Perché l'accordo con i Vigili del fuoco

Opzioni
cesare_cesabianchi
Cari Colleghi,

l’accordo quadro sottoscritto dal CONAGAI si inquadra nel Decreto legislativo nr. 1 del 2 gennaio 2018 – Codice della protezione civile (http://www.nonprofitonline.it/docs/normative/7081.pdf), che assegna ai VVF la direzione e il coordinamento degli interventi di soccorso tecnico e coinvolge nelle attività di protezione civile gli ordini e i collegi professionali; esso costituisce un importante accreditamento presso i VVF e il Ministero degli Interni e un’opportunità di lavoro per i nostri professionisti nell’ambito dell’accompagnamento e della formazione dei tecnici dei VVF nelle operazioni di Protezione civile.

L’accordo quadro è sottoscritto con i VVF, nell’ambito quindi del Ministero degli Interni e della Protezione civile; non interferisce, né vuole interferire, con altri ambiti, nella fattispecie con l’ambito della Sanità nazionale e regionale, i cui servizi di elisoccorso ed eliambulanza sono di competenza del CNSAS.

L’accordo quadro è una tela bianca alla cui realizzazione i Collegi regionali/provinciali e i singoli professionisti possono liberamente dare il loro contributo aderendovi o possono, altrettanto liberamente, dissociarsi; nessun vincolo o onere è a carico del CONAGAI, dei Collegi territoriali e dei singoli professionisti.

La decisione di siglare l’accordo senza una preventiva discussione e decisione nell’ambito del Direttivo è stata una scelta molto difficile, in contrasto con il mio solito modo di agire, ma sono prevalse le seguenti considerazioni:
  • l’esperienza degli ultimi anni ci ha insegnato che ogni tentativo di aggiornamento della Legge 6/89 è stato bloccato non appeno reso pubblico per intervento di interessi esterni alla nostra categoria (AIGAE, AIGC, UISP);
  • anche l’accordo con i VVF, viste le polemiche sorte a posteriori, sarebbe stato probabilmente ostacolato per l’intervento del CNSAS che lo vive ingiustificatamente come un’invasione di campo, ma non lo è in quanto le attività di elisoccorso ed eliambulanza sono di competenza della Sanità nazionale e regionale, mentre questo accordo ricade nell’ambito del Ministero degli Interni e della Protezione Civile;
  • trattandosi di accordo quadro non vincolante, ogni decisione relativa alle modalità della sua implementazione è subordinata all’adesione dei Collegi territoriali e dei singoli professionisti.
Il punto critico dell’accordo, quello che ha sollevato le maggiori rimostranze, è certamente là dove è scritto “l’accordo ha per oggetto il servizio di soccorso e di elisoccorso nel territorio montano”; è opportuno precisare che tale frase si riferisce a quelle realtà locali (esempio Liguria) dove tale servizio è oggi reso dai VVF e che, in tali realtà, può essere ricondotta alla formazione e all’addestramento dei tecnici VVF.

Quindi nella definizione delle modalità di implementazione dell’accordo sarà nostro compito liberare il campo da ogni fraintendimento ribadendo che i servizi di elisoccorso ed eliambulanza sono di competenza del CNSAS.

La futura contrattazione con i VVF stabilirà con quali modalità avverrà il nostro coinvolgimento e starà a noi decidere.

In occasione di due incontri con il CNSAS ho evidenziato l’opportunità e ho proposto di stipulare un accordo di collaborazione fra CONAGAI e CNSAS a livello di enti e non semplicemente sulla base della prassi della libera adesione delle guide al Soccorso alpino. In entrambe le occasioni la risposta del CNSAS è stata negativa (“non ce n’è bisogno”), sebbene io resti sempre dell’idea che un tale accordo sarebbe utile e opportuno per tutti.

(Video disponibile al link https://vimeo.com/263761508 inserendo la password ‘bindellina’ dove richiesto).

