Selezione guide vulcanologiche

Opzioni
davide_crescenzio

dalla pagina Facebook di Etna Sci. :

 "Oggi sono stati pubblicati i risultati della selezione per il 3° corso per guide vulcanologiche svoltosi a Etna Nord dal 3 al 5 Maggio.
Il concorso pubblico indetto dalla regione siciliana e gestito dal collegio delle guide alpine e vulcanologiche della Sicilia è stato caratterizzato per come emerge da svariate fonti testimoniali, dall’approssimazione e da una miriade di presunte irregolarità nelle procedure d’esame.

Specifichiamo che stiamo parlando di un concorso pubblico bandito dalla regione Siciliana, per 20 posti disponibili, a cui si accedeva con una quota di 250€. I partecipanti erano oltre 100, quindi più di 25000€ per la sola selezione. Ma andiamo al sodo citando alcune circostanze di cui siamo stati testimoni. 

Si parta dal fatto che ai candidati non è MAI stato chiesto un documento di identità, né alla riunione di consegna pettorali, né il giorno della prova pratica. 
A Procedere all’estrazione dei pettorali non un candidato a caso, ma un addetto dell’ente organizzatore (quanta garanzia di trasparenza...)
Ma andiamo alle selezioni.
L’esame constava in una prova pratica di sbarramento per le successive prove teoriche. Tale prova tecnica sul campo prevedeva 4 prove speciali da completare entro un tempo massimo oltre il quale scattava una penality ogni minuto in eccesso. Al massimo era consentito un accumulo di 15 penalità ovvero 15 minuti di ritardo nelle varie prove. Facile comprendere quanto fosse il tempo nell’esame.

E ora vi iniziamo a raccontare una storia surreale. L’esame più importante era una prova di orientamento con il passaggio da 3 punti (denominati lanterne) da ricercare in massimo 2,30 ore avendo a disposizione una cartina e le relative coordinate geografiche dei punti. Il territorio dell’esame è stato reso noto solo al mattino, almeno ufficialmente risulterebbe questo ai candidati.

E qui che si è constatata la più grande difformità delle procedure del concorso che ha influito inevitabilmente sull’esito degli esami. Infatti lo start del tempo non é avvenuto nel punto previsto denominato Check Point (una sorta di cancelletto di partenza), ma dall’arrivo della precedente prova che si trovava a circa un km di distanza! Oltre a questa macroscopica difformità dal bando, incredibilmente il Check point si trovava spostato di circa 200 metri dentro la fitta pineta Ragabo a delle coordinate ben diverse rispetto a quelle indicate sulla mappa!!! Il risultato è stato che decine di candidati non trovando il punto riportato sulla cartina hanno perso minuti preziosissimi (in alcuni casi si parla di oltre un’ora!) prima di trovare il Check point (CPC). Questo ha palesemente falsato la prova di orientamento, poichè i candidati realmente non hanno avuto a disposizione le 2 ore e mezza per la prova di orientamento ma molto meno tempo. Illazioni? Assolutamente no. Tutto dimostrabile. A parlare sono i tempi ufficiali delle classifiche pubblicate oggi sul sito del collegio regionale in cui coincidono perfettamente il tempo di arrivo alla prova di regolarità e partenza dell’orientamento.

Forse qualcuno si é smarrito nei tecnicismi, quindi usiamo un esempio pratico. Immaginate che la gara si svolga a Roma, che la prova ufficialmente consti di andare da Piazza di Spagna, da dove partirà il tempo per raggiungere San Pietro in dato tempo. Nella realtà invece è come se il tempo fosse stato registrato dalla partenza del vostro hotel e che il punto di partenza sia stato spostato senza avvisare nessuno in un altro luogo, per es. Piazza Navona. 

Tali irregolarità sono state rappresentate al presidente di commissione e nonostante la sua carica di pubblico ufficiale e preposta alla vigilanza della regolarità dello svolgimento delle prove non ha ritenuto acquisire nulla a verbale. 

Ecco anche se apparentemente le condizioni potrebbero essere paritetiche per tutti, in realtà l’esito del concorso e dei tempi, evidenzia che alcuni siano riusciti a trovare il check point di partenza in tempi estremamente rapidi come se sapessero già dove recarsi, nonostante fosse ben lontano dal punto indicato....

Impossibile? Forse si, forse no...Noi ci limitiamo ad osservare e rappresentare i fatti. E due fatti sono chiari.

Fatto. L’ente che ha organizzato il concorso è vero che si avvalso di una commissione tecnica di guide alpine dal Trentino, ma per stessa ammissione delle stesse e di una guida appartenente al collegio Sicilia, durante la riunione in presenza di oltre 130 persone, è stato dichiarato che la tracciatura, la predisposizione delle mappe, etc è avvenuta con l’ausilio delle guide del consiglio direttivo del collegio regionale delle guide vulcanologiche...

Fatto. I risultati finali dicono che su 19 ammessi al corso (tutti coloro che hanno superato la prova pratica), ben 10 sono parenti di guide del collegio regionale.

Si badi bene, questi sono solo alcuni degli accadimenti e diciamo bravi anzi bravissimi a coloro che nonostante le condizioni di cui sopra, con le proprie forze, sono riuscite a completare la prova senza penalità. Tuttavia stiamo volutamente omettendo molte altre circostanze rilevanti che hanno anche ben altri risvolti, già segnalate alle autorità competenti da decine di persone informate sui fatti."

Tutto ok insomma. Per carità, siamo in Facebook, ma lo stile dello scritto mi fa pensare a qualcosa di serio. Vedremo sviluppi? Parliamo di etica o di pagnotta? Intanto, senza voler parlare di "cultura" della categoria, ma almeno un po' di grammatica...

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Commenti

  • davide_crescenzio
    Mail del presidente del collegio regionale Cesare Cesa Bianchi, dopo la sentenza della CGA della Regione Sicilia del 13 gennaio 2021,  spedita il 20 gennaio a tutti i colleghi siciliani.

    Cari colleghi
    È con grande amarezza che prendo atto della sentenza del CGA.
    Una sentenza gravissima che cancella l’impegno e il lavoro di 19 
    professionisti e mette in gravissima difficoltà altrettante famiglie.
    Una sentenza che lascia il Collegio con un organico ridotto e che ci 
    metterà in difficoltà nel rispondere alle richieste del turismo 
    escursionistico sui nostri vulcani, favorendo un ulteriore sviluppo del 
    fenomeno dell’abusivismo.

    Come persona sono deluso da questo tipo di giustizia che, come ho già 
    avuto modo di dire, è tardiva e incomprensibile, e, lungi dall’essere 
    imparziale, sembra piuttosto impegnata a salvaguardare posizioni di 
    privilegio e interessi di potere.

    Come presidente del Collegio regionale mi impegno a trovare una soluzione.
    Ho esaminato la questione con i nostri avvocati (Sardo e Zambelli) e ho 
    chiesto un incontro urgente con la Regione per discutere la situazione e 
    trovare una via d’uscita.
    Avvocati: confermano la non impugnabilità della sentenza e l’obbligo di 
    eseguirla; passerà un po’ di tempo, ma da qui non si scappa. Prospettano 
    la soluzione di un corso di formazione in tempi brevi con il 
    riconoscimento dei crediti formativi acquisiti nel 2018.
    Regione: sono pronto a trattare, anche molto duramente, perché si arrivi 
    sanare questa assurda situazione.
    Cordiali Saluti

    Cesare

    Nulla di nuovo, ribadisce sostanzialmente quello che ha detto un anno fa, con qualche insinuazione in più. Per i truffati (quelli che hanno partecipato senza speranze ad un concorso pubblico truccato, circa 80 persone) nessuna parola. Io mi domando se qualcuno si rende conto della gravità delle cose che sono scritte. Nel frattempo, oggi, addì 15 febbraio 2021, a 33 giorni dalla sentenza, i 19 sono ancora inseriti nell'albo  delle guide Vulcanologiche del collegio siciliano.

