Sulle prossime elezioni e sul futuro della professione - 1

Opzioni
caruso_paolo

Cari colleghi, 

alle precedenti elezioni anche io ho votato e quindi contribuito ad
eleggere l’attuale Presidente Cesare Cesa Bianchi. Speravo in un cambiamento e
in un miglioramento per la nostra categoria ma mi sono dovuto ricredere per
quattro motivi principali.
 

1.            
Il primo riguarda proprio il senso dell’essere Guida Alpina. Ritengo che
il cuore della nostra professione consista nell’insegnare alle persone ad
andare in montagna in modo corretto, affiancandole e supportandole nelle
differenti attività di nostra competenza, contribuendo a diffondere rispetto e
attenzione. Conseguentemente, ritengo che chiunque contrasti e ostacoli questo
tipo di attività sia nemico nostro, e della nostra stessa professione. Mi sarei
pertanto aspettato il sostegno autorevole della Presidenza nella vicenda che mi
ha visto e mi vede tuttora personalmente coinvolto nel Parco Nazionale dei
Monti Sibillini ma che riguarda in realtà tutti i professionisti della montagna
e anche gli appassionati di alpinismo. Infatti in ballo c’è la legittimità di
un regolamento che, tra l’altro, vietava agli alpinisti e, conseguentemente
alle Guide Alpine, la libertà di scegliere i sentieri di avvicinamento ad
alcune pareti, arrivando perfino a proibire solo a noi l’accesso ad alcuni
sentieri che erano invece consentiti agli escursionisti! Lo stesso regolamento
vieta l’apertura di nuovi itinerari alpinistici e, più recentemente, è stato
vietato anche l’accesso a percorsi escursionistici di grande valenza. E’ sempre
più diffusa – per ora in Centro Italia, ma in futuro chissà - la tendenza a
chiudere e a vietare la frequentazione delle montagne, in nome di principi di
conservazione e di sicurezza assurdi e perfino illegittimi. Invece di educare le
persone a vivere correttamente la montagna, e noi professionisti in questo
potremmo/dovremmo avere un ruolo primario, si preferisce vietare. La vicenda mi
è costata una sanzione da parte del Parco, contro la quale ho fatto ricorso al
Consiglio dei Ministri. Da parte del Presidente del Collegio Nazionale che ci
rappresenta, mi sarei aspettato un’azione di difesa della nostra categoria e
del nostro lavoro, se non del sottoscritto, con la rivendicazione di un ruolo
privilegiato delle Guide Alpine e degli AMM. Invece, interpellato dal CONSIGLIO
DEI MINISTRI per avere chiarimenti sul caso, Cesa Bianchi ha “politicamente”
evitato di rispondere in merito al focus della questione (la legittimità del
regolamento). Bisogna infatti considerare che il regolamento che lede i diritti
dei professionisti della montagna è il frutto di un accordo (che logicamente
coinvolge anche gli aspetti economici) tra l’Ente Parco e il Collegio regionale
delle Marche (il cui Presidente Vallesi è lo stesso che ha firmato l’accordo
con i VVF...).

Le azioni non condivise e non
concertate del Collegio Nazionale, insieme a quelle di un Collegio regionale
come quello delle Marche, si pongono a mio avviso chiaramente in contrasto con
il “cuore” del lavoro dei professionisti della montagna, determinando una
caduta di immagine, di autorevolezza e di credibilità di tutta la nostra
categoria professionale, perfino nei confronti delle Istituzioni dello Stato.

Per chi volesse approfondire
maggiormente quanto accaduto nei Sibillini rimando a questo link:
https://www.facebook.com/Arrampicata.Sci/videos/164072940907635/  

... segue...

Lascia un Commento

Ciao!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare, accedi con le tue credenziali.

Ti informiamo che puoi accedere inserendo email e password dell'Area riservata del sito Guidealpine.it