Commenti

  • alberto_borello
    Ciao Stefano.
    Intervengo ancora perché, nonostante tutto, rispondi a Alberto G. parlando dei tuoi quattro interventi per spiegare l'accordo.
    L'accordo ormai c'è, chi è favorevole è contento, chi, come me, è contrario ha fatto le sue rimostranze.
    Fine! 
    Non stiamo discutendo dell'accordo ma del metodo.
    Nessuno vuole screditare il lavoro degli altri, però il fine non giustifica i mezzi, almeno in democrazia.
    Riporto testualmente quanto dici nella risposta a me sul metodo: "non credo che tentando di screditare il lavoro svolto proprio in virtù di una voce univoca che non guardi ai piccoli interessi locali ma dia valore all"intera categoria, sia un buon metodo. L'accordo in questione è proprio questo se lo guardi da questa prospettiva, qualcosa di interesse comune che messo in discussione per dare spazii ai piccoli interessi di pochi singoli sarebbe naufragato nelle solite discussioni che non avrebbero portato che ad un' altra situazione di stallo da campanilismo che non mancano nella nostra storia. A volte per il bene comune si devono prendere decisioni che non piacciono a tutti ma che viste con gli occhi del futuro e non con quelli dello spicciolo presente rendono eccome..."
    Non credo che qualcuno di noi abbia capacità divinatorie e possa conoscere l futuro così da prendere decisioni assolutiste millantandone i vantaggi a venire.
    Inoltre, in democrazia, sia campanilista, poco lungimirante o legata a interessi di pochi, vince la maggioranza.
    La voce univoca è valida se rappresenta la maggioranza, perché univoco significa ce ha un'unica interpretazione, e, sempre in democrazia, per avere una certezza "univoca" bisogna ottenere la maggioranza in una consultazione.
    Ora la mia domanda esplicita è: voi siete sicuri di avere l'appoggio della maggioranza delle guide?
    Esistono due possibilità di risposta: si, al che mi chiedo come fate a saperlo? No, allora perché avete portato avanti questo discorso?
    In ogni caso avete imboccato una strada senza uscita.
    Nella risposta ad Alberto G. parli di un direttivo che ha difeso e promosso la categoria, e questo può essere, ma qui si parla dell'azione del Presidente Nazionale e del Presidente delle Marche, svolta all'insaputa del Collegio Direttivo o, per lo meno, della maggior parte de suoi membri.
    Poiché il Direttivo è formato, oltre che dai membri eletti, da tutti i Presidenti dei Collegi Regionali e Provinciali, questo equivale a tenere all'oscuro dell'operato tutte le guide.
    Viva la democrazia e la certezza che la maggioranza vi segua (includo anche te visto che giustifichi l'operato del Presidente e, in più, ne condividi il programma elettorale).
    L'unico risultato che avete ottenuto, per ora, con il vostro metodo, è stato di creare due blocchi contrapposti che si confronteranno proprio alle prossime elezioni che determineranno vincitori e vinti.
    E, indipendentemente da come finirà la sfida (ormai inevitabile), spetterà ai vincitori essere così lungimiranti da ricucire lo strappo e riunificare la categoria.
    A proposito di elezioni leggo nel vostro programma due intenti veramente interessanti:

    nell'area amministrativa e organizzativa al terzo punto:
    • migliorare sempre più l’azione di coordinamento
      del Collegio nazionale al fine di perseguire sempre la massima
      condivisione possibile di obiettivi e azioni in tutti gli ambiti che ci
      competono
    nell'area comunicazione al secondo punto:

    • migliorare la comunicazione a tutti i nostri professionisti sui “lavori in corso”.