  • davide_crescenzio
    non si legge il link alla sentenza. Andate sulla pagina https://www.giustizia-amministrativa.it/provvedimenti-cga
    andate su "data di pubblicazione da-l" e selezionate in entrambe le caselle la data 13/01/2021
    Buona lettura
  • davide_crescenzio
    Direi che siamo all'epilogo. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha definitivamente respinto i ricorsi del collegio Regionale delle Guide Alpine e di tutti i "vincitori" della famigerata selezione di cui il primo post che scrissi in maggio 2018. il contenuto della sentenza è imbarazzante e penoso per tutta la categoria, anche se infarcito di OMISSIS, un velo pietoso che però non copre la vergogna generale che dovremmo tutti provare, di fronte ad un caso palesemente viziato da azioni scorrette, ommissioni, eventi fuori dalla norma, con un finale troppo scontato e di conseguenza infarcito di sospetti molto fondati ("tutto ok insomma. Per carità, siamo in Facebook, ma lo stile dello scritto mi fa pensare a qualcosa di serio. Vedremo sviluppi?"). Non dico di prendere le distanze, ma se almeno gli organi di rappresentanza e tutela della nostra professione avessero mantenuto un prudente silenzio e avessero atteso l'evoluzione del procedimento, avremo fatto una ben più bella figura. Invece: corso fatto a tutta velocità (manovre di corda comprese), "patacche" e tessere consegnate, liberi di lavorare, difese d'ufficio francamente incomprensibili dei nostri rappresentanti tra grolle e doni vari, addirittura testimonianze di solidarietà da parte del collegio siciliano, pubblicato anche sulla pagina Facebook,  nei confronti "dei poveri colleghi senza lavoro" perchè gli avevano tolto le tessere dopo la prima sentenza del TAR, poi prontamente riconsegnate appena presentato i ricorsi.  A me spiace per chi si è trovato dentro questo calderone senza colpa, per gli altri disonesti no, avete una grave responsabilità, anche nei confronti della vostra terra, marchiata un'altra volta con il marchio del malaffare. Con questo penso di chiudere dopo più di due anni e mezzo la discussione. Adesso se la vedranno i responsabili di tutto questo disastro, che ci costerà, oltre a tutto, anche una bella figura davanti a tutte le associazioni che noi chiamiamo "abusivi". Ah, per finire in bellezza: la nota finale del mio primo commento ("Parliamo di etica o di pagnotta? Intanto, senza voler parlare di "cultura" della categoria, ma almeno un po' di grammatica...") non si è sicuramente capita perchè non sono riuscito a caricare una foto con il pettorale di un concorrente con su il numero e la scritta "COLLEGGIO GUIDE". Vedete un po' voi con che presupposti è partita questa avventura. Buon lavoro a tutti (per chi riesce a lavorare di questi tempi).
  • davide_crescenzio
    Voglio sperare che in mezzo a questi 14 non ci siano i “salvati” che hanno riavuto le tessere. Detto ciò, vogliamo proprio distinguerci come categoria? https://www.lasicilia.it/news/cronaca/369627/turisti-in-cime-all-etna-nonostante-divieti-e-pericoli-denunciate-14-guide.html
  • grazia_pitruzzella
    Il CGA ha accolto la richiesta di sospensione della sentenza del TAR e il Collegio Sicilia ha prontamente riconsegnato i tesserini ai 19 selezionati.
  • grazia_pitruzzella
    Caro Valerio,
    la tua considerazione è più che lecita, ma non ho una risposta in tasca.
    Anche a me, come a Davide, stupisce che ci si prenda la briga di scrivere su fb (segretarie comprese) e non si abbia voglia di un confronto.
    Forse il problema risiede proprio nel fatto che dovremmo confessare che non ci interessa ciò che accade in un altro collegio, fintanto che poi le stesse dinamiche si ripresentano a casa nostra. Nel bene e nel male, gli attori sono gli stessi.

    Nel mio commento di dicembre (in seguito pubblicato sul blog di Gogna con stupore di alcuni membri del collegio) ho riportato i fatti avvenuti, arricchendoli anche di altri aneddoti riguardanti la mia posizione professionale.

    Leggendo le parole del presidente siculo-lombardo ho provato vergogna: è vero che si era già schierato pubblicamente “a fianco delle 19 vittime”, a cominciare dalla sua presenza durante la serata pre-selezione mentre gli istruttori trentini comunicavano candidamente al microfono che che del percorso se n’erano occupati i siciliani, e anche mentre non venivano chiesti i documenti identificativi alla consegna dei pettorali; e anche in seguito, sempre su fb, parlando già di vittime e sentenza tardiva e ingiusta.
    Ma tornare a sottolinearlo dopo una sentenza avvenuta svariati mesi prima, mi pare davvero fuori luogo.
    Credo che sul “tardiva” i ricorrenti avrebbero qualche appunto, visto che la trattazione lo
    scorso settembre fu rimandata in virtù del fatto che qualcuno dei fantastici 19 non aveva ritirato le notifiche o comunicato variazioni di indirizzo.
    Sul termine ingiusta, invece, potrebbero avere da ridire tutte le centinaia di guide che hanno seguito il percorso ufficiale per ottenere il titolo.

    Ritengo opportuno che i 19 mantengano il riserbo senza ulteriormente infangare la categoria delle guide, visto che purtroppo la sentenza che riguarda le indagini della magistratura è stata rinviata a dicembre.

    Forse sono più sorpresa per la spudoratezza con cui certe azioni vengono giustificate e avallate pubblicamente, chiedendo addirittura supporto e che ci si renda palesemente complici dei reati perpetrati.

    Il fatto che il Collegio abbia permesso che il corso fosse avviato, che fossero consegnati i tesserini, che i 19 abbiamo svolto la professione di guida indisturbati per due stagioni, talvolta sottraendo lavoro ad altre guide, mi appare gravissimo, e dunque che si possa arrivare a scrivere che a causa di questa sentenza tardiva e ingiusta i 19 abbiano subito danni morali ed economici, è, ancora una volta, quanto mai inaccettabile.

  • davide_crescenzio
    Che ti devo dire Valerio?! La cosa interessante è che sono più attivi sulla “pubblica piazza” di Facebook, a difendere le ragioni dei 19, che qui nel nostro spazio privato. Non mi capacito di questo fenomeno.
  • valerio_scarpa
    Ma scusate, carissimi Grazia e Davide, perchè non continuate a scrivervi tra voi invece di intasare il forum?





    La mia è ovviamente una provocazione, legata al fatto che, a fronte delle 1585 visualizzazioni della discussione, a parte un vecchio intervento di Stefano Michelazzi, nessun altro ha avuto una parola da aggiungere per commentare una delle storie più tristi della nostra professione.
    Come dicono i saggi "chi tace acconsente", quindi siamo ad assecondare pratiche, modi, usanze e consuetudini ... onestamente, nel mio piccolo, mi dissocio da quanto sta accadendo e credo che il silenzio di tutta la categoria, a partire dalla base fino al vertice non sia un elemento di cui andare fieri!


  • davide_crescenzio

    I nostri colleghi del collegio Sicilia, nella persona del presidente Cesa Bianchi, hanno, il 20 maggio, pubblicato (per circa 3 ore) su Facebook questa lettera, peraltro già circolante da qualche giorno sotto forma di email:

    "Linguaglossa, 18705/2020

    Prot nr 49

    Alle guide alpine e vulcanologiche collegio regionale Sicilia.

    Comunicato numero 7/2020. 

    Cancellazione da elenco guide vulcanologiche corso 2018.

    Con grande tristezza comunico a tutti che in data 13 maggio il consiglio direttivo ha cancellato dall'elenco delle guide le guide abilitate nel 2018 e da allora iscritte al nostro collegio. Il provvedimento, adottato secondo quanto prevede la legge italiana, rende esecutiva la sentenza del TAR 2999/ 2019.

    Il processo civile è ancora in corso e giungerà a conclusione purtroppo solamente 20. Malgrado ciò ho l'obbligo di rendere esecutiva la sentenza del Tar, quindi ho provveduto alla cancellazione dall'elenco speciale delle nostre guide del 2018. Detto questo, desidero condividere con voi le seguenti riflessioni:

    La sentenza è tardiva. Dal primo ricorso degli esclusi sono passati quasi due anni prima della sentenza di cancellazione. Il 19 selezionati hanno ultimato il corso, superato l'esame di abilitazione, si sono iscritti nell'elenco speciale del collegio regionale e hanno lavorato per un anno.

