito (intendo quindi a livello giudiziario) riesca a comprendere il valore della nostra figura professionale.
    A presto e buona montagna.
    Filippo
  • stefano_michelazzi
    Caro Filippo, bene che ti sia interessato alle normative e che abbia visto come la tanto sbandierata 459/2005 non autorizza le GAE in molti degli ambiti che gli stessi invece insistono a dire siano ammessi.
    Se ti prendi la briga (magari l'hai già fatto) di leggere il post precedente saprai che il conagai ha istituito una commissione abusivismo che si interessa anche e soprattutto di questi temi istituzionali oltre ai vari esposti ad personam che abbiamo fatto partire come primo segnale del "Risveglio di Kundalini" il quale è stato sopito per troppi anni, lasciando spazio ad una serie di situazioni che se non tronchiamo ora ( ci proviamo ma non è detto che ci si riesca a distanza di così tanto tempo o almeno non in tutti i casi...) non troncheremo mai più col rischio che questa deriva ci travolga serissimamente.
    La 4/2013, la 495/2005 non sono le uniche situazioni giuridiche da vagliare e mettere in sequenza per creare quel quadro normativo che può mettere fine all'abusivismo dilagante di questi tempi ed una concorrenza che a questo punto è diventata sleale sotto diversi aspetti e quindi in concorso con i legali che ci rappresentano stiamo valutando diverse strade da seguire oltre a quegli emendamenti sulla 6/89 che se passassero come stiamo proponendo metterebbero la parola fine a diversi abusi che le categorie rappresentate dal CONAGAI stanno subendo ormai da anni.
    Ci sono già degli interventi che stanno andando in porto (dei quali credo si sentirà parlare a brevissimo), altri già attuati ma sicuramente non bastano ed il modo migliore per sostenere la nostra causa è quello di continuare ad operare con metodologie corrette per evitare di scoprire il fianco e nel frattempo propagandare la differenza tra scegliere una figura senza garanzie rispetto ad una accreditata con piattaforme formative accreditate dallo Stato. E' molto importante anzi, direi basilare, che l'opinione pubblica comprenda quali sono i rischi che si possono correre con una scelta sbagliata.
    Importante è anche non pubblicare o diramare soggettivamente esposti o quant'altro che potrebbero creare involontariamente danno nei processi che stiamo operando e che per la loro delicatezza non sono sbandierabili ai 4 venti.
    Ognuno resta inteso è libero di fare come meglio crede ma se si vuole arrivare ad obiettivo si deve lavorare compatti e non più stile cani sciolti com'è stato fin'ora.
    La propaganda che è, oggi specialmente, una cosa importante, è uno degli argomenti che la commissione abusivismo tratta e probabilmente avrai letto articoli a riguardo grazie anche alla nuova organizzazione che si è deciso di dare al collegio, la quale vede anche una responsabile della comunicazione molto attiva ed attenta.
    Dopo 27 anni di torpore, seppure quasi sicuramente incolpevole, oggi questo direttivo ed il presidente si ritrovano in mano
    una patata bollente (molte patate direi...) che devono essere raffreddate il prima possibile e con il marasma legislativo italiano non è cosa facile... ma ci stiamo provando con impegno totale.
    Grazie del tuo intervento.
    Stefano MIchelazzi
    responsabile Commissione Abusivismo
  • filippo_livorno
    Leggo con sempre maggior frequenza su FB le rivendicazioni che le GAE portano avanti per sostenere la loro tesi di essere nella legalità. Ed in particolare vengono utilizzati di frequenza due riferimenti normativi:

    1) La sentenza 459/2005 della Corte Costituzionale: questa sentenza viene sbandierata dalle GAE come quella che sancisce il loro diritto ad operare su terreno innevato. Ora, io mi sono preso la briga di leggere tutta la sentenza, che a me pare invece affermi proprio il contrario. Infatti, ad un certo punto, la Sentenza dice (cito testualmente): "Quest’ultima legge regionale, all’art. 2, comma 3, oggetto di censura nel presente giudizio, ha individuato, fra le diverse “professioni turistiche di accompagnamento”, anche la “guida-ambientale escursionistica”, figura comunque avente un profilo professionale alquanto differenziato dall’“accompagnatore di media montagna”, perché essenzialmente finalizzata ad illustrare “gli aspetti ambientali e naturalistici” dei diversi territori (montani, collinari, di pianura ed acquatici) e con esplicita esclusione “di percorsi di particolare difficoltà, posti su terreni innevati e rocciosi di elevata acclività, ed in ogni caso di quelli che richiedono l’uso di attrezzature e tecniche alpinistiche, con utilizzo di corda, piccozza e ramponi”.
    La Sentenza quindi dichiara privo di fondamento il ricorso presentato, che mirava a chiedere l'incostituzionalità della Legge Regionale dell'Emilia Romagna di istituzione della figura della GAE, ma a mio modo di vedere conferma proprio che tale figura non è autorizzata ad operare su terreno innevato (tra l'altro che formazione riceve una GAE in merito all'utilizzo dell'ARTVA??).

    2) La Legge 4/2013: questa è la Legge che le GAE dicono essere quella che FINALMENTE norma la loro professione, in quanto è la Legge che ha normato le  professioni non organizzate in ordini o collegi. 
    Anche qui mi sembra che l'interpretazione che viene data sia completamente fuorviante.
    All'articolo 2 della Legge infatti viene proprio specificato che "per «professione  non  organizzata
    in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l'attivita' economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e
    prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il concorso di questo, con  esclusione  delle  attivita'  riservate  per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell'art.  2229 del codice civile". L''articolo 2229 del codice civile disciplina le professioni intellettuali per cui la Legge determina l'iscrizione in speciali Albi, tra cui la professione di Guida Alpina. 
    Vale la pena ricordare che all'art. 2 della Legge che ha istituito la nostra figura professionale viene menzionata testualmente la frase "E' guida alpina chi svolge professionalmente.....o ESCURSIONI IN MONTAGNA". Quindi le escursioni in montagna sono riservate per legge alla Guida Alpina, senza limiti di quota e difficoltà!

    Mi chiedo quindi come si fa ad interpretare questa legge come quella che validi la figura della GAE. A me parrebbe proprio il contrario....

    Scusate se mi sono dilungato ma la ritengo una questione importante...perchè mi da particolarmente fastidio vedere gruppi di 20/30 persone che seguono una GAE su terreno innevato senza un'artva addosso in pieno abuso di professione...

  • mario_luigi
    Per chi è abituato a confrontarsi con le difficoltà della montagna
    e l'insegnamento verso persone desiderose di apprendere a scalarle
    con gioia e sicurezza, è molto dura avere a che fare con le leggi e con
    la burocrazia.
    Cercate di resistere e tenere duro, la burocrazia è come la gramigna:
    rispunta sempre.
    Ormai posso dare poco alla causa dell'associazione, ma sono vicino
    agli sforzi che state facendo per la legge e per l'abusivismo.

    a mani unite

    Gigi Mario Taino

    PS Per l'abusivismo bisognerebbe pensare a qualche progetto per
    aumentare il numero delle guide.
    Se nel Lazio e Umbria ci sono soltanto tre quattro guide e più di cinquanta
    strutture coperte di arrampicata, con almeno diecimila che le frequentano,
    penso sia impossibile contrastare l'abusivismo.

    31 gennaio 2017
  • danilo_garin
    Grazie per il lavoro che state facendo

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