    Avete, forse, cambiato idea sul modo di operare o tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare?
    Con questo credo di aver detto tutto ciò che mi premeva aggiungere ancora, per cui non ti tedierò più con interventi nel forum, su questo argomento, anche per non arenarci in una sterile polemica personale e, a questo proposito, solleciterei, gentilmente, l'intervento di altri colleghi al fine di avere una panoramica del pensiero più generale.
    Ringrazio, come sempre, te e i colleghi per l'attenzione.  
    Un cordiale saluto.
    Alberto Borello.
  • stefano_michelazzi
    Alberto Giolitti, se dopo 4 inteeventi che ho postato sull'aricolo precedente spiegando le implicazioni tecniche, pratiche e politiche dell'accordo, rimane qualcoaa di inevaso da parte mia non so che dirti... Per quanto riguarda questo direttivo che ti ricordo, formato anche dai  presidenti dei collegi, anche il tuo, che votano e si esprimono, contrari ed astenuti si rilevano dai verbali, che hanno risolto o almeno arginato una causa ereditata dai precedenti direttivi, che mai come in questi anni si è esposto ed ha cercato i contatti tecnici e politici malgrado le malvessazioni di chi si dichiarava amico (parlo della parte politica) e poi ci silurava alla camera, che ha avuto il coraggio di far sentire che esiste ed esistono le guide come professionisti accreditati e non come accompagnatori turistici come vorrebbero farci passare, e tanto altro ancora, se questo direttivo non ha difeso e promosso la categoria e non le singole guide allora ti do ragione. Dal 2 maggio ci sono le elezioni.
  • alberto_giolitti
    Scusa Stefano,
    mi sembra che sia tanto chiaro l'intervento di Alberto Borello quanto esplicito il tuo evitare di dare una risposta.
    Il tema che io colgo, e che mi turba (essendoci passato anch'io da quella seggiola) è: 
    La rappresentatività del Collegio Nazionale sta raggiungendo abissi sempre più profondi!
    Ce ne stiamo rendendo conto ... o no!

    alberto giolitti
  • stefano_michelazzi
    Sbagli Alberto, il mio appunto su Eco si riferisce alla lettura, sula quale  ha scritto a chilomerri e mi sembrava ben chiaro che non fosse riferito invece alla scrittura di imbecillità del suo ultumo intervento. 
    Se ambisci al fatto che tuo figlio possa diventare Guida seguendo un corso nazionale e se non sbaglio di capire viene riferito al fatto di avere un unico corso formativo, che dia un'impronta comune a tutte le Guide, non credo che tentando di screditare il lavoro svolto proprio in virtù di una voce univoca che non guardi ai piccoli interessi locali ma dia valore all"intera categoria, sia un buon metodo. L'accordo in questione è proprio questo se lo guardi da questa prospettiva, qualcosa di interesse comune che messo in discussione per dare spazii ai piccoli interessi di pochi singoli sarebbe naufragato nelle solite discussioni che non avrebbero portato che ad un' altra situazione di stallo da campanilismo che non mancano nella nostra storia. A volte per il bene comune si devono prendere decisioni che non piacciono a tutti ma che viste con gli occhi del futuro e non con quelli dello spicciolo presente rendono eccome...
    Personalmente ho apprezzato il coraggio di farlo, cosa che finora era stato fatto in situazioni che hanno fatto gli interessi di pochi e gran danno per tutti... Ne paghiamo ancora le conseguenze... In questo caso spese non ve ne sono e danni per la categoria neanche, anzi, una visione futuristica di possibili nuove opportunità con la chance di accedervi o meno a seconda della volontà di ognuno. Se altri pressano perché non sta loro bene sono appunto, altri, non le Guide alpine.