    La magistratura non ha ritenuto di dover fermare il corso sul nascere e, d'altra parte né la regione, né il collegio avrebbero potuto farlo senza commettere un illecito. In conclusione ritengo che la magistratura con la sua lentezza abbia creato un grave danno economico e sociale a 19 famiglie.

    La sentenza è incomprensibile. Le motivazioni addotte dalla magistratura a sostegno della sentenza fanno riferimento esclusivamente a procedure regolari nella preparazione, pubblicizzazione ed esecuzione delle prove di selezione. Ma il bando delle prove di selezione e il regolamento adottato per esse sono identici a quelli adottati per le prove di selezione del 2016 e all'epoca ritenuti regolari dalla stessa magistratura che oggi li contesta.

    Per queste ragioni, pur nel rispetto della magistratura e della sentenza da essa emessa, che puntualmente è stata eseguita, mi sento di dovere di schierarmi al fianco delle guide vulcanologiche del 2018 così come fui al fianco delle guide vulcanologiche del 2016 quando le loro prove attitudinali furono anch'esse oggetto di ricorso.

    Invito tutti a fare altrettanto, a sostegno delle nostre categorie professionali e dei 19 professionisti e colleghi che ora si trovano in una situazione di grave disagio economico e sociale. Cordiali saluti.

    Il presidente del collegio regionale Cesare Cesa Bianchi."

    LA SENTENZA E' INCOMPRENSIBILE. 

     https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza

    Tra le tante cose c'è scritto:

     "Le richiamate disposizioni imponevano, dunque, al Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia la pubblicazione del decreto di nomina della Commissione di gara per ragioni di trasparenza della procedura e di repressione di qualsivoglia tentativo di corruzione, secondo quanto stabilito dalla L. n.190/2012. Ma così non si è proceduto, perpetrando l’Ente resistente con la propria condotta omissiva una grave violazione dei diritti dei concorrenti alla trasparenza ed alla conoscenza della procedura che li riguarda, non consentendo loro una pronta verifica della regolarità e legittimità degli atti procedurali posti in essere".."la tempestiva pubblicazione del decreto di nomina della Commissione avrebbe potuto consentire un’eventuale ricusazione in corso di procedura propedeutica ad ottenere la sostituzione dei medesimi commissari dei quali si è denunciata l’incompatibilità in questa sede con il primo motivo di ricorso".
  • davide_crescenzio

    (continua)...

    .."Con riguardo al caso in esame, ad aggravare la dedotta lesione dei principi di buon andamento ed imparzialità di cui all’art.97 Cost. concorrono anche le ulteriori circostanze denunciate dai ricorrenti con il primo motivo di ricorso ed ossia: i rapporti di conoscenza tra taluni membri della Commissione di esame ed il Presidente del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia e la partecipazione del figlio di quest’ultimo alla procedura selettiva in questione, come anche di altri parenti dei membri del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia."..".".."Con riguardo al caso in esame, il Collegio rileva che, secondo quanto desumibile dagli atti offerti in comunicazione, la Commissione di concorso è stata nominata dal Presidente del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande e, dunque, dopo che il medesimo era a conoscenza della partecipazione del proprio figlio al concorso"..."Va, inoltre, rilevato che l'ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, .., ha comprovato la fondatezza delle illegittimità denunciate in ricorso, risultando, infatti, a carico del Presidente del Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia, del componente del Collegio, -OMISSIS- -OMISSIS-, del Presidente della Commissione di concorso, -OMISSIS-, gravi indizi di colpevolezza per il reato di cui all’art.323 c.p."

    Cos'è il reato di cui all'art 323 Codice Penale? "Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità."

     E tante altre belle codine sono scritte in questa sentenza, per esempio a riguardo della tardiva sentenza (a me pare che 2 anni per il TAR siano in linea, anzi, ma se la mettiamo sulla storia del "corso già fatto e i 19 abilitati", guardiamo cosa dice la sentenza: "I controinteressati costituiti in giudizio hanno, poi, eccepito l’improcedibilità dei ricorsi in esame per sopravvenuta carenza di interesse poiché, avendo tutti frequentato con successo il corso di formazione conseguendo l’abilitazione all’esercizio della professione di “guida vulcanologica”, un ipotetico accoglimento del ricorso non potrebbe pregiudicare, secondo quanto previsto dall’art.4 co. 2 bis D.L. n.115/2005, convertito con modificazione nella Legge n.168/2005, né l’esito finale della procedura, né l’abilitazione così conseguita.

    L’eccezione è infondata." . Ah, la "carenza di interesse". Dovreste essere al posto di chi è stato preso in giro dopo aver pagato per partecipare alla selezione e provare ad immaginare se hanno una "carenza di interesse". Per finire andate a rileggervi un articolo datato 26 dicembre 2019, (https://www.lasicilia.it/news/cronaca/316678/etna-il-caos-delle-guide-alpine-vulcanologiche-tesserini-sospesi-e-tutto-da-rifare.html) dove Cesa Bianchi dichiara «Non vediamo l’ora di metterci al lavoro per fare partire sia il concorso per Guide vulcanologiche, sia il concorso per Guide di media montagna. Faremo un altro concorso, ovviamente su altri presupposti. L’ho detto quando mi è stata proposta la candidatura: intendo dare continuità e fare funzionare il Collegio. Ci saranno un regolamento, incarichi e prove attitudinali tutte volte a garantire la massima trasparenza».

     Ma se non capisci perché è stata annullata la selezione del 2018, mi dci di quali "nuovi presupposti" parli?

     Nota a margine: la prossima volta che qualcuno (qualcuno...un presidente di collegio regionale delle guide alpine) ha la tentazione di pubblicare in Facebook una lettera del genere faccia un favore a tutta la categoria e chiami un avvocato bravo, così gli spiega lui che razza di porcheria vuole mettere in circolo esponendosi ed esponendo l'intera categoria delle guide alpine al pubblico ludibrio. L'AIGAE, che tanto odiate, ci vanno a nozze con queste fantastiche performance.

  • grazia_pitruzzella
    Ringrazio Davide per il riconoscimento.
    Mi rammarico, d’altro canto, che sia così semplice comprendere che sia io la donna in questione.
    Me ne dispiaccio perché vorrei che si potesse udire un grande e potente coro, non singole voci - e non solo qui sul forum.
    Ma la gran parte dei membri del Collegio sembra aver perso la speranza in un futuro migliore, anche coloro che si sono battuti in prima linea per anni, accorgendosi, passo dopo passo, di non avere compagni al proprio fianco.
    Molti di certo non si distinguono per la loro passione verso la natura, le montagne, la vita all’aria aperta e la volontà di condivisione.
    Altri sembrano terrorizzati di poter perdere una qualche posizione acquisita.
    Altri dicono di non aver tempo.
    Ma il problema è proprio che è più semplice dominare chi è privo di speranze, passione e sogni e priva paura.
    Pare che i colleghi si siano assuefatti a dinamiche permeate dalle ingiustizie e dal fiorire dell’individualismo, dalla presenza di qualcuno al di sopra che incombe e che muove tutti i fili del teatrino, ignorando non solo le regole interne di deontologia professionale, ma anche la costituzione, portando alla mancanza di rispetto per la propria dignità e quella dei colleghi.
    Non sarà un caso che mi vengano in mente le parole del magistrato anti-mafia nel film “I tre fratelli” di Francesco Rosi, regista indipendente impegnato su grandi temi sociali:
    “Se quando Guido Rosso, l’operaio di Genova, denunciò il terrorista, gli operai si fossero presentati insieme a lui, come se lo avessero visto in 300 - non uso solo - forse sarebbe ancora vivo adesso. (...) Lo so che è difficile, perché il terrore è proprio quello che dice di essere, la sostituzione della persuasione con la paura. Ma la paura non è un sentimento normale su cui si fonda la società, la paura è un’eccezione. La regola dev’essere la fiducia. Se no, come si fa a vivere?”

