A tutti gli Accompagnatori di Media Montagna italiani

Opzioni
stefano_michelazzi
Innanzitutto desidero ricordare quanto il Co.Na.G.A.I. e i Collegi Regionali/Provinciali stanno facendo per gli Accompagnatori di Media Montagna.

La Giunta regionale della Lombardia con Delibera X/7235 - Individuazione delle aree di esercizio della professione dell’accompagnatore di media montagna - realizza l’ultimo tassello del mosaico normativo da cui si deduce l’esclusività dell’esercizio della professione dell’A.M.M. in Lombardia.
In altre Regioni (Abruzzo, Marche, Friuli Venezia Giulia e Veneto) ci si sta muovendo nella stessa direzione, ovvero realizzare la cosiddetta zonazione che definisca l’ambito di esclusività dell’esercizio della professione dell’Accompagnatore di Media Montagna.

Noi continuiamo a batterci per affermare che l’esercizio è esclusivo in quanto, ove prevista la figura, si tratta di professione riservata come quella della Guida Alpina (Legge 6/89). Non risulta inoltre in alcun modo applicabile la Legge 4/2013 in quanto trattasi di professione già organizzata in ordine o collegi. Da qui il carattere esclusivo dell’esercizio della stessa.
Il Co.Na.G.A.I. e i Collegi Regionali/Provinciali stanno profondendo uno sforzo sempre crescente nella lotta contro l’abusivismo che si verifica prima di tutto proprio nell’ambito escursionistico.

Nonostante tutti gli sforzi, la volontà e le energie profuse dal Co.Na.G.A.I. e dai Collegi Regionali/Provinciali per le modifiche della Legge 6/89, a oggi su terreno innevato rimane in vigore la riserva a Guide Alpine ed Aspiranti Guida. In nessun modo altre fonti normative o l’iscrizione all’U.I.M.L.A. possono prevalere sulla legge nazionale.
Tutti i Collegi raccomandano quindi agli Accompagnatori di Media Montagna il massimo rigore nel rispettare i limiti della professione e consigliano (obbligo in Lombardia) di segnalare anche nelle comunicazioni pubbliche il nominativo della Guida Alpina nelle escursioni sulla neve da essi organizzate.


Desidero quindi ricordare che:

gli A.M.M. non possono operare su terreno innevato sul territorio italiano;
gli A.M.M. che desiderano lavorare all’estero devono completare la propria formazione secondo lo standard formativo U.I.M.L.A. in particolare per ciò che riguarda il terreno innevato;
gli A.M.M., che hanno così completato la propria formazione, possono lavorare all’estero anche su terreno innevato;
in ogni caso, gli A.M.M. per lavorare all’estero devono sottostare alle leggi del paese ospitante per ciò che riguarda il lavoro straniero (permesso di lavoro anche temporaneo);
con riferimento alle professioni di Guida Alpina, Accompagnatore di Media Montagna e Guida Vulcanologica, gli unici enti che possono erogare formazione e aggiornamenti professionali, nelle materie tecniche e in particolare su terreno innevato, sono il Co.Na.G.A.I. e i Collegi Regionali/Provinciali;
per potersi iscrivere alla U.I.M.L.A., gli A.M.M. devono ottemperare agli obblighi relativi alla formazione continua (aggiornamento professionale), obblighi previsti in prima istanza dalla Legge 6/89;
gli aggiornamenti organizzati dalla Associazione Italiana Mountain Leader (A.I.M.L.) sono da ritenersi rivolti ai propri associati e in nessun caso essi possono essere definiti obbligatori per l’iscrizione a U.I.M.L.A., tanto meno quelli su terreno innevato;
U.I.M.L.A. chiede regolari aggiornamenti professionali, alias formazione continua, lasciando libera iniziativa agli enti formatori (in Italia il Co.Na.G.A.I. e i Collegi Regionali/Provinciali) dei Paesi che hanno rappresentanza in U.I.M.L.A. nel definire i contenuti di tali aggiornamenti.

Nel 2017 abbiamo fatto il massimo degli sforzi possibili per sostenere le ragioni e i diritti degli Accompagnatori di Media Montagna italiani e continueremo a farlo anche quest’anno.

Speriamo che il nostro impegno emerga dalle nostre azioni.

Il Presidente Co.Na.G.A.I.
Cesare Cesa Bianchi


Commenti

  • stefano_michelazzi
    Il riconoscimento del titolo è relativo alle normative del Paese in cui si richiede.
    La formazione UIMLA non è assolutamente un titolo obbligatorio, in quanto UIMLA è un'associazione privata e non è ente formatore. Lo è invece il CONAGAI.
    Come accade anche per l'UIAGM, gli enti rappresentanti delle figure professionali dei diversi Paesi aderenti decidono di concorrere nella approvazione di una piattaforma condivisa, ma a livello nazionale sarà quella dell'ente competente ad essere ufficiale. Spiego meglio:
    l'Italia è tra i fondatori di UIAGM e ne condivide le piattaforme formative ma al ministero, che danno l'accreditamento, sono  i profili professionali depositati dal CONAGAI,  non dall'UIAGM.
    Nel caso della domanda, va fatta richiesta di riconoscimento per i periodi in cui si voglia operare nel Paese straniero, all'ente competente dal Paese stesso (se vuoi operare in Francia devi richiedere il riconoscimento al ministero francese, indicando i periodi temporali delle tue presunte escursioni), che vaglierà il riconoscimento dei titoli.
    Attenzione a non operare in periodi diversi da quelli concessi... aldilà di eventuali sanzioni, l'assicuratore RCT potrebbe decidere di non coprire l'incidente.
    Caso analogo è capitato in Italia a due guide francesi senza permesso EPC.
    La European Professional Card (EPC) è richiedibile solo dalla figura della Guida Alpina.
    In ogni caso per completezza professionale ti consiglio di partecipare ai prossimi corsi di specializzazione invernale così da non avere dubbi sull'accreditamento, iscritto o meno alla UIMLA.
  • pozzoli_simone_maria_giuseppe_raffaele
    Scusa Stefano,
    ma gli Amm che non hanno completato la formazione UIMLA, possono lavorare all'estero sugli altri terreni fuorché quello innevato?





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