  • alberto_borello
    Ciao Stefano.
    Accetto sempre volentieri il confronto con coloro che cito.
    In fondo ti ho citato solamente perché il Presidente, nella sua lettera, riprende le tue argomentazioni pubblicate nel forum.
    Parto dalla tua citazione, ben più importante, di Umberto Eco.
    Se la memoria non mi inganna, in occasione, qualche anno fa, della consegna della laurea honoris causa a Torino, lo scrittore e filosofo pronunciò, nel suo discorso, la famosa frase: "internet ha dato diritto di parola agli imbecilli, prima parlavano al bar, ora hanno lo stesso diritto di un premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli.".
    Evidentemente si riferiva a ciò che viene detto, o meglio, scritto sui social non alla capacità, o meno, di leggere.
    Può darsi che io faccia parte della categoria degli imbecilli perché non so né leggere né scrivere bene.
    A questo punto, facendo, come sempre, di necessità virtù, provo, comunque, a chiarire, nonostante i miei limiti quanto scritto precedentemente, anche se, in fin dei conti, questo non rappresenta l'argomento centrale del mio pensiero.
    Per quanto riguarda la L. 225, 24/2/92 e il D.L. 1, 2/1/18 ti ho già risposto nel mio commento del 5 aprile.
    Per quanto riguarda, come la chiami tu, la differenza di valore tra Collegio Guide e CNSAS, personalmente, non ne faccio alcuna, ma la  legge fa un distinguo.
    Non sapendo leggere bene, riporto testualmente: l'Art 13 del D.L. 1/18 dice, dopo aver richiamato al comma 1 l'Art.11 della L. 225/92, (omissis) sono strutture operative nazionali: capo e (omissis) il CNSAS.
    Sempre il D.L. 1/18 dice al comma 2: concorrono, altresì, all'attività di protezione civile (omissis) i collegi professionali e i rispettivi Consigli Nazionali ............
    In italiano c'è una bella differenza tra essere strutture operative nazionali e concorrere, altresì, all'attività di.
    Con questo ritengo chiuso l'argomento.
    Anche perché, come tutte le volte in cui mi indirizzi un tuo commento, c'è qualcosa che mi turba.
    Ho proprio paura che, con la citazione di Umberto Eco, tu abbia messo il dito nella piaga.
    Questa volta il centro delle mie argomentazioni avrebbe voluto essere un altro!
    Questa volta, in cui avrei voluto trasmettere sensazioni diverse, ma, causa la mia imbecillità, non ci sono riuscito!
    Non ho saputo esprimerle perché tu mi rispondi parlandomi di leggi e di CNSAS, argomenti che pensavo di aver superato. 
    Avrei voluto, con il mio scritto,  trasmettere una richiesta di trasparenza, di coinvolgimento, di rapporti paritetici. 
    Avrei voluto sottolineare una deriva autoritaria, una divisione in blocchi dovuta alla mancanza di un confronto democratico a priori, un forte dissenso sul metodo adottato.
    Tutto questo non c'entra niente con i VVF e il CNSAS, riguarda i rapporti all'interno del nostro ordine professionale. 
    Avrei voluto un commento su questi temi che sono alla base del mio malessere e, credo, di parecchi altri colleghi.
    Invece mi si chiede se sono guida o un membro del CNSAS.
    Per concludere, comunque, ho dato le dimissioni, per divergenza di opinioni, dal CNSAS ormai da molti anni, ma non rimpiango di esserne stato membro per 25.
    La mia ambizione più grande, che non pretendo di imporre a nessuno, : che mio figlio possa diventare guida alpina frequentando un corso nazionale.
    Che il buon senso sia con noi.
    Buona notte a te e tutti i colleghi.
    Alberto Borello.
  • stefano_michelazzi
    Chiedo venia, Alberto, non rispondo in vece di Cesare, ma siccome mi hai citato e di solito non mi tiro indietro nelle discussioni (altrimenti un'altra volta evita di citarmi):
    un'altra volta vorresti far passare per super importante il ruolo del CNSAS nel D.L. 1 del 2 gennaio 2018, che scusa tanto se non fosse stato il sottoscritto a fartelo notare che esisteva continuavi a ponderare su leggi e decreti ormai decaduti... mi viene da pensare che tenti un'altra volta di trovare una ragione che non hai  e non lo dico io ma una legge...!
    Leggere è capacità riconosciuta a chiunque abbia fatto le elementari e seppure a volte capita che ci sia chi legge male (Umbeto Eco docet), credo che stravolgere gli articoli di una legge sperando che nessuno l'abbia letta è un tentativo che oserei definire puerile (ed anche qui sul puer in alpinismo ci sarebbe da raccontare ma in altri ambiti...). Il CNSAS è inserito all'art.13 alla stregua della croce rossa e tutte le altre associazioni di volontariato e... cosa ch
    e evidentemente ti pesa, non c'è differenza di valore tra collegi professionali, per intenderci anche NOI GUIDE ALPINE , ed il cnsas... 
    Scusa ma una domanda a questo punto, dopo tutte le spiegazioni che hanno più che illustrato la situazione, ci sta...:
    Ma tu sei una Guida alpina o un membro del cnsas?
    No... perché se la tua vocazione è quella, per quale motivo vorresti che tutti noi avessimo la stessa ambizione?
  • alberto_borello
    Egregio Presidente Cesare Cesa Bianchi.
    Vista l’apertura, nel forum, di una nuova discussione sull’accordo CoNaGAI – VVF con una tua lettera e un videomessaggio, ho il piacere di intervenire.
    Lo faccio senza rispondere direttamente alla tua missiva, ma postando la mail di commento scritta, di getto, ai membri del CD del Collegio del Piemonte, quando la nostra segreteria mi ha trasmesso l’anteprima della tua comunicazione. 
    Ho voluto far puntualizzare che l’ho scritta proprio pochi istanti dopo la lettura della tua lettera e la visione del relativo videomessaggio perché sia chiaro che si è il risultto di una reazione istintiva e immediata.
    Ho deciso di pubblicarla perché, dopo cinque giorni di riflessioni, confronti e approfondimenti, la mia reazione, questa volta ponderata, è la stessa. 
    Ecco il testo integrale:

