Accordo quadro tra il Co.Na.G.A.I. ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Opzioni
Segreteria
Pochi giorni fa il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane ha firmato un accordo con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - Direzione Centrale per l'Emergenza, il Soccorso Tecnico e l'Antincendio Boschivo.

Si tratta per noi di un importante traguardo

L’accordo consiste in una collaborazione nelle operazioni di soccorso ed elisoccorso in situazioni di calamità. Le finalità sono quelle di:
  • assicurare la reciproca attivazione;
  • assicurare l’intervento di soccorso congiunto e un raccordo operativo sul luogo di intervento, con nostro accompagnamento nelle zone impervie dei tecnici dei VVF.
L’accordo prevede la collaborazione nella formazione e nella sperimentazione di attrezzature e procedure innovative in una situazione di attività congiunta, con uno scambio di competenze ed esperienza. 

Non è previsto nessun impegno di spesa da parte del Collegio. 

Non vi è vincolo di collaborazione, infatti l’accordo non è in contrapposizione in nessun modo con le altre organizzazioni di soccorso come il C.N.S.A.S. e la Guardia di Finanza, nel cui ambito operano con passione tante Guide Alpine. Si apre però per noi la prospettiva di una nuova possibile opportunità di lavoro e di confronto professionale nelle attività di gestione delle emergenze.

L’accordo è infine e soprattutto un grande traguardo perché costituisce di fatto un riconoscimento della professionalità, della preparazione e della serietà delle Guide Alpine come figura professionale. È un importante accreditamento del Co.Na.G.A.I. e dei Collegi Regionali e Provinciali presso il Ministero degli Interni e un punto di partenza fondamentale per un possibile nostro accreditamento anche presso la Protezione Civile, al pari di altre categorie professionali.

Il documento è consultabile nell'Area riservata, sezione In primo piano. 

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Commenti

  • caruso_paolo

    Scusate,

    ma qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare il motivo per cui
    la Discussione su “Accordo quadro tra il Co.Na.G.A.I. ed il Corpo Nazionale dei
    Vigili del Fuoco” passa sempre al primo posto?

    Non capisco se è un nerd-miracolo o un invito alla competizione.

    Molte grazie

    Paolo Caruso

  • fabio_miconi
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1029933447168976&id=296445957184399

    Per tutte le Guide Alpine iscritte al CNSAS, compresi gli istruttori: senza parole.
  • testa_eugenio
    Visto che siamo nell'imminenza delle votazioni per il rinnovo dei membri del Collegio Nazionale, chiederei a chi si è candidato di esprimere chiaramente la sua opinione in merito a questa convenzione, visto che questo è il tema attuale più scottante (almeno a  vedere il numero di post). Essendo una guida che turna nelle basi eli e che fattura all'80% con il CNSAS, posso garantire che il mio voto andrà a chi mi assicura che una volta eletto farà di tutto per stracciare questa convenzione con i VVFF.  Nel merito la ritengo dannosa per gli interessi miei e credo della stragrande maggioranza delle guide. Per me è incredibile anche il metodo utilizzato per arrivare alla stipula e la risposta via mail del Presidente alle critiche ricevute. Ritengo sia stato un abuso di potere in spregio alle più elementari regole di convivenza democratica e di rappresentatività. Spero solo che queste elezioni portino ad un profondo e deciso ricambio dei rappresentanti del Collegio Nazionale.
    Cordiali saluti. Testa Eugenio del Collegio Guide del Piemonte
  • stefano_michelazzi
    Alberto Borrello, la discussione è proprio l'anima di questo forum che è stato voluto da Alessandro Gogna e deliberato dal CD, convinto sostenitore della comunicazione.
    Personalmente mi trovo perfettamente in accordo con le sue idee in proposito, ma veniamo all'argomento cardine:

    è verissimo come indichi che il comma 2 dell'art. 6 della legge 225/92 non differisca che minimamente dal citato comma 2 art. 13 L.1/2018, ma è anche vero che non basta leggere un articolo per comprendere e nel caso interpretare una legge... se fai un passaggio (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/1/22/18G00011/sg) leggendo tutti gli articoli e le note in calce, ti rendi conto che la situazione è nettamente differente, anzi decreti successivi e ordinanze P.C.M. avevano reso nullo lo stesso articolo, in quanto mancavano i supporti.

    In quanto a far parte della Protezione Civile dal 1996 e stanti leggi e decreti (come detto poi modificati in toto) ti do ragione, ma questo è un altro motivo per sostenere l'accordo firmato che attua una condizione, la quale doveva essere applicata già 22 anni fa...
    Perché non sia stato fatto allora è piuttosto facile da capire considerando che fino all'entrata in campo di questo direttivo 6 anni fa (io ci sono dagli ultimi 3), che si fosse un Ente pubblico con doveri ma anche diritti conseguenti, credo proprio nessuno l'avesse compreso bene... , con questo non mi sento di incolpare nessuno della situazione, perché la nostra attività è fare la Guida alpina ed inserirsi in ambiti che non ci sono confacenti è un'impresa difficile che costa molte energie.
    Oggi, credo sia indiscutibile, la riorganizzazione del CONAGAI si vede, il solo fatto di avere uno spazio di dibattito lo denota, considerando anche che alcune azioni portate avanti, ci hanno risparmiato un bel po' di grane, visto che eravamo in grave ritardo (in alcuni casi, come la tassa di registro, già sanzionabili...).

    Ma andiamo avanti, gli articoli 2 e 3 sono generici a "dismisura", proprio perché trattandosi di accordo quadro, gli applicativi saranno stabiliti di volta in volta dagli aderenti o dal CONAGAI e quindi stabilirli a priori sarebbe stato un grave errore, che in quel caso avrebbe avuto le caratteristiche di un imposizione dall'alto. Ti ricordo che la stesura dell'accordo è stata più volte valutata dal nostro ufficio studi giuridico legislativi, lo stesso (e unico direi...) che ha saputo mettere un freno alla famigerata causa Gallo...

    L'art. 18 comma 5 poi, assieme all'accordo quadro, ci inserisce, per le competenze espresse dalla categoria, di fatto nel Comitato operativo nazionale, situazione del tutto nuova. Questo ovviamente dovrebbe fare parte dei futuri applicativi.

    Non è mia intenzione parlare a sfavore né a favore del CNSAS perché come ho già scritto, in questo frangente (Protezione Civile), è figura sia partner che concorrente ma lasciami dire, che in quanto a correttezza ce ne sarebbe molto da parlare, a partire da situazioni che ad esempio Davide Crescenzio conosce bene, come questa che fu lui il primo ad evidenziare: 

    (https://www.facebook.com/daniele.taliani.1/media_set?set=a.10208222873161847.1073741940.1602956845&type=3)

    e che si può ben considerare concorrenza sleale ai danni nostri e non solo nostri...
    Di questo ne parlammo a suo tempo senza infierire, ma la memoria è corta a quanto pare... e non parlo delle Guide...

    Per il resto, coinvolgendo in questo anche l'intervento di Davide Crescenzio, sono a conoscenza che Cesa Bianchi sta preparando una comunicazione.
    Da parte mia dopo aver chiesto delucidazioni in proposito alla scelta di siglare l'accordo con le modalità che molti contestano, ho accettato la spiegazione serenamente, anche perché a mio avviso è un buon accordo a favore della collettività.
    Ciò che mi ha invece lasciato piuttosto amareggiato, è stato l'attacco nei confronti di un collega (Marco Vallesi) che ha avuto la sola colpa di ritrovarsi per un banale errore di segreteria, coinvolto in una serie di accuse, da parte di chi senza alcun atteggiamento deontologico, lo ha buttato in pasto all'opinione pubblica ancor prima di chiedere delucidazioni in merito e questo per come la vedo io è piuttosto grave. Non da meno il buttare in pasto all'opinione pubblica tutta la situazione, che sempre a mio avviso, doveva deontologicamente venire prima discussa o anche contestata aspramente ma in ambito collegiale, essendo da questo ambito partite le accuse peraltro infondate, visto che alla fine la faccia da rimettere è quella di tutte la Guide alpine.
  • alberto_borello
    Buonasera a tutti.
    Grazie Davide per aver riportato il tema sul giusto binario.
    La cosa che credo interessi, maggiormente, a tutti, oltre i contenuti dell'accordo, sia, piuttosto, il metodo con cui si è giunti alla firma.
    Ragione per cui appoggio, incondizionatamente, quanto hai postato.
    Un caro salto a te e a tutti i colleghi.
  • davide_crescenzio
    Al di la di tutto, faccio notare una cosa. Mail del presidente del CONAGAI 09/03/2018:
    "..La confusione che si è generata e l’accumulo di nuovi problemi ha messo in luce, e in modo prepotente, quanta mancanza di reale informazione, cioè di scambio, ci sia nella maggioranza dei nostri associati.

    I nostri punti deboli di sempre sono:

    • informare (con strumenti che vadano oltre le Presidenze dei Collegi Regionali e Provinciali e oltre la documentazione ufficiale) tutte le Guide Alpine, gli Accompagnatori di Media Montagna e le Guide Vulcanologiche sui lavori in corso e sulle linee strategiche decise dal Collegio Nazionale di concerto con i Collegi Regionali e Provinciali;
    • coinvolgere tutti nell’elaborazione delle strategie;
    • favorire il passaggio da “voce a voce” per superare i confini delle Provincie e delle Regioni;
    • compattare tutti intorno al Collegio Nazionale, quale organo di coordinamento dei Collegi Regionali/Provinciali, e alle sue scelte.