    Che questo giorno porti luce, persino a chi ha deciso volontariamente che è più comodo indossare una benda sugli occhi.
  • davide_crescenzio
    E' disarmante tutto questo silenzio. Non parlano i nostri rappresentanti seduti nei vari collegi (o meglio, quando parlano dicono e smentiscono cose incredibili), non parlano i siciliani, non parla più chi si era esposto (almeno uno lo aveva fatto e gliene rendo merito), non parla nessun collega, parla solo il sottoscritto e una donna, guarda caso, davanti alla quale mi levo il cappello e che ha detto le cose come stanno. Eppure vedo oltre 1400 notifiche di lettura. Ditemi almeno che sono un ebete a incazzarmi per un fatto incredibile che accade a 900 km da casa mia, convinto del fatto che già indignarsi è un modo per non essere complice di un sistema malato. Diteci che siamo dei coglioni almeno. Ma fatemi dire, cari colleghi siciliani, il vostro collegio è a fianco dei 19 (tutti quanti, compresi quelli che parlavano al telefono con i loro genitori su dove trovare il checkpoint prima della selezione) "vittime di una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale Siciliano" ("vittime del tribunale", neanche fossimo davanti alla santa inquisizione), quindi anche voi siete al loro fianco. Io sto al fianco di tutti gli altri, cittadini Italiani che hanno diritto di sognare un lavoro fatto di passione e fatica e che si sono messi in gioco ma che hanno partecipato ad una selezione falsa e pilotata, come nelle migliori tradizioni dello schifo di questa nazione. A voi va bene così?

    Intanto scopro stamane questo comunicato (tra l’altro segnalatomi da un mio caro amico e collega della Lombardia, quindi le voci volano) a mezzo Facebook della pagina Etna sci (covo di “abusivi”).
    “ Un comunicato stampa emanato ieri dal Collegio Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia a firma del presidente Cesa Bianchi, dichiara l’ intenzione di non voler attuare alcuna sospensione o ritiro dei tesserini alle guide abilitate dal concorso pubblico, nonostante la sentenza del TAR ne abbia annullato la validità. Smentisce quindi quanto riportato a mezzo stampa.
    Inoltre lo stesso collegio ha voluto evidenziare testualmente che: <<Il Collegio e’ in ogni caso al fianco delle 19 guide vulcanologiche vittime di una sentenza per molti versi incomprensibile e tardiva.>>

    Bisogna ammetterlo. Cesa Bianchi è di parola. Non solo non ha tenuto la testa sotto la sabbia, ma l’ha tirata fuori stirando tutto il collo e svelando pubblicamente le carte. In sostanza ha deciso, insieme al fedele stuolo di consiglieri, di opporsi alla giurisprudenza.
    Pur avendo dichiarato in più occasioni che se ci fosse stato un intervento giudiziale, sarebbe stato da lui rispettato e avrebbe intrapreso le opportune azioni di sua competenza. Tutto l’opposto.

    Ovviamente sorgono alcune domande:

    Cosa ci sarebbe di incomprensibile nella sentenza? La sentenza è molto chiara. Sono stati annullati tutti gli atti impugnati dal ricorso. TUTTI.

    Cesa Bianchi fa forse finta di non sapere che le sentenze del TAR sono immediatamente efficaci? Non sa che non é sufficiente il ricorso in appello per sospendere gli effetti della sentenza, ma solo il CGA potrà entrare nel merito delle decisione dei giudici? Perché illude i suoi (ex) colleghi e non dice invece che è obbligato a ottemperare a quanto disposto dalla sentenza?

    Cosa significa poi che il collegio avvierà le procedure per ”implementare” la sentenza del Tar? Forse ha deciso, come sarebbe stato opportuno già da tempo, che finalmente andrà oltre al provvedimento dei giudici e applicherà le norme di deontologia professionale - ad oggi in decorosamente ignorate - nei confronti dei responsabili?
    Non si direbbe proprio dal tono della dichiarazione, anzi sembra che non voglia proprio ottemperare agli obblighi di competenza e subirne le eventuali conseguenze legali.

    Stante ciò, i rappresentanti del collegio sanno di essere un ente pubblico oppure credono di gestire un club privato o peggio pensano di avere poteri superiori alla magistratura?

    E ancora, perché il collegio sovverte la realtà e considera vittime le 19 (oggi ex) guide vulcanologiche? E invece coloro che hanno subìto lo svolgimento di un esame totalmente viziato, organizzato dallo stesso collegio cosa sarebbero? Non sono forse loro la parte lesa da un concorso truccato, come stabilito dal TAR? Surreale.

    Sono questi i dichiarati presupposti di svolta, legalità e trasparenza sui quali emanare un nuovo concorso?

    Una posizione cosi soggettiva e sbilanciata, come starebbe garantendo l’imparzialità tra i suoi iscritti? Come starebbe disciplinando pertanto la presenza di soggetti non abilitati, già operanti da oltre un anno e garantendo di converso le guide non coinvolte nel concorso pubblico e legittimamente abilitate?

    Forse alla luce dei fatti fa riflettere anche il fatto che nessuna delle guide non coinvolte in questo scandalo, si stia pubblicamente dissociando dalle posizioni espresse dal loro massimo organo di rappresentanza. Posizioni che - riteniamo - continuano a essere fortemente lesive per l’immagine e il decoro della categoria delle guide.

    Chi ne ha interesse ha certamente diritto a fare appello. Intanto peró deve prendere atto degli effetti dell’annullamento del concorso, fino alla eventuale pronuncia definitiva del CGA, così come loro stessi hanno goduto - qui ha ragione Cesa Bianchi, grazie al tardivo intervento del Tar e all'intenzionale mancanza di azioni del collegio e dell’assessorato - di poter esercitare la professione di guida in attesa del giudizio del Tar.

    In definitiva la dichiarazione di Cesa Bianchi appare solo un mediocre tentativo di rabbonire gli animi dei 19 ammessi a un concorso nato sotto una certa puzza di marcio, puzza avvertita da tutti, ma proprio tutti, e il cui esito era e sarà quasi scontato.

    Forse è vero che per perdere la dignità, bisogna averne una.”

    Posso solo dire che approvo e sottoscrivo ogni parola.
    Buon Natale a tutti e buon “anno della svolta”!
  • davide_crescenzio
    "l'anno che verrà..".. eccolo qua l'anno che verrà:

    Il Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia avvierà la procedura per implementare la sentenza del TAR relativa alle prove attitudinali del corso per guida vulcanologica del 2017, ma ogni sospensione o cancellazione dall’albo delle 19 guide vulcanologiche abilitate a seguito del corso di formazione e del relativo esame è subordinata al ricorso in appello al CGA e quindi alla relativa sentenza.

    Visto l'articolo uscito oggi a firma di Francesco Vasta, si prende atto che un certo tipo di informazione tende a riportare le informazioni raccolte in modo approssimativo e quindi fuorviante. Il giornalista ha posto l'accento sulla sospensione o cancellazione dall’albo delle 19 guide vulcanologiche interessate dal suddetto corso e messo in secondo piano l'effettivo svolgimento della procedura che subordina ogni azione da parte del Collegio alla conclusione del percorso legale che prevede, fino a prova contraria, il diritto di ricorso per tutti.
    Il Collegio e’ in ogni caso al fianco delle 19 guide vulcanologiche vittime di una sentenza per molti versi incomprensibile e tardiva ."

    IL COLLEGIO E' IN OGNI CASO AL FIANCO DELLE 19 GUIDE VULCANOLOGICHE VITTIME DI UNA SENTENZA PER MOLTI VERSI INCOMPRENSIBILE E TARDIVA"????????

    Questa Cesare ce la devi spiegare qui, non su Facebook. 


