L'isola che non c'è. (seconda parte)

Opzioni
alberto_borello

Si, perché la
maggioranza può essere tutti meno uno, spiacevole ma, forse, accettabile.

Diverso essere metà
più uno opposti a metà meno uno, democraticamente ineccepibile, ma la
situazione diviene moralmente inaccettabile.

Non è mai facile
inseguire un sogno, un ideale.  

Bisognerà incontrarsi,
comunicare, cercare la condivisione, comprendere le altrui ragioni, spiegare e
confrontarsi con calma per raggiungere la conclusione univoca.

Ci vorrà più tempo,
nonostante internet, le E-mail, whatsapp, facebook, twitter, etc., perché
parlare guardandosi negli occhi e accordarsi con una stretta di mano sono gesti
insostituibili.

Magari di fronte a un
buon bicchiere di vino o a una birra!

Ci vorrà più tempo
perché le decisioni arriveranno dalla base e i consiglieri nei collegi dovranno
solo formalizzarle.

Inseguendo questo
sogno, forse, anzi sicuramente, non raggiungeremo l’unanimità, ma più ci
avvicineremo a essa, più riacquisteremo quell’unità di pensiero e la forza
morale, che per distrazione abbiamo perso, che ci consentiranno di portare
avanti, con successo, le nostre istanze.

Sicuro che non
troveremo l’isola che non c’è, ma, cercandola, vivremo un nuovo modo di
rapportarci gli uni con gli altri e, forse, i bisogni della realtà lasceranno
un po’ di spazio ai sogni dell’utopia.

Mi piacerebbe che il
nuovo Direttivo del Collegio Nazionale, collegio che dovrebbe essere
organismo di coordinamento
dei Collegi Regionali
fosse, con il concorso dei membri di diritto e di quelli eletti, chiunque essi siano, un po' utopico.

Ringraziando, come
sempre, per l’attenzione, vi saluto cordialmente e vi lascio con le parole
d’inizio di una canzone, augurandovi buone votazioni.

Alberto Borello.

 

Edoardo Bennato, 1980, “L’isola che
non c’è”:

Seconda stella a destra

questo è il cammino

e poi diritto

fino al mattino

poi la strada 

la trovi da te

porta all’isola...

... che non c’è.......................

 

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