    L’impegno a porre rimedio a questi nostri limiti è ora diventato improrogabile.
    A questo scopo disponiamo di uno strumento importante che è già attivo anche se poco conosciuto e utilizzato: il FORUM..."

    Belle parole, l'ho anche dichiarato qui nel forum. E dopo 4 gg (il 13/03) arriva questo annuncio di accordo con i VVF. Di cosa dovremmo parlare ora nel forum? Delle linee strategiche decise dal CONAGAI in concerto con i collegi regionali? Come in questo caso? Oppure questo accordo non fa parte della categoria delle "linee strategiche" e allora il "concerto" non serve? Del coinvolgimento di tutti nell'elaborazione delle strategie? Io il "coinvolgimento nell'elaborazione delle strategie" (sempre che si tratti di strategie) non lo intendo in questo modo, e nemmeno una cospicua parte della categoria mi pare. Compattare tutti intorno al CONAGAI? Alla luce dei fatti, e degli annunci a mezzo stampa, sarebbe meglio cambiare sistema, forse. Posso dirlo questo?

  • alberto_borello

    Buongiorno
    Stefano Michelazzi.

    Per prima
    cosa ti ringrazio, seriamente, per le tue spiegazioni.

    Per il
    resto, lo so, sono sempre stato birichino, anche se chi mi conosce dice che
    invecchiando mi sono un po’ calmato.

    Purtroppo mi
    trovo ancora a dissentire con te.

    A mio
    modesto avviso, il D. L. n° 1, 2 gennaio 2018, poco incide sull’accordo
    CoNaGAI-VVF perché, se è vero che da una parte ribadisce con maggiore enfasi
    che i VVF sono componente fondamentale del Servizio Protezione Civile (Art 10),
    dall’altra ribadisce con l’Art. 13 al punto 1, comma e, e al punto2, quanto già
    stabilito dall’Art. 6 punto 2 della L. n° 225, 24 febbraio 1992.

    Ora, stando
    alla legge n° 225, noi avremmo dovuto far parte della Protezione Civile dal
    1996 (anno di nascita del CoNaGAI, se la memoria non mi inganna)  cosa che non mi risulta.

    Allo stato
    attuale, sempre a mio modesto avviso, l’accordo con i VVF rimane solo un
    accordo con i VVF, senza alcun collegamento diretto con il Ministero degli Interni.

    Accordo che
    ci metterà solo al servizio di chi la fa da padrone, anche in funzione delle innumerevoli
    competenze e dell’organizzazione di inquadramento, in ambito Protezione Civile.

    Inoltre, gli
    articoli 2 e 3 della convenzione sono quanto di più vago possa esistere,
    parlano di intese future, non definendone  tempi e modi, senza le quali l’accordo stesso
    non ha ragione di essere perché impraticabile.  

    Mio
    pensiero.

    Spero
    vivamente di sbagliare, ma più andiamo avanti e più mi sembra che ci abbiano
    preso in braccio!

    Augurando anch’io
    un bon lavoro a tutti,  saluto cordialmente
    te e i colleghi.

  • stefano_michelazzi
    modificato April 2018
    Buongiorno Alberto Borello, noto con piacere che il sarcasmo non ti manca ma siccome mi sembra che questo forum sia nato per tentare di comunicare tra colleghi e sottolineo colleghi, lo trovo piuttosto fuori posto e quindi, seppure potrei fare altrettanto, eviterò.
    Ti chiarisco da subito che il mio ruolo, derivato da un'elezione, non è quello di portavoce del Presidente che sa parlare da solo, ma come puoi evincere dal numero di post pubblicati su questo forum e dalle discussioni alle quali ho partecipato nel merito degli argomenti, e viste anche le mie posizioni a riguardo rilevabili dai verbali dei CD sull'importanza della comunicazione interna, che ti invito a leggere, come ho già espresso, svolgo il compito che ho voluto assumermi di rappresentante di categoria.
    Questo il ruolo che ogni componente del CD, di diritto o eletto dovrebbe avere. Ma passiamo all'argomento principale:

    ho notato, sia dalle comunicazioni ufficiali di dissenso, sia dai vari interventi fatti qua e là, compresi i tuoi, come manchi alla discussione, la cognizione della condizione attuale in merito ai due comparti interessati dalla situazione messa in atto dall'accordo quadro coi VVF.
    Non so se sia dovuto a non conoscenza, che sarebbe una grave mancanza da parte dei dirigenti che si sono espressi in proposito senza sapere di cosa parlano o ancora peggio da una censura volontaria, il ché sarebbe anche più grave. In tutti e due i casi appare evidente che i vertici delle istituzioni che si sono esposte nel dissenso, non siano proprio in grado di dirigere al meglio, ciò alla quale sono deputati.
    Ma andiamo con ordine.
    Per rispondere in una sola battuta a diverse delle tue richieste di chiarimento e/o affermazioni:
    in Italia sono due i comparti ministeriali che vedono come impianto operativo l'intervento di soccorso. Sanità nazionale /regionale che si occupa di emergenza sanitaria e Protezione Civile che si occupa di emergenza in calamità, Questi due comparti, gestiti da due differenti ministeri (Sanità e Interni), risultano ben definiti da normative specifiche che ne definiscono gli ambiti.
    Per la Sanità è ancora in vigore la Legge 21 marzo 2001, n. 74, che hai già ampiamente evidenziato e che all'art. 2 definisce come sia di competenza (salvo disposizioni regionali in merito come vedremo) la competenza del CNSAS, ciò non avviene ad esempio in una regione come la Liguria, dove il servizio ex 118 è convenzionato coi VVF
    (http://www.118liguria.it/cosa-e-il-118/organizzazione/elicottero.html)
    ... ma non solo in Liguria...
    Questo perché il comparto Sanità non viene normato da una singola disposizione di legge e come ben saprai, vista la particolarità dello stesso gode di deroghe di diverso tipo stabilite in ordine regionale ed anche perché la suddetta legge altro non è che una legge quadro che necessita di applicativi.
    Ma ora viene il bello!
    Lo sapevi che a gennaio è entrato in vigore il DECRETO LEGISLATIVO 2 gennaio 2018, n. 1 ?
    Al momento non ho letto da alcuna parte tra le varie missive la citazione di questo decreto che regola ed in parte stravolge quelli precedenti... come mai?
    Questo decreto denominato CODICE DELLA PROTEZIONE CIVILE, definisce i ruoli e distribuisce le competenze. I VVF inseriti all'art. 10 come "componente fondamentale del Servizio nazionale della protezione civile" assumono la direzione di tutte le situazioni definite dal decreto.

    Andiamo avanti... :
    passiamo all'art.13 dove si ribadisce che i VVF sono componente fondamentale, vengono elencate le strutture operative nazionali ed al comma 1 alla lettera e) si legge:
    e) il volontariato organizzato di protezione civile iscritto
    nell'elenco nazionale del volontariato di protezione civile, l'Associazione della Croce rossa italiana e il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico;


    ma rispondendo alla tua affermazione che:

    "Non mi risulta che siamo accreditati, come collegio, quali membri della
    Protezione Civile e, di conseguenza, non dipendiamo direttamente dal Consiglio dei Ministri come Collegio Guide, ma come membri del CNSAS.
    Ora l’accordo non è tra la Protezione Civile Consiglio dei Ministri e il
    CoNaGAI, ma tra quest’ultimo e i VVF, che non rappresentano il Consiglio dei Ministri.
    In più, considerando che le Guide Alpine non fanno parte del corpo dei
    VVF non entrano nella Protezione Civile ma restano dei collaboratori dei VVF.";

    ti invito a leggere il comma 2, anzi te lo posto così da rendere più semplice a tutti la sua conoscenza:

    2. Concorrono, altresì, alle attività di protezione civile gli ordini e i collegi professionali e i rispettivi Consigli nazionali, anche mediante forme associative o di collaborazione o di cooperazione appositamente definite tra i rispettivi Consigli nazionali nell'ambito di aree omogenee, e gli enti, gli istituti e le agenzie nazionali che svolgono funzioni in materia di protezione civile e aziende, società e altre organizzazioni pubbliche o private che svolgono funzioni utili per le finalità di protezione civile.

    Credo che a questo punto oltre al fatto che ufficialmente il CONAGAI è parte operativa, si riesca facilmente ad intuire quali siano gli sbocchi professionali possibili, anche alla luce dell'accordo quadro ed il fatto che la nostra professione grazie anche a questo comma, assuma un ruolo di protagonista.
    CONAGAI e Regionali/Provinciali diventano nel caso della Protezione Civile, pari livello con il CNSAS che a questo punto assume la doppia funzione di partner e concorrente. Ma suppongo questo non ve l'abbiano detto, altrimenti immagino e spero, che la tua posizione insieme a quella di altri colleghi sarebbe stata diversa...