  • grazia_pitruzzella
    Trovo davvero interessante questo dipinto che ritrae i colpevoli da un lato e gli innocenti dall'altro.
    Mi viene da dubitare che i colpevoli non vivessero su questo stesso pianeta in mezzo agli uomini, che non fossero inseriti in  una comunità, che non fossero padri-fratelli-figli-amici-colleghi degli innocenti, che non fossero membri di un consiglio che faceva capo a un collegio regionale, questo stesso collegato a un collegio nazionale con tanto di commissioni di tutela e di controllo.
    Mi chiedo dove fossero tutti gli innocenti mentre queste gravi vicende accadevano e ritengo sia troppo semplice dare a pochi la responsabilità di quanto è accaduto.
    Ho udito ga dire frasi del tipo "Hanno combinato un pasticcio" quando ancora il TAR doveva pronunciarsi, segno che forse qualcosa che non andava c'era, e intanto tutti i selezionati lavoravano indisturbati , accompagnando fino al bordo dei crateri sommitali, più attivi che mai nelle ultime stagioni, spesso scalzando le gv uscite dal corso del 2016. Mi pare che si continui a puntualizzare che è necessaria una preparazione particolare per andarci - e per guidarci persone. Invece il corso che è stato annullato è stato svolto con una fretta sorprendente, inserendo anche materie al di fuori del programma che, tra l'altro, dovrebbe essere comune a quello degli amm, fatta salva la vulcanologia.
    Continuare a leggere e sentire frasi che inneggiano all'anno della svolta lascia spazio a infinite riserve.
    Può segnare davvero una svolta un fatto così grave in seno al Collegio delle Guide Alpine mentre sono numerosi coloro che sono stati a guardare e hanno avallato certe dinamiche? 
    Sono stati consegnati i tesserini con tanto di cerimonia; i tesserini sono stati ritenuti validi ignorando la comunicazione dell'assessorato che, prendendo le distanze dai fatti avvenuti, invitava il collegio a ritirarli; sono state allontanate le accuse sostenendo che si preferiva attendere l'esito della magistratura, come se non bastassero tutte le denunce e le testimonianze.
    Sarà l'anno della svolta con un'ennesima zonazione ad hoc per tutelare l'attività delle gv, simile a quella emanata l'anno scorso, che voleva che dai 2.000 m in su accompagnassero solo loro. Peccato che a 2.000 m ci arrivino strade asfaltate e che da quella quota partano i sentieri più interessanti per l'escursionismo a piedi, e che siano a centinaia gli accompagnatori , con o senza titoli, che portano gente in sandali sino a 2.900 m.
    Sarà l'anno della svolta poiché finalmente appariranno in Sicilia gli Amm, pardon guide  di media montagna, figlie di una manovra politica che voleva 500 guide al di fuori del collegio. E dunque pare arriveranno le gmm, ma certamente non con una selezione e un corso secondo la piattaforma, ma con una sanatoria, probabilmente ridicola al pari di quella già proposta ben due volte e poi abrogata.
    E intanto, a tre anni dai decreti regionali che facevano nascere le gmm sull'isola, a Grazia Pitruzzella, titolata da 15 (quindici) anni, viene ancora negato il trasferimento, proprio perché prima bisogna portare avanti le manovre pronte nel cassetto da chissà quanto tempo.
    E tutti, ancora una volta, staranno a guardare perché è più comodo che in Sicilia non si seguano perfettamente le regole, fintanto che l'isola rimarrà parco giochi di tutte le ga che ci vengono a passeggiare d'estate.
    Può essere l'anno della svolta quando viene chiesta la dimissione del consiglio direttivo regionale  e viene nominato come presidente un ex presidente nazionale? Proprio lo stesso che era presente la sera della presentazione dell'ultima selezione? Era proprio lì mentre Taller diceva tranquillamente al microfono che i percorsi della selezione erano stati tracciati dalle ga siciliane. La stessa persona a cui ho fatto presente che i decreti regionali a favore delle gmm sono ancora attivi e che sta al collegio regionale istituire l'albo e che, incredibilmente,  mi ha invitata ad adire per vie legali.
    Senza contare lo stupore della maggior parte dei colleghi gv per la mia presenza all'ultimo aggiornamento, sorprese da un amm che partecipa a un corso per le guide siciliane, come se il regolamento non preveda la possibilità di formarsi in tutte le regioni.
    La situazione in Sicilia mi fa venire in mente il film "Lazzaro felice" che racconta le vicende di una comunità agricola che, rimasta isolata da un'alluvione, viene trattata dalla proprietaria dei terreni seguendo le regole di inizio secolo e viene tenuta all'oscuro della realtà che si è evoluta al di fuori del  mondo dei braccianti, mentre essi non conoscevano che la dura vita dei campi scandita dai dettami dei padroni.
    L'anno della svolta?
  • davide_crescenzio
    (Da Meridionenews)
    Parentopoli Etna, la palla al Collegio delle guideGli esclusi: «Imboccare strada di trasparenza»
    Ai dirigenti dell'organismo tocca raccogliere i cocci dello scandalo dopo «la botta» dell'annullamento del concorso decretato dal Tar di Catania. La voce di chi ha fatto ricorso e le possibili prossime mosse del direttivo per il 2020, «l'anno della svolta»

    FRANCESCO VASTA 15 DICEMBRE 2019
    Da una parte i ricorrenti, soddisfatti per una sentenza del Tar che forse neanche loro stessi si aspettavano così favorevole. Dall'altra, i dirigenti post-scandalo del Collegio regionale delle guide alpino-vulcanologiche cui tocca raccogliere i cocci della parentopoli dell'Etna. La sentenza del Tar di Catania che ha cancellato l’intero concorso macchiato dalle presunte manovre che i padri - gli ex vertici del Collegio - avrebbero messo in atto per agevolare i figli chiama l'organismo a decisioni «chiare, all'insegna di trasparenza e legalità». Ne è convinto Dario Teri, esponente di Federscursionismo Sicilia ma soprattutto uno dei firmatari dei ricorsi accolti dalla giustizia amministrativa. «Certo, ci sarebbe piaciuto che il Collegio delle guide non ci avesse fatto arrivare fino a questo punto, intervenendo prima anche a tutela di coloro che quel concorso lo avevano vinto senza barare», dice commentando la decisione.

    Il Tar ha annullato il concorso che, a maggio 2018, era piombato fra polemiche, ricorsi ed esposti in procura. Tutto era sfociato nell'inchiesta Aetna, costata finora un rinvio a giudizio per abuso d'ufficio all'ex presidente del Collegio Biagio Ragonese, ai componenti del direttivo Antonio Rizzo e Orazio Distefano e alle figure che entrarono a far parte della commissione d'esame. Le procedure della nomina del presidente della commissione Mario Taller, secondo il Tar, avrebbero determinato un «vizio di eccesso di potere» che, fra le altre cose, ha reso inevitabile la scelta dei giudici. Il concorso organizzato dal Collegio rappresenta l'unico accesso alla professione di guida autorizzata a lavorare sui crateri di Etna e Stromboli, un ambito lavorativo in costante crescita.

    Dopo un consulto legale, secondo quanto si apprende da fonti interne, il Collegio regionale delle guide alpino-vulcanologiche quasi certamente prenderà atto della decisione del Tar e revocherà i patentini - di fatto già nulli - dei 19 vincitori del concorso, tra cui i figli di. L'attuale presidente del Collegio Cesare Cesa Bianchi, eletto dopo lo scandalo, aveva dichiarato di voler attendere le decisioni di magistratura penale e amministrativa. «Oggi è il momento di essere conseguenziali - aggiunge Dario Teri - e di imboccare la strada della trasparenza, affinché altri scandali non si ripetano nei futuri concorsi».

    «Faremo quello che è giusto fare – fanno sapere dall’organismo che riunisce gli unici professionisti abilitati a lavorare ai crateri di Etna e Stromboli – a tutela anche del buon nome di una categoria che ha subito un danno d’immagine non solo regionale, ma anche nazionale». La botta si è fatta sentire, nessuno lo nasconde. Ecco perché plausibilmente il Collegio non farà appello al Cga, una partita che invece, più verosimilmente, giocheranno i vincitori che rischiano di perdere la professione, finora esercitata senza ostacoli.

    «Noi non siamo contro quei ragazzi, nulla di personale - sottolinea Teri - il nostro unico interesse è che venga ristabilita la legalità». Un sfida che il direttivo del Collegio - dove siedono, oltre a Cesa Bianchi, anche Franco e Filippo Emmi, Giuseppe Mazzaglia, Sebastiano Russo e Giuseppe Amendolia - intende affrontare nel 2020, un anno «che dovrà essere di svolta», fanno sapere. L’obiettivo è di bandire un nuovo concorso per abilitare guide, «stavolta senza lasciare spazio a potenziali equivoci», ma anche di regolarizzare la figura delle guide di media montagna per «incentivare il lavoro dei giovani e mettere l’intero sistema sui binari giusti».
  • davide_crescenzio
    (2 continua)

    A settembre sono arrivati i rinvii a giudizio per l'ex presidente e, fra gli altri, lo stesso Mario Taller. I due dovranno presentarsi davanti alla giustizia penale il prossimo 7 maggio.