    Re: Perché l'Accordo con i Vigili del fuoco?
    9/4/2018 21:13
    A .......................................  (Consiglieri Collegio Piemonte)

    Ciao a tutti.
    Ho letto la lettera di Cesa Bianchi e ho anche guardato il video: sono rimasto basito! 
    La comunicazione, sul forum, dell'avvenuto accordo è del 14 marzo, siamo al 9 di aprile e il Presidente, finalmente si degna di dare delle spiegazioni.
    Ma che spiegazioni? Ripete quello che ha già scritto nel presentare l'accordo e ne difende l'opportunità con le stesse parole di Stefano Michelazzi nei suoi interventi sul forum.
    Però una novità c'è! Perché, se è vero che il Presidente non accenna mai, né per scritto né nel video messaggio, al dissenso e alle critiche sollevate da tre collegi e innumerevoli colleghi nei confronti, soprattutto, del metodo con cui si è giunti alla firma dell'accordo, paventa, poi, la possibilità che questo potesse essere bloccato come è accaduto per la proposta di modifica alla legge 6/89.
    Ecco la ragione del fare tutto in gran segreto! Così l'accordo non è stato bloccato e tutto e filato liscio.
    Ma a me sorge spontanea una domanda: chi avrebbe potuto boicottare l'accordo? Forse AIGAE, AIGC, UISP, come nel caso della legge 6/89, forse il CNSAS, a cui proprio il D.L. 1 del 2 gennaio 2018,  conferma un ruolo primario nella Protezione Civile.
    Ma no! Sarebbero state una parte delle stesse guide che il CoNaGAI e il suo Presidente dovrebbero rappresentare, avrebbe potuto essere l'opposizione interna!
    Questo sarebbe stato intollerabile! Quindi con una mossa degna dei migliori regimi dittatoriali, il Presidente ha battuto l'opposizione, coadiuvato dal Presidente del Collegio delle Marche, facendo tutto in gran segreto.
    E qui, bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare (scusate il gioco di parole, ma calza a pennello) perché Cesare è stato veramente bravo e merita la nostra ammirazione  per essere riuscito a muoversi in tal segreto da chiudere l'accordo senza che nessuno l'infastidisse con opinioni contrarie.
    E via, un accordo così importante val bene una deriva autoritaria! 
    Buona serata a tutti.
    Alberto.

    Ora, alla luce di quanto sopra esposto, mi domando se, ammesso e non concesso, che tale accordo rivesta una tale importanza, il metodo utilizzato sia stato corretto o se tu, Presidente dell’organo di autogoverno della nostra categoria professionale, abbia agito in maniera, per lo meno, poco trasparente e dispotica.
    E’ mia ferma convinzione, che decisioni al di fuori dell’ordinario, e questa lo è, vadano condivise, a priori, con gli iscritti ai Collegi.
    L’essere messi davanti al fatto compiuto, indipendentemente da posizioni favorevoli o contrarie, non è mai piacevole e porta, solo, a inutili contrapposizioni, stile muro contro muro, con, conseguente, frammentazione interna  all’ordine professionale stesso.
    Nel nostro caso? Vedremo cosa accadrà dopo l’elezione, ormai imminente, del prossimo CD del CoNaGAI.
    Quello che spero è che vincano la democrazia, la trasparenza e il buonsenso in modo da poter affrontare, uniti, le problematiche, a mio avviso più importanti dell’accordo con i VVF, che riguardano i veri aspetti lavorativi futuri della nostra professione.
    Ringrazio te e i colleghi per l’attenzione.
    Un caro saluto.
    Alberto Borello.

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