    Come già ampiamente illustrato, in ogni caso, come qualsiasi accordo quadro, in questo caso stipulato con la direzione generale dell'ambito operativo in Protezione Civile e quindi con il Ministero degli Interni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nessuno è obbligato ad aderire come anche nulla osta ad operare in ambito sanitario alle dipendenze del CNSAS.
    Che ci chiamino a casa al cellulare, aldilà del fatto che con le caratteristiche di professione a "Tutela di salute e sicurezza pubblica" siamo precettabili ed è già capitato di essere obbligati all'intervento, spero sia soltanto una battuta, visto che le convenzioni applicative saranno stabilite da CONAGAI e Regionali/Provinciali e le eventuali unità operative e/o formative saranno valutate in conseguenza. Oltre a ciò se leggi bene il comma 2, il campo rimane aperto anche a forme private di partecipazione...
    E' vero che tre Collegi rappresentano circa 600 Guide ma è anche vero che in V.d.A. la legge regionale già sancisce (anche qui al di fuori dalla 74/2001) la competenza delle Guide Alpine anche in ambito sanitario ed è anche vero che la stima delle Guide coinvolte professionalmente con il CNSAS è di circa 150 unità su tutto il territorio nazionale... quindi direi che su 600 ben pochi possano essere interessati dagli accordi col CNSAS (1200 Guide in totale tra tutti i Collegi quindi il 12,5% ) mentre la totalità può essere interessata dall'accordo CONAGAI-VVF...
    Per quale motivo, gli altri Collegi non possono avere le stesse possibilità, riservate finora alla V.d.A. vista la legge?
    La frase: "ormai ci siamo abituati..." è ben specificata nel mio intervento, quindi non vedo motivi di ri-specificarla.
    Per le motivazioni che hanno spinto ad una firma (peraltro legalmente regolare) senza preventiva discussione al CD si spiegherà Cesa Bianchi, non spetta a me il compito, visto che, come detto in anticipo, non sono il suo portavoce!
    Per quanto riguarda le offese, immagino che alla luce della conoscenza della legge 1/2018 si intuisca quali siano state...
    Spero ti basti come spiegazione da parte mia.
    Buon lavoro!
  • alberto_borello
    modificato April 2018
    (quarta  parte) le prime tre sono sotto!

    Art. 1(Finalità ed oggetto)

    2. Il CNSAS provvede in particolare, nell'ambito  delle competenze attribuite al CAI dalla legge 26  gennaio  1963, n.  91,  e  successive  modificazioni,  al  soccorso  degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei  caduti  nel territorio  montano,  nell'ambiente  ipogeo  e  nelle  zone impervie  del  territorio  nazionale.  Restano   ferme   le competenze e le attivita' svolte da altre amministrazioni o  organizzazioni operanti  allo  stesso  fine;  nel  caso  di intervento    di    squadre    appartenenti    a    diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento e' assunta dal responsabile del CNSAS.

    4. Il CNSAS, quale struttura nazionale operativa del Servizio nazionale della protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, concorre al soccorso in caso di eventi calamitosi in cooperazione con le strutture di protezione civile nell'ambito delle proprie competenze tecniche ed istituzionali.

    Art. 2 (Rapporti con il Servizio sanitario nazionale)

    1. Per lo svolgimento delle attività previste dall'articolo 1, comma 2, il CNSAS opera in stretto coordinamento con il Servizio sanitario nazionale.

     Chiarito, anche, in che ambito si muove il CNSAS.

     Nessuno chiede a 1200 colleghi di sottostare ai propri desideri, ma piuttosto  di potersi confrontare con loro prima che vengano prese decisioni a cui deve sottostare senza diritto di replica!

    Per quanto riguarda le offese, personalmente non ne ho ricevute e, spero di non averne fatte, anche se sui social qualche polemica un po’ colorita è apparsa, ma, mi sembra (per quanto ne so io), senza particolari spiacevoli per la categoria.

    Sempre grato per l’attenzione e disponibile al confronto, saluto tutti cordialmente.

     

     


  • alberto_borello
    modificato April 2018
    (prima parte)

    Buongiorno Stefano Michelazzi.

    E chiarezza sia!

    Per fortuna che sei  arrivato a
    spiegarci tutto.

    E’ già qualcosa che ti sia accorto che tre collegi, che per inciso
    rappresentano circa 600 Guide, Aspiranti Guide e AMM, sono contrari.

    Perché l’accordo “non abbisognava di una delibera del CD per i motivi
    già espressi”, quindi è chiaro come il sole che la “politica” della Presidenza
    è quella di prima fare le cose e poi comunicarle.

    E qui abbiamo fatto chiarezza sul primo punto.

    Andiamo avanti: “le Assemblee straordinarie sarebbero in questo caso , strumento dei
    Collegi Regionale/Provinciale per sentire
    la voce di tutte le Guide e
    non solo quella del Presidente o del


    direttivo, ma ci siamo ormai abituati... purtroppo...

    Che significato avrebbe
    ascoltare la voce di tutte le guide a posteriori, quando i giochi sono fatti?

    E qui abbiamo fatto
    chiarezza sul secondo punto: tre Collegi hanno manifestato la loro contrarietà
    sull’accordo e sul metodo, ma è un fattore irrilevante, la Presidenza Nazionale
    tira diritto.

    Per quanto riguarda le domande
    che poni, direi in qualità portavoce del Presidente Nazionale (credo che dallo
    scritto si possa desumere che tu voglia rivestire questo ruolo), alla Valle d’Aosta
    sul motivo per cui si scalda tanto e sulla conoscenza o meno delle leggi
    regionali  da parte del Presidente
    Regionale, non sta a noi rispondere.

    Su una cosa non c’è
    chiarezza: cosa significa la frase “ma ci siamo ormai abituati... purtroppo...”?

    Sappiamo tutti cosa si è
    verificato al tavolo ministeriale sulla proposta di modifica della legge 6/89.

    L’accaduto dimostra che c’è
    stato, perlomeno, uno scollamento tra Collegio Nazionale e Collegio Trentino,
    sulle cui ragioni bisognerebbe indagare per ricucire lo strappo ed evitare, in
    futuro, di ritrovarsi in situazioni simili.

    Per quanto riguarda l’accordo
    CoNaGAI – VVF credo si debba partire dalla legge.

    La Protezione Civile è un Dipartimento
    della Presidenza del Consiglio dei Ministri normato con Legg
    e n. 225 del 24 febbraio 1992: istituzione del
    Servizio Nazionale della Protezione Civile e successive modifiche.

  • alberto_borello
    modificato April 2018
    (seconda parte)

    Gli
    articoli che ci interessano sono:

    Art. 6 Componenti
    del Servizio nazionale della protezione civile.

    Punto 2. Concorrono, altresì, all'attività di
    protezione civile i cittadini ed i gruppi associati di volontariato, 
    nonché gli ordini ed i collegi professionali

    Art. 11. Strutture operative
    nazionali del Servizio.

    Punto 1. Costituiscono strutture operative nazionali del Servizio
    nazionale della protezione civile:


    a) il Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale componente
    fondamentale della protezione civile;


    b) le Forze armate;

    c) le Forze di polizia;

    d) il Corpo forestale dello Stato;

    e) i Servizi tecnici nazionali;

    f) i gruppi nazionali di ricerca scientifica di cui
    all'articolo 17, l'Istituto nazionale di geofisica ed altre istituzioni di
    ricerca;


    g) la Croce rossa italiana;

    h) le strutture del Servizio sanitario nazionale;

    i) le organizzazioni di volontariato;

    l) il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSA (CAI).

     

    Non mi risulta che siamo accreditati, come collegio, quali membri della
    Protezione Civile e, di conseguenza, non dipendiamo direttamente dal Consiglio
    dei Ministri come Collegio Guide, ma come membri del CNSAS.

     

    Ora l’accordo non è tra la Protezione Civile Consiglio dei Ministri e il
    CoNaGAI, ma tra quest’ultimo e i VVF, che non rappresentano il Consiglio dei  Ministri.

    In più, considerando che le Guide Alpine non fanno parte del corpo dei
    VVF non entrano nella Protezione Civile ma restano dei collaboratori dei VVF.


  • alberto_borello
    modificato April 2018
    (terza parte)

    Anche qui mi sembra che non sia stata fatta chiarezza su quali sbocchi
    professionali possa aprirci la strada questo accordo che viene sbandierato come
    “un importante 
    accreditamento del Co.Na.G.A.I. e dei Collegi Regionali e Provinciali presso il Ministero
    degli Interni 
    e un punto di partenza fondamentale per un possibile nostro
    accreditamento anche presso la Protezione Civile, al pari di altre categorie
    professionali”.

    Nella lettera di presentazione dell’accordo
    nel forum ci viene detto: l’
    accordo consiste in una collaborazione nelle operazioni di soccorso ed elisoccorso in situazioni
    di calamità. Le finalità
    sono quelle di assicurare la reciproca
    attivazione
    e l’intervento di soccorso congiunto con un raccordo operativo sul luogo di
    intervento e nostro accompagnamento
    nelle zone impervie
     dei tecnici dei VVF.

    Ora tutto è possibile, ma, a oggi, io vorrei proprio vederli i VVF che ci
    telefonano al cellulare o a casa per richiedere il nostro intervento in una “loro”
    operazione di soccorso.

    E’, comunque, vero che possiamo, sempre, auspicare un futuro migliore perché,
    in fondo, siamo degli ottimisti.

    Per quanto riguarda la sfera operativa del CNSAS non è cosa che mi riguarda
    o mi preoccupa, ma per  chiarire la reale
    situazione  cito la legge  n° 74 del 21 marzo  2001:

    Disposizioni  per  favorire l'attivita' svolta dal Corpo
    nazionale  soccorso  alpino 
    e speleologico.