    Il Tar di Catania, annullando il concorso della parentopoli, ha anche disposto l'invio degli atti alla procura «per la possibile configurazione del reato di abuso d'ufficio a carico di quanti abbiano gestito la procedura selettiva». E inoltre, considerato che «l'annullamento degli atti impugnati implica la configurabilità di un danno erariale», i magistrati catanesi hanno ordinato di trasmettere gli atti anche alla Corte dei conti. "



    Questo è quanto. Lascio a voi giudicare, ma mi pare che il TAR dia ragione in pieno a chi di noi , pochi, diceva che questa situazione era uno scandalo, e senza già leggere le intercettazioni telefoniche. Io mi domando come si possa far passare delle selezioni organizzate a questo modo, che più delle selezioni sembravano un cumulo di luoghi comuni dei concorsi pilotati. A chi ha lasciato fare dico: oltre 100 persone che si sono impegnate a prepararsi e hanno pagato per sottoporsi alla selezione, alcune persone che nulla c'entrano con questo marcio e che hanno perso tempo e soldi per fare un corso che di fatto viene annullato e si ritroveranno senza titolo e senza lavoro, ambiente etneo reso irrespirabile non dai gas del vulcano ma dal malanimo che si è diffuso a causa di questi fatti. Infine il nome delle Guide Alpine infangato davanti alle associazioni di "abusivi"; direi che questa parola sarà meglio usarla con parsimonia da ora in poi. Fatevi un esame di coscienza cari "vertici". Infine, nota personale: a chi, tra i 19 selezionati nel 2018, mi ha scritto in privato accusandomi di "festeggiare per tutto quello che ci sta pendendo sulla nostra testa per il corso 2018" gli dico che aspettavo questo giorno, per dirgli due cose: primo che umanamente mi dispiace profondamente per quello che ha subìto; secondo che le regole (le leggi) valgono per tutti e servono al buon vivere comune e non è normale che una guida dal Veneto si accalori (senza divertirsi) per questo scempio mentre lui e tanti altri sotto l'Etna tacciono e accettano. Questa è una giornata triste per la nostra categoria, anche se la Giustizia sta seguendo il suo corso.  

  • davide_crescenzio
    Buongiorno a tutti. Ecco cosa dice il TAR della Regione Sicilia sez 4 di Catania.
    (articolo tratto da Meridionenews del 14 dicembre 2019). 
    "PARENTOPOLI ETNA, ANNULLATO IL CONCORSO DELLO SCANDALO. NEL MIRINO DEL TAR <<L'AMIUCIZIA>> FRA RAGONESE E TALLER.

    La condotta dell'ex capo del Collegio delle guide alpino-vulcanologiche avrebbe dato luogo a un vizio di eccesso di potere. C'era suo figlio fra i partecipanti al test poi travolto anche dall'inchiesta Aetna. Disposto l'invio degli atti alla Corte dei Conti per danno erariale

    Di Francesco Vasta

    Ha pesato la scottante «evidente e chiara ipotesi di  conflitto d'interesse» in capo all'allora presidente del Collegio regionale delle guide alpine e vulcanologiche, la guida dell'Etna Biagio Ragonese. La Quarta sezione del Tar di Catania ha annullato il concorso di maggio 2018 inquinato dallo scandalo parentopoli e, nella sentenza redatta dal giudice Maurizio Francola, si punta il dito sulla condotta dell'ex capo dell'organismo che riunisce le uniche figure autorizzate a condurre turisti ai crateri diEtna e Stromboli. C'era suo figlio, infatti, fra i partecipanti alle prove, oggetto di due ricorsi alla giustizia amministrativa e poi finite nella bufera dell'inchiesta Aetna della procura di Catania. Eppure, anziché «astenersi dal compimento di qualsivoglia procedura concorsuale» alla luce della strettissima parentela in ballo, Ragonese nominò la commissione del concorso pubblico - si legge nella sentenza - «dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande e, dunque, dopo che Ragonese era a conoscenza della partecipazione del proprio figlio al concorso»

    L'ex presidente del Collegio designò, poi, per il ruolo di presidente della commissione d'esame la guida alpina Mario Taller, «soggetto con cui intercorreva un rapporto personale di amicizia, (...) con l'intento di orientare l'espletamento del concorso e così favorire (..) il proprio figlio».


    Il sigillo sulla parentopoli, a parere della giustizia amministrativa, lo mettono anche delle foto su Facebook. Il legame fra Taller e Ragonese viene provato da un post sul social che li ritrae assieme, materiale citato esplicitamente nelle sentenza. Circostanze che si traducono nel «vizio di eccesso di potere» che, come stabilito dal Tar, rende inevitabile l'annullamento dell'intera procedura concorsuale vista la «lesione dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione».

    Il concorso, malgrado la bufera, era stato tenuto in vita dal Collegio nel frattempo passato sotto la gestione dell'ex presidente nazionale delle guide alpine Cesare Cesa Bianchi. «Non accetto di essere additato come colui che mette la testa sotto la sabbia - aveva dichiarato rispondendo alle critiche sulla ventilata inerzia del Collegio davanti allo scandalo - perché se ve ne fossero stati i presupposti, l’autorità giudiziaria penale avrebbe cautelarmente interdetto alle guide interessate l’esercizio della professione e il Tar sospeso la delibera d’approvazione della graduatoria degli abilitati».


    Da ciò, ne era conseguito che i 19 vincitori del concorso della discordia hanno lavorato regolarmente sui vulcani siciliani, con somma indignazione da parte delle decine di ricorrenti.

    Erano stati più di cento i partecipanti al concorso che serve ad accedere a un corso di abilitazione per guide vulcanologiche. Già a maggio 2018, su questa testata,si era dato conto delle segnalazioni sulle presunte irregolarità nelle prove al centro dei ricorsi al Tar e di esposti in procura. Materiale poi ampiamente trattato - con tanto di pesanti intercettazioni - dalla successiva inchiesta della magistratura catanese. Biagio Ragonese e gli altri componenti del direttivo del Collegio erano stati indagati con l'accusa di aver manovrato per aiutare i propri figli a passare un difficile test fisico svoltosi nel bosco di Linguaglossa, sull'Etna.


    (1 continua)
  • davide_crescenzio

    Quotidiano LA SICILIA, 23/09/2019 << GUIDE ALPINE E VULCANOLOGICHE L’”ESCLUSIVITA’ E’ DETTATA DALLA LEGGE >> Il Presidente Cesa Bianchi fa il punto dopo l’inchiesta sulla parentopoli e ribatte alle guide ambientali escursionistiche. 

    LINGUAGLOSSA. << Non accetto di essere additato come colui che mette la testa sotto la sabbia, senza porsi il problema della sospensione delle guide alpine interessate dall’inchiesta >> Cesare Cesa Bianchi rompe il silenzio, attraverso una nota, a nove mesi dalla sua elezione a presidente del Collegio delle Guide Alpino-vulcanologiche di Sicilia. Il terremoto della parentopoli che ha travolto l'ente non lo ha scomposto dal suo insediamento - seguito alle dimissioni del direttivo falcidiato dall'inchiesta Aetna -  né lo fa adesso. << Se ve ne fossero stati presupposti, l'autorità giudiziaria penale avrebbe cautelarmente interdetto alle guide interessate esercizio della professione e il Tribunale Amministrativo Regionale sospeso la delibera di approvazione della graduatoria degli abilitati>>.  Poche righe per liquidare mesi e mesi di polemiche. Da ultimo era stata l'Associazione delle Guide Ambientali e Escursionistiche (AIGAE) a criticare la mancata sospensione degli esiti del concorso della discordia.Fra aprile e maggio 2018, secondo le accuse della procura di Catania, l'ex presidente del collegio Biagio Ragonese e gli altri componenti del direttivo Orazio Di Stefano e Antonio Rizzo avrebbero agito per blindare l’abilitazione dei loro figli, poi effettivamente fra i 19 vincitori della prova, unica via per accedere all'unica professione  che consente di lavorare sui crateri di Etna e Stromboli.  Oggi Ragonese e sodali sono stati rinviati a giudizio con accuse come falso, abuso d'ufficio e rivelazione di segreto, mentre gli abilitati esercitano la professione. Circostanza che ha fatto protestare non solo l’AIGAE ma anche gli oltre 80 partecipanti perdenti al concorso,  rivoltisi sia la Procura che al TAR. << Se i provvedimenti di questo tipo - ribatte Cesa Bianchi a chi avrebbe voluto almeno un ritiro cautelativo dei tesserini - non sono stati adottati il segno evidente che mancassero i presupposti. Certo è che il collegio regionale si atterrà alle decisioni della magistratura >>. A dire il vero il TAR deve ancora esprimersi sul blocco dell'efficacia delle prove, data fissata 24 ottobre.



