Veramente credete ancora che la “zonazione” determini una “esclusiva professionale” per gli AMM?

Opzioni
caruso_paolo

Mi ero riproposto di non
scrivere più nel forum ma ulteriori accadimenti avvenuti nella regione Marche
mi hanno fatto cambiare idea.

In sintesi, questi i fatti:
la deliberazione regionale 58/2018 individua le aree nelle quali è prevista l'attività
degli Accompagnatori di Media Montagna. Pochi mesi fa il Comando dei
Carabinieri Forestali ha inviato a tutte le stazioni dei Carabinieri Forestali
del Paco Naz. dei Sibillini - quindi di Umbria e Marche - un documento in cui
si sollecitavano gli agenti suddetti a vigilare relativamente all’abuso della
professione in materia di accompagnamento in montagna al di sopra degli 800
metri di quota. In pratica, sembrava che soltanto gli AMM (guide alpine a
parte, logicamente) potessero lavorare sopra la quota menzionata. Non vi
racconto il caos che si è generato, perfino in Umbria, fino a quando tutto è tornato
come prima, concludendosi con grandi risate che sono state condivise tra Carabinieri
e Guide Ambientali. Perché? Si chiederà qualcuno…

Ebbene, dopo che le Guide
Ambientali hanno fatto leggere ai Carabinieri la normativa che regolamenta le
GAE stesse, i Carabinieri hanno letto con precisione la delibera in questione e
hanno dovuto sancire che non esiste alcuna “esclusiva professionale” né sopra né
sotto gli 800 metri e che le GAE possono regolarmente tornare a lavorare come
prima…

In pratica, leggendo con
attenzione la delibera, si capisce che si tratta di una delibera farlocca, o
meglio assolutamente inutile, che disciplina solamente le attività degli AMM
nella regione Marche senza minimamente “limitare” le guide ambientali. Per
comodità potete leggere
qui la delibera:

 http://www.paradisomontagna.it/files/delibera-regionale-29-01-2018-n.-58.pdf

Di contro, si ribadiscono
i limiti su neve e su altri terreni cui sono soggetti gli AMM.

A parte le complicazioni
inutili, o forse ridicole, subite da tutti i Carabinieri Forestali della zona,
visto il clima diffuso e ben noto di guerra e minacce voluto dal Collegio
regionale delle Marche, a questo punto le GAE stanno pensando di denunciare gli
AMM che andranno su neve con o senza le ciaspole… E come dargli torto?

Infatti, se gli AMM non
possono andare su neve, le GAE invece possono farlo, eccome… Tutto ciò è il
risultato di azioni quantomeno poco lungimiranti, se non propriamente basate su
“ignoranza” – nel senso di ignorare documenti e relativi contenuti. C’è chi sostiene
che il Collegio delle Marche continuando così si autoeliminerà da solo, come
sembrerebbe dimostrare anche questo ennesimo autogol.    

Per contenere brutte
figure, per non dire bugie e per non illudere – o forse ingannare? - la categoria
degli AMM, credo sia quanto meno opportuno correggere ciò che è riportato in
questo link del Collegio a proposito della “esclusiva Professionale”

https://www.guidealpine.it/accompagnatori-nelle-marche-legge-zonazione.html

Spero vivamente che nel caso
della Lombardia non accada quanto successo nelle Marche e che si evitino
ulteriori danni alla categoria. Non entro nel merito della risposta del TAR del
Piemonte per non appesantire il post ma ripenso a quanto io stesso, e altri, siamo
giunti a chiederci: la Legge 6/89 va abrogata? Preferisco un sistema come
quello Inglese: chi è competente e lo dimostra lavora, gli altri cambiano mestiere
o stanno a casa, così da non fare danni. Inoltre, i liberi professionisti, come
indica il nome stesso e come sancito dalle leggi italiane ed europee, non sono
tenuti a discriminare le persone per cui lavorano: in questo senso la lettera
di diffida da parte del Presidente Pietro Giglio mi ha lasciato abbastanza
basito, ma mi auguro che entro breve arrivi una lettera di rettifica o che
almeno ci venga specificato quali sono le figure che dobbiamo rifiutare, in
senso lavorativo, considerando che ci sono Guide Alpine e AMM che lavorano da
sempre con CAI, UISP, FASI, GAE, titolati in scienze motorie ecc ecc…

Saluti a tutti

Paolo Caruso

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