  • stefano_michelazzi

    Vediamo di fare un po' di chiarezza:


    come già ben specificato con i due
    comunicati del CONAGAI, l'accordo quadro firmato con VVFF è valido,
    non abbisognava di una delibera del CD per i motivi già espressi e
    su 14 Collegi Regionale/Provinciale soltanto 3 si sono espressi in
    maniera sfavorevole ovvero per altri 11 Collegi la possibilità di
    aderire con libera scelta alle eventuali future applicazioni non è
    da scartare anche perché, come già anche qui specificato, non
    obbliga in nessuna misura.

    Le recenti normative
    sull'organizzazione della Protezione Civile già aprono le porte ai
    Collegi e Ordini professionali, di conseguenza, firmare un accordo di
    questa portata non fa altro che applicare le stesse normative, delle
    quali sembra il CNSAS non sappia nulla oppure non voglia divulgare
    informazioni ai nostri colleghi coinvolti.

    Le Assemblee straordinarie sarebbero in
    questo caso, strumento dei Collegi Regionale/Provinciale per sentire
    la voce di tutte le Guide e non solo quella del Presidente o del
    direttivo, ma ci siamo ormai abituati... purtroppo...

    il 1° agosto scorso con numero legale
    ben saldo il CD CONAGAI deliberava la proposta di una modifica alla
    legge 6/89 che presentava al Ministero ai primi di settembre. Nel
    frattempo il Collegio Trentino assente all'assemblea del 1° agosto,
    senza nulla dire a nessuno, presentava parallelamente ed in anticipo
    una propria proposta differente da quella collegialmente decisa dai
    restanti collegi e consiglieri, che non solo non ha avuto esito a
    livello di approvazione ma ha contribuito a vanificare il lavoro
    svolto dal CONAGAI, mettendoci in grave difficoltà al tavolo
    ministeriale.

    Non si comprende poi per quale motivo
    la Valle d'Aosta si scaldi tanto visto che il "Soccorso Alpino
    Valdostano" viene normato dalla legge regionale 11 agosto 1975,
    n. 39, è gestito direttamente dalle Guide Alpine che sostituiscono
    il CNSAS (art. 2 Legge regionale 17 aprile 2007, n. 5) e che come
    detto l'accordo quadro non si applica laddove non si aderisca.
    In
    Val d'Aosta la situazione rimarrà invariata perciò quale il motivo
    della bagarre scatenata proprio da questa regione? Il Presidente non
    conosce le proprie leggi regionali o c'è qualche altro motivo?

    Sarebbe interessante capirlo...

    Per gli altri Collegi le opportunità
    sono quelle di partecipare come protagonisti nell'ambito del
    Ministero degli Interni Protezione Civile e non in quello della
    Sanità nazionale o regionale (a meno che non vi siano accordi
    regionali) con le modalità espresse dall'accordo che sarebbe
    interessante tutte le Guide facessero lo sforzo di leggere.

    In altre parole si apre un campo di
    opportunità in fase formativa ed in quella di intervento in
    occasione di calamità naturali, sia come squadre professionistiche
    sia come accompagnamento durante le fasi post-calamità che se la
    memoria non vi ha abbandonato, durante gli ultimi accadimenti sismici
    e non solo (Rigopiano per ricordare) sono stati affidati a volontari
    in barba alla 6/89 mentre le Guide Alpine sono state allontanate...

    L'opportunità è allargata a tutte le
    Guide Alpine e quindi è un nuovo inserimento per la categoria che
    probabilmente non fa piacere al CNSAS ma della quale non dovrebbe
    nemmeno parlare visto che è un associazione di volontariato e non mi
    risulta si possa o debba immischiare nelle questioni di ordine
    professionale e quindi con scopo di lucro. Il volontariato nasce ed è
    sostenuto dalla mancanza di lucro... quindi?

    Leggo ricucire gli strappi con gli
    altri enti coinvolti... ovvero quali?

    Il CNSAS opera nell'ambito della Sanità
    nazionale e regionale l'accordo prevede operatività in ambito
    Protezione Civile.

    Se gli strappi ci sono non li abbiamo
    creati noi ma una diatriba tra VVF e CNSAS della quale, come Collegio
    professionale non ci deve interessare visto che nulla dobbiamo a
    nessuno dei due come professionisti.

    Senza tralasciare il fatto che
    falsamente è stato annunciato, che i precedenti accordi col CONAGAI a
    questo punto vanno a rischio di saltare...quali???

    Cesa Bianchi ha
    provato due volte a proporre un accordo tra CONAGAI e CNSAS, la
    seonda volta non appena insediato Dellantonio e non ha ricevuto
    risposte!


    Poi se qualche Guida decide che vuole
    essere partecipe in terza persona gestito da un organismo di
    volontariato, invece di essere protagonista gestendo autonomamente,
    attraverso il proprio Collegio, le sue scelte in ambito di Protezione
    Civile, faccia un po' come crede ma non per questo gli altri 1200
    colleghi devono sottostare ai suoi desideri.

    Credo che di offese alle Guide Alpine
    ne siano arrivate troppe in questi ultimi giorni, come di caos creato
    ad Hoc, e che se un rappresentante di un associazione, la quale a
    questo punto si dimostra concorrente offende la categoria, non so
    come la pensate voi ma personalmente sono Guida Alpina e non lo
    accetto!

  • alberto_borello
    Ciao a tutti.
    Consiglierei di andare a leggere i post di commento alla cronaca del soccorso postato sulla pagina facebook del CNSAS:

    Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS ha aggiunto 4 nuove foto.

    9 h · 

    Un intervento estremamente tecnico e complesso per il Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo che la scorsa notte è intervenuto per il recupero di un uomo precipitato con il parapendio sulla parete Fasana.........omissis.

    Testo di Daniela Rossi Saviore, addetto stampa CNSAS Lombardia. Foto di Giacomo Perucchini 

    Nonostante qualcuno ci difenda o, meglio, riconosca la nostra professionalità in ambito CNSAS, concordo con Davide Crescenzio che non stiamo facendo una gran figura.

    Per conquistare la fiducia e il rispetto ci vuole molto tempo, per perderli basta un attimo e noi siamo sulla buona strada per riuscirci egregiamente.

    E condivido anche i suoi dubbi su come uscire da questa situazione di stallo.

    Purtroppo non ho una risposta e, credo che l'unico sistema per trovare una soluzione sia, come suggerisce Davide, "di cercarla in comune, ALMENO ORA!"

    Quindi? 

    Esorterei il Presidente Nazionale a convocare questa "benedetta" riunione straordinaria del Consiglio Direttivo in modo da affrontare l'argomento in un confronto generale e trovare una soluzione condivisa.

    Bisogna mettere a tacere questa questione e ricucire gli strappi al nostro interno e con gli altri enti coinvolti, ne va della nostra immagine.

    Sempre grato per l'attenzione, ringrazio Davide Crescenzio per il suo intervento che trovo ben ponderato.

    Un caro saluto a tutti.

    Alberto Borello.



  • davide_crescenzio
    Per chi non fosse a conoscenza sottopongo due articoli dove, a mezzo stampa, è venuto a galla tutto l'ambaradan. Mi pare che la categoria, per un verso o per l'altro, abbia fatto una pessima figura. Ribadisco che non ho nessuna tenerezza per il CNSAS (altro che considerazione e rispetto della nostra professione, ne avrei da dire per un bel po' da parte mia) ma, come dice il collega Alberto Borello, è una storia passata e mi pare abbastanza evidente che questa volta la mossa del firmatario di questo accordo e di chi l'ha delegato (almeno spero)  sia stata improvvida e  ci si poteva pensare prima alle conseguenze, al netto di tutte le buone intenzioni. Qui non si tratta più di una polemica in seno alla categoria, si tratta di polemica tra categorie  che, politicamente parlando, ci rovesciano come i calzini, o sbaglio?! Concordo con il mio amico e collega Agostino Cittadini riguardo i problemi di rapporti tra CNSAS e Guide Alpine ma in questo momento mi domando: e ora? Cosa succederà? Se si stava lavorando, come sembra, in modo più o meno alla luce del sole per il reciproco riconoscimento e valorizzazione della figura professionistica della guida alpina in seno al CNSAS, ora come si metteranno le cose? Torniamo all'ovile con il cappello in mano e abbassiamo le orecchie per un po' di anni? Sfrutteremo questo episodio per far valere la nostra professione come una ricchezza INSOSTITUIBILE e IRRINUNCIABILE di competenza in seno al CNSAS?  Andiamo tutti dritti per la strada dei VVF  anche a fronte delle posizioni di Val d'Aosta e Trentino, costi quel che costi? O ce ne fottiamo tutti e ognuno guardi il suo orto, confermando la diceria che le guide alpine sono "individualiste per definizione" (affermazione che mi fa girare personalmente girare le palle ma alla quale, purtroppo, mi sto rassegnando)?  Oramai ci siamo dentro TUTTI e con tutte le scarpe, quindi auspico una soluzione comune, almeno ora. ALMENO ORA. E mi viene spontanea la domanda su tutta questa vicenda: Cui prodest? 
  • alberto_borello
    modificato March 2018
    lettera pag. 1

                                                                                                         Egregio Presidente Nazionale

                                                                                                        
    Dott. Cesare Cesa Bianchi.

                                                                                                        
    Egregio Presidente Piemontese

                                                                                                        
    Giulio Beuchod

                                                                                                        
    Egregi Consiglieri Piemontesi

                                                                                                        
    Segreteria Collegio Piemonte

                                                                                                        
    Inviata via mail

     

    Bardonecchia: 23 / 3 / 2018.                                                   

    Oggetto: Accordo CoNaGAI-VVFF.