    L'ex presidente nazionale delle guide alpine, arrivato in Sicilia come figura terza per acquietare un ambiente sull'orlo della crisi di nervi, ribatte anche le accuse di corporativismo mosse da Davide Galli,  presidente di AIGAE, sul nostro giornale. << Ogni accusa di monopolio - scrive Cesa Bianchi - è respinta al mittente. Secondo la legge le uniche figure professionali abilitate ad accompagnare sui vulcani attivi sono le guide alpine e vulcanologiche. L'istituzione dell'ordine professionale deriva dalla pericolosità degli ambienti montano-vulcanici e dalla necessità di tutela dell’incolumità >>. Il presidente delle guide vulcanologiche siciliane marca poi la differenza: << altre persone, diverse dalle guide e appartenenti ad associazioni soltanto private quale l’AIGAE, svolgono la loro attività non in funzione di una norma che disciplini positivamente la loro professione, ma semplicemente in virtù del principio, riconosciuto anche dalla legge 4/2013, secondo cui è possibile svolgere una professione intesa come attività economica non organizzata in ordine o collegi, soltanto se questa attività non sia già stata riservata per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, come invece per le guide alpine e vulcanologiche accade >>. Conclude Cesa Bianchi: << non può esservi alcuna sovrapposizione poiché ai primi e vietato ciò che dalla legge soltanto ai secondi è riservato >> F.V.


    Lascio giudicare ai colleghi che leggeranno, io ho la mia idea. Dico solo una cosa:  il corporativismo io lo vedo sotto altre forme caro Cesare, come per esempio la decennale mancanza di volontà di formare nuovi colleghi tra le file delle guide alpine vulcanologiche, con la mancata istituzione dell'albo degli accompagnatori di media montagna che tanto mercato avrebbero tolto ai GAE, (perché mi pare che la Sicilia abbia molti monti e non tutti sono vulcani), e con la conduzione vergognosa di un atto ufficiale come la selezione per un corso di Guide Vulcanologiche. A mio parere con queste esternazioni, nei modi e nei toni, abbiamo scavato ancora un po' la fossa dove nasconderci. Mi dispiace molto.

  • davide_crescenzio
    ..e oggi siamo sul magazine Venerdì di Repubblica. Direi un’ottima pubblicità sulla stampa nazionale. Complimenti al collegio Sicilia per il contributo alla popolarità della categoria. .” L’indagine della Finanza si è occupata anche del concorso per la selezione delle guide: l’esame sarebbe stata <<modellato in base alle esigenze dei figli>> di chi doveva gestire i test. Insomma, sulla Muntagna, come la chiamano gli isolani, il mestiere si tramandava di padre in figlio, cosa apprezzabile se non fosse avvenuta in totale sprezzo delle regole”.. ( Giada Lo Porto - Venerdì di Repubblica).
  • davide_crescenzio
    Aggiornamento: Rinvio a giudizio per 19 persone nell'ambito dell'inchiesta Aetna e si dovranno presentare in aula il 17 maggio 2020. Tra gli indagati, in questo caso nell'ambito dell'inchiesta collegata sulle "irregolarità" della selezione per il corso di Guida Vulcanologica definita "Parentopoli" figurano anche l'ex presidente del Collegio Sicilia Biagio Ragonese e i colleghi Antonio Rizzo e Orazio Distefano (dipendente del Parco dell'Etna), insieme ai colleghi trentini Trepin, presidente della commissione d'esame, Taller, direttore del corso di formazione, e poi il collega siciliano Consoli più altri componenti della commissione d'esame. C'è già Giuseppe Dentici, funzionario regionale, che ha chiesto, e ottenuto, il rito abbreviato. E questo per quanto riguarda il procedimento  penale. Intanto sta arrivando anche il civile, in attesa della decisione del TAR di Sicilia, i cui ricorrenti sono stati ammessi come parte civile nel procedimento penale. Niente male. In nemmeno un anno e mezzo, dal primo post letto su Facebook che ho qui sopra pubblicato, dichiarando che "..siamo su Facebook, ma lo stile mi fa pensare a qualcosa di serio..", l'affare ha avuto una gran bella evoluzione. E ora cari signori? Ci stiamo domandando, io e parecchi colleghi, se non sarebbe ora che i rispettivi Presidenti, Nazionale, Siciliano e, si, anche Trentino,  sentano il bisogno di valutare, di fronte a cotanti fatti e atti, se fare o almeno scrivere qualcosa di ufficiale. Direi che siamo giunti al punto, e l'abbiamo anche superato secondo me,  che qualche segnale dobbiamo darlo perché come categoria professionale abbiamo perso già troppa credibilità.
     Ah, nota a margine: la selezione del 2016 è stata citata negli articoli di giornali a confronto con quella incriminata, descrivendola come  "la selezione dove i figli delle guide non sono passate", tanto per rispondere a chi mi scriveva, in privato,  che la selezione era viziata da raccomandazioni. 
    (fonte: MeridioNews)
  • grazia_pitruzzella
    ...comunque vada sulla Montagna si respirano ormai da anni inutili tensioni, si soppesano gesti, si misurano le parole, si è persa la libertà e la spensieratezza di scegliere un percorso, si evitano incontri per non dover incrociare sguardi e scambiare parole che è preferibile non pronunciare per il quieto vivere.
    Ho sempre pensato che la verità fosse un bene comune, dal valore inestimabile, come l'acqua, l'aria, la terra, e come tale vada protetto. E invece mi accorgo che viene continuamente manipolata, rendendo ancor più aspre situazioni già di per sé molto gravi.
    L'amarezza viene dalla consapevolezza che, comunque vada, si sarebbe potuto evitare di arrivare fino a questo punto, si sarebbe potuto facilmente impedire che alcuni colleghi si mettessero in situazioni sconvenienti imboccando cammini poco luminosi, si sarebbero potuti arginare e frenare atteggiamenti poco consoni allo spirito che dovrebbe contraddistinguere il collegio delle guide alpine di cui vorrei esser fiera di far parte.

    In questi giorni ho avuto l'opportunità di rivedere "Prima che la notte", il film-documentario su Giuseppe Fava, giornalista catanese  fermato dalla mafia.
    Vi riporto uno stralcio di un suo monologo:
    "Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo, infatti, che in una società democratica e libera, quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti una delle forze essenziali della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza, la criminalità, accelera le opere pubbliche essenziali, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene costantemente all'erta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.
    Se un giornale non è capace di questo, o per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti  i dolori che avrebbe potuto evitare e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze che avrebbe dovuto combattere, il suo stesso fallimento."

    Vorrei che ascoltando queste parole non mi fossero venute in mente le vicende di cui il collegio si è reso protagonista, in questo modo offrendo il fianco a valanghe di critiche provenienti dall'esterno, provocando ferite che non fanno altro che indebolire tutti i membri e sottraendo loro sicurezza ed energia che potrebbe essere spesa altrimenti.