    Egregio Presidente.

    Ho letto, con molta attenzione, la
    lettera di risposta ai Presidenti Giulio Beuchod, Pietro Giglio e Martino
    Peterlongo nella quale esordisci affermando di sentirti “ in dovere, oltreché
    nel diritto, di replicare...”,

     

    Tralasciamo la parte inerente al
    respingimento di ogni attacco o minaccia verso gli iscritti al collegio, che
    sembra tratta dal Don Chisciotte di Cervantes perché se tu fai un’azione che
    rappresenta, per me, uno “sgarbo”, io ne ti attacco ne ti minaccio, ma,
    semplicemente, evito di avvalermi dei tuoi servizi.


  • alberto_borello
    modificato March 2018
    lettera pag. 2

    Quello che, in questo momento, mi interessa è il
    fatto che tu abbia diritto di replica e che ti presenti come Presidente di un
    Collegio
    la cui
    funzione e quindi il tuo personale interesse, “è quella di tutelare l’immagine
    di ogni nostro professionista su tutto il territorio nazionale, sia di coloro
    che hanno collaborazioni con altri enti sia di coloro che non ne abbiano, e
    questo perché il Collegio Nazionale è il Collegio di tutti e non di una parte
    selezionata e non deve essere il luogo delle polemiche, della protesta e delle
    divergenze, tra chi è favore o chi è contro, ma il punto di riferimento degli
    interessi di tutti gli iscritti secondo un criterio di leale collaborazione e
    di aperto confronto”.

     

    Già il fatto
    di tutelare l’immagine di ogni nostro professionista mi sembra in contrasto con
    quanto da te affermato, genericamente, sulla formazione e sulla capacità delle
    guide di muoversi in montagna, nell’articolo, a firma di Enrico Martinet,
    pubblicato su La Stampa di domenica 5 marzo 2017 a seguito della valanga di
    Courmayeur.

     

    Ti
    scrissi una lettera sull’argomento, alla quale, per altro, non ebbi mai
    risposta.

     

    Ma
    questa è acqua passata, torniamo al presente.

     

    Ora se
    il Collegio non deve essere luogo di polemiche e etc., basterebbe non mettere
    gli iscritti di fronte al fatto compiuto, ma comunicare, a priori, quali sono
    le azioni che si vorrebbero intraprendere, questo, come tu ci insegni, “secondo
    un criterio di leale collaborazione e di aperto confronto”.

     

    Quando
    poi, prima di prendere la decisione, esagerando, la si sottopone
    all’approvazione, a mezzo votazione, dei rappresentanti degli iscritti ai vari
    Collegi Regionali e Provinciali, si opera quella che, normalmente, viene
    chiamata una scelta democratica.

     

    Quando si
    mettono i Collegi, che dovrebbero rappresentare il governo democratico degli
    iscritti, di fronte al fatto compiuto che, in questo caso, comporta anche l’accettazione
    di un accordo calato, in maniera tutt’altro che democratica, dall’alto, allora
    bisogna accettare che anche gli altri abbiano diritto di replica e di critica.

     

    Tu,
    caro Presidente, asserisci che il collegio “è di tutti e non di una parte
    selezionata e non deve essere il luogo delle polemiche, della protesta e delle
    divergenze, tra chi è favore o chi è contro”.

     

    Però,
    in questo caso il Collegio è stato, prima, solo tuo e di Marco Vallesi, ed ora
    tu pretendi che sia solo di coloro che sono favorevoli cosi da non divenire il
    luogo “delle polemiche, della protesta e delle divergenze”.

     

  • alberto_borello
    modificato March 2018
    lettera pag. 3

    Tu,
    stesso, ci hai invitati a discuterne nel forum ed è chiaro che coloro che
    dissentono lo  manifestano, e, visto che non
    si tratta di voci isolate, ma, piuttosto, di una nutrita rappresentanza di colleghi,
    vorrebbero essere ascoltati, sempre per quel principio democratico che dovrebbe
    governare le Guide Alpine Italiane.

     

    Nell’ultima
    parte della lettera il tono cambia, si passa da un tono conciliante ad uno
    dittatoriale,  divieni, nuovamente, il signore
    assoluto del Collegio:

     

    “Quindi,
    per il ruolo istituzionale che oggi mi compete, ritengo opportuno ribadire,
    che:

    ·          
    L’accordo
    è stato sottoscritto senza preventiva discussione nel Direttivo Nazionale
    perché trattasi di accordo quadro le cui adesioni sono libere sia per i singoli
    professionisti che per i collegi e perché esso non comporta alcun onere
    economico ne di altro tipo per il Collegio Nazionale, per i Collegi Regionali/Provinciali
    e per i professionisti ad essi afferenti;

    ·          
    l’accordo
    non sarà sospeso ed è perfettamente operativo, di conseguenza non sarà indetta
    nessuna riunione straordinaria del Consiglio Direttivo, ma il tema sarà
    trattato nel prossimo Consiglio Direttivo”.

     

    Tradotto in parole povere: di quello che
    pensate voi non me ne frega niente, io tiro diritto per la mia strada.

     

    La conclusione, poi, è fantastica: “Sono
    sicuro che saprete riflettere sull’importanza di questo momento storico atto di
    grande vivacità politica e confido nella collaborazione di Voi tutti nel
    contribuire con la Vostra professionalità a far crescere il ruolo delle Guide
    Alpine Italiane quale attore 
    protagonista nello scenario del soccorso”.

  • alberto_borello
    lettera pag. 4 

    Fantastico
    politichese!

     

    Forse
    noi abbiamo delle difficoltà a riflettere e tu 
    bene fai ad esortarci a farlo.

     

    Ma il
    problema può darsi che sia un altro: quando siamo venuti a conoscenza
    dell’accordo abbiamo dovuto riflettere in breve tempo, ma, nonostante la fretta
    e la sorpresa, siamo giunti, in molti, alle medesime conclusioni: ci sembra che
    sia tu che abbia riflettuto poco, prima di firmare l’accordo, su quale sia la
    sua reale portata.

     

    A
    questo proposito, nonostante la richiesta apparsa nel forum, non ci hai ancora
    spiegato, dettagliatamente, quali saranno, nel prossimo futuro, gli sviluppi di
    questo accordo e i vantaggi per noi.

     

    In
    compenso, tre presidenti di Collegi Regionali via lettera e molti di noi nel
    forum, ti hanno spiegato, con dovizia di particolari, quali sono le
    problematiche e i danni che ne possono derivare per tutta la categoria.

     

    Sempre
    a disposizone per un aperto confronto, resto in attesa di una tua, gradita,
    replica e ti saluto cordialmente.

     

                                                                                                                               
    Alberto Borello

                                                                                                                                 




















                    

  • alberto_borello
    Ciao a tutti.
    Vorrei solo puntualizzare una cosa: non si può venirci a raccontare che l'accordo non è stato discusso perché oguno puo scegliere cosa fare!
    Forse chi è favorevole a questo accordo non capisce o non vuole capire (notare che di solito non uso questa forma ma dico non riesco a spiegare) che io, come molti altri, sono contrario.
    Essere contrario non vuol dire mandare una PEC per dire che non partecipo, significa che io non voglio che la categoria a cui appartengo  sia legata ai VVFF con un accordo del quale, in realtà, nessuno riesce a spiegare gli sviluppi futuri e gli, eventuali, vantaggi!
    E questo è un sacrosanto diritto, come è un sacrosanto diritto essere d'accordo.
    Ora la differenza è che chi è d'accordo si è visto calare dall'alto qualcosa che gli va bene, mentre chi non è d'accordo, non avendo potuto palesare il proprio pensiero prima, deve soggiacere all'imposizione del Presidente Nazionale e del Presidente delle Marche che appaiono come i "signori" del Collegio. 
    Ribadisco che, se i Presidenti del Collegio Valdostano, Trentino e Piemontese hanno già espresso attraverso missive al Presidente Nazionale, la loro contrarietà, una ragione ci deve pur essere!
    Ora, che il Presidente del Collegio Nazionale non tenga in alcun conto questo dissenso mi sembra un comportamento dispotico ed assolutista.
    Il presidente di un ordine professionale dovrebbe essere super partes e ambire ad una gestione democratica degli iscritti.
    Ma vado oltre: anche se il Presidente avesse ragione, avrebbe dovuto evitare l'imposizione e aprire un confronto con i contrari e i dubbiosi, cercando la maggior condivisione possibile al fine di evitare, soprattutto, spaccature all'interno del Collegio.
    Questo è il compito di un vero, e sottolineo vero, Presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine.
    E qui c'è la ragione principale del mio, e di molti altri colleghi, malessere: subire i diktat della Presidenza che rimane arroccata sulle sue posizioni come un dittatore del terzo mondo.
    Esagero?
    Leggete, per favore, con attenzione, la risposta del Presidente Nazionale alla lettera dei Presidenti Valdostano, Trentino e Piemontese, soprattutto l'elenco puntato.
    In calce, allego la mia lettera di commento che ho indirizzato al Presidente Nazionale.
    Viva la democrazia e il dialogo e che il buonsenso sia con tutti noi!
    Sempre grazie per l'attenzione e buon weekend a tutti.

    PS. la lettera la posterò successivamente perché in calce non me la accetta.

                                                                                                                                 




















                    


  • fabio_miconi
    modificato March 2018
    Dalla home page del CNSAS
    Questa
    dovrebbe essere la vision
    "Il C.N.S.A.S. è una libera associazione di volontariato
    apartitica, apolitica e senza fini di lucro ispirata ai principi
    di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci. E’ una Sezione
    Nazionale del Club Alpino Italiano."

    Questa dovrebbe essere la mission

    "Da sempre il Soccorso Alpino e
    Speleologico è stato a disposizione delle istituzioni, affiancando
    gli altri enti, forze dell’ordine e forze armate, per aiutare con
    proprie specificità operative e impegno la popolazione in
    difficoltà."



    Questo è l'articolo 3 comma 1 della legge 74\2001

    "Ai fini della presente legge, l'attività dei membri del CNSAS si
    considera
    prestata in modo volontario e senza fine di lucro"



    Ora io mi dichiaro totalmente a digiuno di soccorso alpino, vigili
    del fuoco, croce rossa, 118, soccorso alpino guardia di finanza, 
    soccorso alpino polizia di stato, soccorso alpino carabinieri
    ecc.ecc. però leggo che la legge
    dichiara sembra nessun problema di interpretazione che "l'attività dei membri (penso di tutti i membri dal
    presidente agli istruttori della scuola, dai tecnici
    dell'elissocorso ai semplici operatori, dai medici alle unità
    cinofile) si considera prestata in modo volontario e senza fini di
    lucro."  Quindi se così deve essere e credo che sia così non capisco 
    perchè  si debbano leggere le lamentele o l'accusa di ricevere un contraccolpo alle  entrate personali delle GA o AMM che prestano servizio di volontariato con il CNSAS.  Non vorrei che il volontariato sia diventata una professione, un lavoro
    retribuito e allora quanto retribuito?  Di volontariato rimane solamente il
    fatto che volontariamente ho scelto di svolgere un "doppio" lavoro e non di
    aver scelto l'alto fine di contribuire alla mission di aiutare con proprie specificità operative la popolazione in
    difficoltà.

    E ancora una goccia di sana polemica: ma gli istruttori della scuola nazionale, i tecnici di elisoccorso, gli operatori o il presidente CNSAS quando operano mettono bene in vista il disitintivo professionale di GA \ AMM o indossano un DPI alta visibilità con la scritta stampata Guida Alpina oppure non espongono nessun riferimento all'appartenenza alla categoria professionale?

  • stefano_michelazzi

    Buongiorno a tutti.
    Come giustamente notato, il PARLIAMONE, potrebbe sembrare un PARLATENE, ma non è di fatto così, ed essendo personalmente uno dei massimi promotori della comunicazione interna fra i professionisti dei nostri collegi, come il forum che considero uno strumento indispensabile per la crescita della nostra categoria, rispondo sui punti espressi da questa discussione come componente del consiglio direttivo CONAGAI e di conseguenza come ho sempre voluto essere, come voce delle Guide, che mi hanno voluto eleggere.
    Le risposte da parte della Presidenza non sono ancora arrivate, perché viste le azioni di dissenso operate da alcuni Presidenti di Collegio era necessario attendere che la "ruota" si fermasse, per avere un quadro completo della situazione e dare le risposte più complete ai colleghi, in accordo quindi con il Presidente CONAGAI, rispondo personalmente:


    1- Perché questo accordo?

    Per la prima volta nella storia, grazie a questo accordo, entriamo di diritto, come protagonisti, a far parte dell'organizzazione della Protezione Civile.
    Se ci fermiamo un momento a valutare i possibili RISVOLTI POSITIVI futuri per la categoria, credo che ognuno di noi sia in grado di valutare che questi sono tantissimi e lasciano spazio a tutti i componenti i Collegi, senza distinzione, quindi opportunità professionali ed economiche per ognuno di noi.

    2- Perché l'accordo non è stato dibattuto al CD CONAGAI?

    Il Ministero dell'Interno tramite il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha voluto espressamente le Guide Alpine come referente di questa realtà istituzionale e la risposta com'è ovvio che ognuno di noi avrebbe dato, è stata quella dell'accordo quadro, firmato dal Presidente Cesa Bianchi e come referente la G.A. Marco Vallesi al quale è stato conferito il compito di mantenere il collegamento tra i due Enti.

    L’accordo è stato sottoscritto senza preventiva discussione nel Direttivo Nazionale perché si tratta di accordo quadro le cui adesioni sono libere sia per i singoli professionisti che per i Collegi e perché esso non comporta alcun onere né economico né di altro tipo per il Collegio Nazionale, per i Collegi Regionali/Provinciali e per i professionisti ad essi afferenti;

    Quindi se ci fosse timore di essere entrati in un'altra situazione tipo "causa Gallo", tranquillizzate pure gli animi, che non essendoci alcun impegno di spesa non può esservi alcun danno di tipo economico per le Guide.

    3- Molte Guide operano nel CNSAS adesso cosa succederà in proposito?

    NULLA!
    “Ferma rimane l’autonomia di gestione e di organizzazione” come disciplinato nell’art. 1 comma 3.

    L'accordo non prevede alcuna operazione che sia contraria al CNSAS né a chi vi opera.
    Le Guide che danno il loro apporto al CNSAS sono liberissime di continuare a farlo, potranno nel contempo aderire anche a quelle convenzioni che in futuro potranno venire stabilite dai Regionali/Provinciali e/o dal CONAGAI, ampliando le loro opportunità professionali.

    Il CNSAS mantiene quindi la sua fisionomia e tutte le Guide che ne fanno parte non possono avere alcun danno da questo accordo.

    Anche con il C.A.I. che è l'Ente di riferimento del CNSAS, sono stati ultimamente discussi diversi temi sui quali agire in collaborazione, sia con il CONAGAI direttamente, sia con l'AGAI ed anche in questi casi abbiamo avuto l'opportunità di impostare delle direzioni di marcia che confidiamo saranno delle novità estremamente positive al fine di nuove opportunità professionali.

    4- Io non sono d'accordo e non voglio aderire!

    Nulla di più semplice!
    Basta inviare via PEC una mail al Collegio Nazionale dichiarando la propria volontà di non aderire all'accordo quadro ed alle future possibili convenzioni ed il gioco è fatto!
    Ovviamente se volessimo domani inserirci in eventuali nuove opportunità professionali dobbiamo essere consci che avendo rinunciato ci siamo chiusi fuori.
    Questa possibilità di esclusione è relativa anche alle Assemblee collegiali che possono deliberare la loro estraneità all'accordo, rendendolo di fatto non operativo per la regione/provincia di loro competenza.
    Rimane sempre il discorso che ad esclusione, peraltro volontaria ed ufficiale, dall'accordo consegue esclusione anche dalle opportunità future, quindi personalmente ci penserei bene dal fare mosse di cui domani potremmo pentirci, visto che l'accordo, come detto, non implica né spese né esclusioni da ambiti tipo CNSAS dove oggi si opera.

    5- Cosa comporterà in futuro questo accordo?


    Le chances sono davvero tante, ci sarà modo di dibatterle nel prossimo futuro al CD CONAGAI ed ai Regionali/Provinciali che aderiranno.
    Per la prima volta siamo diventati protagonisti, non come soggetti terzi ma come principali referenti per quanto riguarda la Protezione Civile e le immagini che si delineano sono estremamente positive e molteplici a partire dai possibili contributi per la nostra formazione, ai quali ora possiamo accedere, fino a possibilità di tipo operativo che saremo noi stessi a decidere e portare avanti, le quali stanno già diventando una realtà in altri Paesi europei mentre per noi erano fino a ieri solo motivo di frustrazione.

    Per concludere, con questo accordo, viene disegnata un'immagine delle Guide Alpine che assume rilievo in maniera esponenziale, che mette la nostra categoria professionale tra i primi posti per quanto riguarda l'importanza delle nostre abilità e ne definisce il valore insostituibile.

    Personalmente, dalla firma della Legge 6/89 che ci ha inseriti nel mondo professionale e ci ha dato un'identità, non vedo altre operazioni portate avanti dalle passate presidenze, che possano compararsi a quella di questo accordo.
    Un saluto

    Stefano Michelazzi

    P.S.: Allego in calce la comunicazione inviata dalla Presidenza CONAGAI al CD ed ai Collegi.