  • davide_crescenzio
    E adesso cominciano le danze. Comunque vada penso che questo sia il punto più basso che la nostra categoria abbia mai raggiunto. Prima e dopo i fatti contestati.
    https://catania.meridionews.it/articolo/79621/etna-chiesto-giudizio-per-russo-morosoli-e-altri-18-prosciolti-i-sindaci-salvo-puglisi-e-angelo-pulvirenti/
  • grazia_pitruzzella
    "...A' Muntagna, una grande donna che è insieme madre, amante e sorella e che ci tiene tutti stretti a sé con la sua fertilità, l'incredibile varietà paesaggistica che consente ogni sorta di attività e il suo essere sempre nuova e diversa. E dovunque andiamo, di tanto in tanto la cerchiamo con lo sguardo e non ci diamo pace finché non la scorgiamo. Perché, nonostante la sua vivacità, ci rassicura. L'Etna è un luogo incantato dove perdersi e ritrovarsi, il grande vulcano dove la vita può cominciare, finire e trasformarsi senza posa in una danza che mescola tutti gli elementi."
    Così scrivo nell'articolo pubblicato dalla rivista "Viaggi & Cammini" qualche mese fa. Così continuo a percepirla, in ogni suo lieve respiro che sa di zolfo o quando fa tremare la terra sotto i miei piedi, come oggi.
    Da un ventennio, però, è stata progressivamente trasformata in un campo di battaglia e la figura gloriosa della guida (tutte quelle, per esempio, che hanno accompagnato i viaggiatori dell''800) è quasi svanita, annebbiata da lotte per il potere e da nugoli di turisti in sandali.
    Durante il corso per diventare Amm, quando ancora la decisione di tornare sull'isola non mi apparteneva, raccolsi racconti sparsi del primi corsi per guide vulcanologiche sull'Etnea e sul Vesuvio, entrambi lontani anni luce dal percorso che avevo intrapreso: l'innamoramento per i paesaggi montani, la preparazione del curriculum da presentare per la domanda di ammissione, gli allenamenti per la selezione, le lezioni tra vette, ghiacciai e praterie brulicanti di vita, la condivisione di emozioni, sconfitte, gioie, fatiche e saperi con altri 19 compagni, tutti, nonostante le diversità, accomunati dal desiderio di vivere le montagna facendone una professione. E tutti consapevoli che il corso sarebbe stato solo l'inizio per un cammino infinito di formazione e studi per arricchire continuamente il bagaglio di competenze acquisite, spinti dalla sete di nuove scoperte. Nessuno di noi ha mai pensato che il titolo corrispondesse a un sicuro guadagno - se mai, proprio il contrario, - nessuno ha mai pensato che qualcuno ci avrebbe ritagliato pezzi di montagna dove sederci e aspettare frotte di turisti. Nessuno ci ha mai detto che l'accompagnamento in montagna era una nostra esclusiva. Al contrario, ci venne detto con chiarezza che ogni regione presentava situazioni e realtà differenti dove avremmo dovuto barcamenarci tra "colleghi" di dubbia formazione e controlli inesistenti. Nessuno ci ha mai rassicurato dicendoci che il collegio avrebbe vegliato sulle scorrettezze, sulle violazioni del codice deontologico che vanno dall'accompagnare ospiti totalmente impreparati e privi di equipaggiamento fino a dare spiegazioni in lingue che non corrispondono a quelle degli accompagnati, a superare senza limiti il numero di persone che il buon senso ci suggerirebbe essere opportuno, a non vagliare le condizioni di fattibilità del cammino, eludendo regole e allerte.
    Eppure io me lo aspetto ancora, che qualcuno possa intervenire dicendomi che tutto ciò che continua ad accadere quotidianamente e che è sotto gli occhi di tutti, sia stato solo un brutto sogno.
    Mi piacerebbe trovare, al mio risveglio, armonia tra le figure del collegio, volontà di procedere uniti per migliorare la categoria. Vorrei scoprire che la possibilità per gli Amm di poter lavorare liberamente su tutto il territorio fosse concreta. Vorrei scoprire che alcuni di noi, a fronte di una preparazione adeguata, potesse accompagnare su neve e che la vulcanologia diventasse una specializzazione per GA e Amm.
    Mi piacerebbe apprendere che non sono stati reali i miei anni trascorsi ad attendere un nulla osta che non arriverà mai, solo perché qualcuno ha stabilito che, nonostante il recepimento della legge in fatto di Amm da parte della Regione Sicilia, non è conveniente rendere ufficiale la posizione di una guida originaria dell'isola, che ha seguito un corso di formazione serio, che parla tre lingue e che, soprattutto, è appassionata di natura e montagna. Forse, in effetti, le qualità favorevoli sono un po' troppe? O forse, chissà, il fatto di essere nata a Palermo stride con la rivalità atavica con la provincia catanese??
  • davide_crescenzio
    Sicilia, saltano fuori intercettazioni in cui si vuol dare una "lezioncina" al giornalista che in quei giorni aveva scritto un articolo in cui rendeva noto che alla selezione delle guide Vulcanologiche ci sono stati "dei problemi".
    Insomma, belle personcine, per fortuna si sono rivelati dei leoni da telefono e basta, ma le parole, registrate, restano, e chi parla male pensa male. 
    E poi arriva come un falco l'AIGAE, che non aspettava altro:
    («Gli abusi e l’idea monopolista - afferma Galli - affondano le radici nell'atteggiamento anche dei vertici nazionali delle Guide alpine, quando ancora era presidente nazionale Cesare Cesa Bianchi che aveva sostenuto l’azione politica dei tanti poi finiti sotto inchiesta. Lo stesso Cesa Bianchi è stato poi però nominato presidente del Collegio in Sicilia, a seguito degli scandali legati alle presunte irregolarità negli esami delle guide vulcanologiche, come abbiamo appreso a gennaio 2019 da un comunicato “indimenticabile” - attacca il presidente Aigae - in cui la parentopoli è stata ridotta a poche vaghe parole, le uniche pronunciate ufficialmente sull'argomento: “Un momento di difficoltà del Collegio”».)
    E poi:
    L'Aigae nazionale conclude invocando con urgenza «a tutela del libero mercato dell’accompagnamento escursionistico, il commissariamento esterno del Collegio siciliano e la massima chiarezza possibile, oltre ovviamente all'annullamento degli esami».
    Insomma: leggi quadro nazionale e patacche con scritto sopra UiAGM non ci salvano dalla perdita di credibilità. E' già molto grave che si sia colpevolmente permesso un fatto del genere, e sottolineo colpevolmente (perché in nessuna organizzazione seria e che si ritenga tale una commissione di esame è formata dai genitori degli esaminandi, nessuna) e mi domando come sia stato possibile tutto ciò. Ormai il danno è fatto e con queste "credenziali" non so con che faccia ci si potrà presentare ad una commissione ministeriale a parlare di futuro della nostra professione. Penso che anche i colleghi dell'intero arco alpino italiano dovrebbero preoccuparsene.  


  • grazia_pitruzzella
    Non si direbbe di far parte di un collegio che vanta centinaia di iscritti....
  • caruso_paolo
    Logica e ovvia conseguenza dei fatti accaduti. Non ci voleva molta immaginazione per capire che sarebbe finita in questo modo. Spero ora che anche le polemiche sui modi di agire che hanno generato tutto ciò finiscano e che anche coloro che si arrampicavano sugli specchi difendendo l'indifendibile la smettano e affrontino la realtà in modo maturo, serio e rispettoso. Nevvero Vallesi, Michelazzi e co? Mi piacerebbe comunque leggere le vostre riflessioni in merito ORA, con o senza i soliti penosi e gratuiti insulti, ma non vorrei che proprio sul più bello si scelga la soluzione di sparire e insabbiarsi... A questo punto spero che la giustizia sistemi anche altre cose che non vanno, come la questione Sibillini con le relative persone coinvolte e le altre vicende ben note, visto che come categoria sembriamo non essere capaci di dare risposte adeguate.  
    Grazie per l'attenzione



  • davide_crescenzio
    Grazie mille Grazia. Se rispondesse qualcuno dal Collegio Nazionale sarebbe anche meglio, ma pare che la cosa non riguardi la categoria professionale. Aspettiamo il 23 maggio.
  • grazia_pitruzzella
    Buonasera Davide,
    nessuna novità per quanto riguarda le indagini della magistratura.
    Per il resto, nonostante la richiesta di ritirare i tesserini da parte della Regione Sicilia , i titolati stanno lavorando liberamente.

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