    Oggetto: ACCORDO QUADRO TRA IL COLLEGIO NAZIONALE DELLE GUIDE ALPINE ITALIANE ED IL CORPO
    NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO.
    Caro Presidente G.A. Giulio Beuchod
    Caro Presidente G.A. Pietro Giglio,
    Caro Presidente G.A. Martino Peterlongo,
    Carissimi Presidenti e Consiglieri,
    ho letto con attenzione quanto esposto dai Colleghi Beuchod, Giglio e Peterlongo in merito alle perplessità avanzate sulla sottoscrizione dell’accordo con i Vigili del Fuoco e mi sento in dovere, oltreché nel diritto, di replicare puntualizzando quanto segue.
    Premetto che sarà mia intenzione respingere con fermezza, anche attraverso l’intervento del nostro servizio legale, se necessario, ogni ingiustificato attacco e minaccia verso i nostri iscritti che possa venire da organizzazioni che non hanno alcun diritto di decidere le scelte e le iniziative che il Collegio Nazionale ha deciso di intraprendere per una migliore qualificazione e per un più alto livello e gradimento della nostra categoria professionale tra gli enti istituzionali governativi.
    La funzione del Collegio Nazionale, quindi il mio personale interesse, è quella di tutelare l’immagine di OGNI nostro professionista su TUTTO il territorio nazionale, sia di coloro che hanno collaborazioni con altri enti sia di coloro che non ne abbiano, e questo perché il Collegio Nazionale è il Collegio di TUTTI e non di una parte selezionata e non deve essere il luogo delle polemiche, della protesta e delle divergenze, tra chi è favore o chi è contro, ma il punto di riferimento degli interessi di TUTTI gli iscritti secondo un criterio di leale collaborazione e di aperto confronto.
    L’accordo siglato con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e da me personalmente sottoscritto con firma digitale unitamente alla G.A. Vallesi Marco quale referente coordinatore dell’accordo, è uno straordinario risultato che ci proietta verso una opportunità di crescita mai raggiunta prima.
    Come ho già avuto modo di esporvi questo accordo non preclude nessun altro tipo di collaborazione con altre organizzazioni e nessun pregiudizio al lavoro delle tante Guide Alpine impegnate nel CNSAS, perché
    “ferma rimane l’autonomia di gestione e di organizzazione” come disciplinato nell’art. 1 comma 3.
    Quindi, per il ruolo istituzionale che oggi mi compete, ritengo opportuno ribadire, che:

     l’accordo è stato sottoscritto senza preventiva discussione nel Direttivo Nazionale perché trattasi di
    accordo quadro le cui adesioni sono libere sia per i singoli professionisti che per i Collegi e perché esso non comporta alcun onere né economico né di altro tipo per il Collegio Nazionale, per i CollegiRegionali/Provinciali e per i professionisti ad essi afferenti;


    l’accordo non sarà sospeso ed è perfettamente operativo, di conseguenza non sarà indetta nessuna
    riunione straordinaria del Consiglio Direttivo, ma il tema sarà trattato nel prossimo Consiglio Direttivo.
    Coloro i quali, ovvero le singole Guide Alpine ed i Collegi Regionali, che volessero dissociarsi dalle
    opportunità che in futuro potranno realizzarsi anche in ambito di dispiegamento delle risorse impiegate nelle attività della Protezione Civile, di cui il Corpo dei Vigili del Fuoco è componente fondamentale del servizio nazionale e componente del reparto operativo, sono libere di farlo facendo pervenire a questa Presidenza espressa dichiarazione scritta, ovvero, delibera dell’assemblea degli iscritti del Collegio Regionale, con la quale esprimono la volontà di non aderire all’accordo.
    Sono sicuro che saprete riflettere sull’importanza di questo momento storico fatto di grande vivacità politica e confido nella collaborazione di Voi tutti nel contribuire con la Vostra professionalità a far crescere il ruolo delle Guide Alpine Italiane quale attore protagonista nello scenario del soccorso.
    Grazie a tutti per l’attenzione.




  • alberto_borello

    Buongiorno.

    Concordo con Davide, qualcuno, in particolare, dovrebbe dare delle
    spiegazioni e delle risposte alle numerose perplessità e dubbi espressi dai
    colleghi nel forum.

    Tanto più, visto che, tutti, abbiamo ricevuto la mail  del 9 / 3 / 2018 sull’argomento COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE: PARLIAMONE
    NEL FORUM
    , del Presidente del CoNaGAI.

    Il giorno 13 / 3 / 2018 è arrivata un’altra mail,
    sempre a firma del Presidente del CoNaGAI, con titolo: ACCORDO QUADRO TRA IL COLLEGIO NAZIONALE DELLE GUIDE ALPINE ITALIANE ED IL
    CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO - PARLIAMONE NEL FORUM.

    Tant’è che la Segreteria ha aperto, in data 14 7 3 7 2018, la
    discussione specifica nel forum.

    Ora mi sembra che sia un chiaro invito, a
    tutti, a usare il forum, cosa che , mi sembra, si stia verificando.

    C’è, però, un piccolo problema: a complemento
    del titolo delle comunicazioni c’è scritto testualmente PARLIAMONE NEL FORUM,
    non parlatene.

    Quindi, Presidente se ci sei batti un colpo!

    E, visto che siamo sul tema, vale anche per
    il Presidente del Collegio Marche, autore di fatto dell’accordo.

    Sarei, loro, molto grato, e, credo, anche
    molti altri collegi, se volessero spiegarci quali sono le motivazioni e gli
    scopi di tale accordo e come si è arrivati alla sua stipula con una procedura
    così anomala.

    Grazie per l’attenzione.

    Un caro saluto a tutt.

























    Alberto Borello.

  • davide_crescenzio
    Qui manca qualcuno che dovrebbe rispondere.
  • ruffin_matteo

    Ciao a tutti, sono una guida alpina del Piemonte che
    lavora nel soccorso alpino della guardia di finanza. Innanzitutto premetto che
    quello che scrivo è una mia opinione. Concordo sia con Dario Segato che con
    Agostino Cittadini senza denigrare il pensiero degli altri colleghi.
    Sicuramente la controversia più grossa a mio avviso sta nel fatto
    che  l'accordo è stato sottoscritto senza consultare la Conferenza dei
    Presidenti dei Collegi Regionali e Provinciali
    . Detto ciò pur
    rimanendo nelle disposizioni di legge ad esempio la L. 203/12
    "disposizioni per la ricerca di persone scomparse" bisogna
    distinguere gli ambiti operativi e gli scenari ad essi connessi. Fermo restando
    la rispettiva autonomia organizzativa e gestionale. A mio avviso il nesso è tutto
    in queste parole "Fermo restando la rispettiva autonomia organizzativa
    e gestionale"
    . Considerato che la legge prevede anche l'intervento di
    competenza del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, ovvero prescrive
    una serie di interventi di protezione civile disposti dalle prefetture
    locali.
    Ciò vuol dire che le prefetture competenti per territorio possono
    tuttavia decidere a livello locale la gestione delle Emergenze sulle persone
    disperse. Il confine tra una persona dispersa e una persona in difficoltà è a volte
    male interpretato. Spesso non vengono allertati altri Enti che
    potrebbero essere coinvolti nelle ricerche per il semplice fatto che la persona
    che ha chiesto aiuto contattando la S.O. del 118 o 112 ha semplicemente detto
    che si è perso e non sa dove si trova(caso tipico di persona dispersa). Così
    che dopo giorni di ricerche con esito negativo il la persona non viene
    trovata,  e per non rendere conto (caso molto grave) alla prefettura di
    non aver rispettato i protocolli siglati a livello locale.... allora si
    coinvolgono anche gli altri enti come ad esempio i VVFF. Capisco che queste
    dinamiche sono subdole e alcuni le vivono male, e soprattutto chi le vive in
    prima persona può capire perchè spesso i VVFF si possano ...passatemi il
    termine INCAZZARE.!
    Certamente il rovescio della medaglia è
    la preparazione tecnica del personale dei VVFF, che non è sicuramente da
    paragonare a quella del CNSAS
    . Ecco perché a mio avviso i VVFF per
    ritagliarsi una fetta di visibilità e magari anche di sovvenzioni hanno cercato
    un appoggio certamente molto ambito delle GUIDE ALPINE. IO mi fermo qui perché
    ho come detto in premessa voluto fare solo delle mie considerazioni, lascio poi
    ai burocrati trovare una soluzione che si adegui ai tempi. Lasciatemi solo dire
    che intorno al mondo del soccorso alpino ruotano interessi economici, appalti,
    voti politici di scambio, immagine e reputazioni da salvare. Sono un cittadino
    italiano stipendiato dallo Stato e che paga le tasse e come contribuente
    PRETENDEREI che in caso di Soccorso vengano a prendermi delle persone
    professioniste che sanno quello che fanno. (T.E. Guida Alpina, Medico e
    infermiere professionale)! non l'impiegato di banca che faccia il T.E. a tempo
    perso e si prenda il rimborso spese come spesso avviene in molte regioni dove
    non vi è l'obbligo di avere una GUIDA ALPINA a bordo.

    Concludo con dei punti di riflessione interessanti di
    Agostino Cittadini:

    "Nel CNSAS  le guide alpine, se escludiamo
    la Valle d'Aosta e la casta degli istruttori nazionali, non sono mai state
    riconosciute per la loro professionalità nonostante nei corsi di formazione di
    guida alpina.

    Qualche anno fa siamo riusciti ad ottenere una
    convenzione con il CNSAS in cui ci veniva riconosciuto il livello OSA cioè il
    livello più basso nella scala formativa, grande risultato!!! (ironico)

    La verità è che nonostante il CNSAS avesse una scuola nazionale costituita da
    guide alpine non si è  mai riusciti a far valere la nostra professionalità
    in tale ambito .

    Ho iniziato con la gestione degli istruttori Valdostana (Garda, Cosson), poi
    quella Altoatesina, poi quella Lombarda ed infine quella Trentina......Se
    escludiamo la prima gestione che ritengo sia stata quella più importante fatta
    da illustri e grandi personaggi,  quella che ha lasciato un segno
    indelebile di cui le guide Valdostane ne hanno tratto vantaggio ed oggi sono le
    uniche in ambito di soccorso che gestiscono un territorio regionale, le altre
    gestioni si sono sempre adeguate  alla linea che il direttivo del CNSAS
    imponeva, dove purtroppo non eravamo degnamente rappresentati.

     

  • alberto_borello
    Riciao a tutti.
    Intervengo ancora perché il mio post è contemporaneo a quello di Agostino che, quindi, ho letto dopo.
    Vorrei precisare che, nonostante, abbia definito buoni rapporti tra la nostra categoria e il CNSAS, so, perfettamente, che esistono dei problemi.
    Sono, inoltre, sempre d'accordo sul dare, in ogni momento, maggior dignità alla nostra professione, ma pensare di fare ciò e di risolvere i problemi con il CNSAS con un accordo del genere con i VVFF mi sembra fantascienza.
    Ancora un caro saluto a tutti.
    Alberto Borello.
  • alberto_borello
    Ciao a tutti.
    Ringrazio, per prima cosa, Silvano e Bubu per il loro intervento.
    Vorrei segnalare a Dario che le dinamiche esistenti nel triangolo CNSAS, Guide Alpine e VVFF sono sempre state piuttosto complesse.
    Nel corso degli anni il CNSAS (che è preposto a occuparsi di soccorso in montagna da legge nazionale) e le Guide Alpine (che sono tenute a intervenire in caso di necessità Art. 14 Codice Deontologico Collegio Piemonte) hanno intensificato, progressivamente, la collaborazione, a tal punto che, in Piemonte, il 50% delle guide e amm sono iscritti al SASP, e si è passati da un rapporto di collaborazione personale ad uno più istituzionale tra i due enti.
    La stessa cosa non si è verificata con i VVFF con cui i rapporti sono sempre stati piuttosto complessi.
    Ora, questo accordo, la cui modalità di stipula ha lasciato tutti perplessi (vedi post di Davide Crescenzio) e che, già per questo motivo andrebbe annullato, rischia di destabilizzare i buoni rapporti con il CNSAS a vantaggio di un'ipotetica collaborazione con i VVFF.
    Quale sia l'opportunità, per le guide, di questa scelta mi sfugge completamente, mentre capisco perfettamente che i VVFF, che normalmente non operano in montagna e sono già impegnati in molteplici settori, ricevono il placet delle guide sul soccorso in montagna.
    Cari colleghi, correggetemi se sbaglio.
    In attesa dei vostri post, vi saluto cordialmente.
    Alberto Borello.  
  • agostino_cittadini
    Gentili colleghi,
    ho letto l'allarmismo che molti di voi hanno manifestato appena appreso la notizia della convenzione con i VVFF e sinceramente anche il sottoscritto non ne condivide la forma poco ortodossa di calare dall'alto una convenzione senza che se ne sia minimamente discusso in ambito di Direttivo.

    A cose fatte la convenzione, anche se discutibile,  è il frutto del lavoro di una guida alpina non
    inserità nel contesto CNSAS che ha cercato uno spazio lavorativo per lui
    e per tutti i colleghi che si trovano nella sua stessa situazione. Non credo verrà mai
    attuata in quanto i VVFF non potranno mai permettersi di elargire
    giornate guida ad eventuali formatori in quanto le loro casse sono
    sempre vuote e quindi non credo che nessuno di noi lo farà mai a titolo di volontariato.

    Credo invece che i problemi, i veri problemi per noi guide alpine siano in ambito CNSAS .

    Premetto che sono un volontario del CNSAS da quarant'anni con centinaia di scoccorsi all'attivo, ho rivestito tutti i ruoli tecnici, sono stato uno di quelli che ha contribuito a portare l'elisoccorso in Abruzzo e successivamente alla sua gestione, quindi penso oggi di poter dire la mia.

    Nel CNSAS  le guide alpine, se escludiamo la Valle d'Aosta e la casta degli istruttori nazionali, non sono mai state riconosciute per la loro professionalità nonostante nei corsi di formazione di guida alpina, almeno ai miei tempi, ci sia stata una parte di ore dedicata al soccorso organizzato.

    Qualche anno fa siamo riusciti ad ottenere una convenzione con il CNSAS in cui ci veniva riconosciuto il livello OSA cioè il livello più basso nella scala formativa, grande risultato!!! (ironico)

    La verità è che nonostante il CNSAS avesse una scuola nazionale costituita da guide alpine non si è  mai riusciti a far valere la nostra professionalità in tale ambito .
    Ho iniziato con la gestione degli istruttori Valdostana (Garda, Cosson), poi quella Altoatesina, poi quella Lombarda ed infine quella Trentina......Se escludiamo la prima gestione che ritengo sia stata quella più importante fatta da illustri e grandi personaggi,  quella che ha lasciato un segno indelebile di cui le guide Valdostane ne hanno tratto vantaggio ed oggi sono le uniche in ambito di soccorso che gestiscono un territorio regionale, le altre gestioni si sono sempre adeguate  alla linea che il direttivo del CNSAS imponeva, dove purtroppo non eravamo degnamente rappresentati.

    Quello che consiglio  è dare mandato al Direttivo di intraprendere un'azione nei confronti del CNSAS (in questo momento il Presidente è un nostro collega se non erro) per farci riconoscere professionalmente, cioè le guide alpine devono rivestire quei ruoli che ormai sono diventati professionali ( tecnico di elisoccorso e istruttori regionali e nazionali) e solo allora avranno senso le nostre specializzazioni in soccorso alpino ed in elisoccorso .
    Secondo voi  è normale che nella regione Abruzzo turnano alle 2 basi solo una guida alpine ed un aspirante GA su 33 guide alpine iscritte all'Albo?

    La risposta alla convenzione con i VVFF e dare finalmente  dignità alle guide alpine in ambito CNSAS!!
  • dario_segato
    Ciao a tutti!!
    Ho letto con sorpresa i commenti lasciati in questa discussione e chiedo se gentilmente qualcuno mi può spiegare perchè un accordo di collaborazione con un ente nazionale suscita tanta disapprovazione? A me sembra, come viene scritto sopra, che sia prima di tutto un bel riconoscimento per la nostra categoria e anche un'opportunità per far conoscere la professionalità delle Guide Alpine. Io, e penso molte altre Guide Alpine,  ho già lavorato e collaborato con enti di questo tipo e mi sembra che sia un bel passo avanti che questa collaborazione venga stipulata a livello nazionale con una convenzione piuttosto che rimanga circoscritto a, relativamente, pochi singoli sparsi sul territorio.

    Mi sembra che parole dure come "basso livello intelettuale" "un grosso fallimento per le guide"  "vendere l'anima" e altro, oltre che offensivo per le persone a cui sono rivolte celino qualcosa di cui non sono a conoscenza.
    Il Soccorso Alpino è delle Guide Alpine? In che modo questa collaborazione, richiesta soprattutto per le calamità, può influenzare negativamente il rapporto tra il Soccorso Alpino e le Guide Alpine che operano al suo interno?
    Leggo anche: "è in continua lotta con chi fa soccorso in montagna"... chiedo perché?

    Non faccio parte del Soccorso Alpino quindo certe dinamiche mi sfuggono.
    Grazie a chi vorrà rispondermi.

    Dario.

  • odasso_silvano
    Buongiorno a tutti,

    finalmente oggi ho ricevuto dalla segreteria le mie credenziali per poter lasciare in questo forum anche le mie considerazioni, che sono furibonde nei confronti di una Presidenza Nazionale delle guide alpine. 

    Forse in alcuni di noi si era appena cicatrizzata la ferita Gallo, che aveva lasciato tutti increduli per la leggerezza gestionale del precedente consiglio Nazionale, ed improvvisamente scopriamo che chi ci dovrebbe oggi condurre e gestire per ottenere stima, immagine, rispetto e riconoscimento professionale in ambito lavorativo nella professione della guida alpina,  si concede a stipulare convenzioni inopportune, senza neppure proporre l'argomento in una riunione di presidenza, per valutare se questa convenzione può portare benefici alle guide alpine Italiane o enorme danno economico per molte di loro.
    Sicuramente il mio collegio Regionale sta mettendo in campo tutti i provvedimenti necessari per far annullare questa assurda ed illegittima convenzione.

    Io mi limito ad esprimere alcune considerazioni.
    Faccio parte del CNSAS da più di trent'anni: mi ero iscritto come socio volontario dopo aver perso un amico in un incidente sulle nostre montagne cuneesi, dove allora l'unico elicottero che interveniva da noi era quello francese, e quando arrivò fu troppo tardi. In questi trent'anni non vi nego che spesso mi sono trovato in disaccordo con le scelte gestionali dei dirigenti del CNASAS, ma nonostante questo, ho fatto le mie lotte interne e sono rimasto a disposizione del sistema, perchè ho sempre creduto che la mia piccola capacità alpinistica dovesse essere donata al CNSAS, per evitare che altre persone, o miei amici, potessero continuare a morire in montagna a causa di un ritardo nei soccorsi. Questo vuol dire essere un soccorritore alpino, ed ogni guida alpina Italiana dovrebbe ambire ed essere orgogliosa di diventare un soccorritore alpino.

    Noi guide alpine, che per passione, per lavoro, e perchè in montagna ci viviamo quasi 365 giorni all'anno, dobbiamo continuare a tutelare il CNSAS fatto di persone capaci che come noi amano la montagna e quindi sanno pure camminarci in montagna.
    Dovremmo augurarci che se un domani avremo noi bisogno di chiamare il soccorso, non arrivi a prenderci qualcuno con un estintore in mano e gli stivali di gomma nei piedi, sperando che non sia già finito il suo turno di lavoro e venga a prenderci il giorno dopo.
    Se tu fossi un chirurgo e per un'urgenza fossi ricoverato in ospedale per un intervento, preferiresti essere operato da un tuo collega chirurgo o da un vigile del fuoco ben istruito??

    Complimenti alla Presidenza per questo autogol.
    Silvano

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