Veramente credete ancora che la “zonazione” determini una “esclusiva professionale” per gli AMM?

Opzioni
caruso_paolo

Mi ero riproposto di non
scrivere più nel forum ma ulteriori accadimenti avvenuti nella regione Marche
mi hanno fatto cambiare idea.

In sintesi, questi i fatti:
la deliberazione regionale 58/2018 individua le aree nelle quali è prevista l'attività
degli Accompagnatori di Media Montagna. Pochi mesi fa il Comando dei
Carabinieri Forestali ha inviato a tutte le stazioni dei Carabinieri Forestali
del Paco Naz. dei Sibillini - quindi di Umbria e Marche - un documento in cui
si sollecitavano gli agenti suddetti a vigilare relativamente all’abuso della
professione in materia di accompagnamento in montagna al di sopra degli 800
metri di quota. In pratica, sembrava che soltanto gli AMM (guide alpine a
parte, logicamente) potessero lavorare sopra la quota menzionata. Non vi
racconto il caos che si è generato, perfino in Umbria, fino a quando tutto è tornato
come prima, concludendosi con grandi risate che sono state condivise tra Carabinieri
e Guide Ambientali. Perché? Si chiederà qualcuno…

Ebbene, dopo che le Guide
Ambientali hanno fatto leggere ai Carabinieri la normativa che regolamenta le
GAE stesse, i Carabinieri hanno letto con precisione la delibera in questione e
hanno dovuto sancire che non esiste alcuna “esclusiva professionale” né sopra né
sotto gli 800 metri e che le GAE possono regolarmente tornare a lavorare come
prima…

In pratica, leggendo con
attenzione la delibera, si capisce che si tratta di una delibera farlocca, o
meglio assolutamente inutile, che disciplina solamente le attività degli AMM
nella regione Marche senza minimamente “limitare” le guide ambientali. Per
comodità potete leggere
qui la delibera:

 http://www.paradisomontagna.it/files/delibera-regionale-29-01-2018-n.-58.pdf

Di contro, si ribadiscono
i limiti su neve e su altri terreni cui sono soggetti gli AMM.

A parte le complicazioni
inutili, o forse ridicole, subite da tutti i Carabinieri Forestali della zona,
visto il clima diffuso e ben noto di guerra e minacce voluto dal Collegio
regionale delle Marche, a questo punto le GAE stanno pensando di denunciare gli
AMM che andranno su neve con o senza le ciaspole… E come dargli torto?

Infatti, se gli AMM non
possono andare su neve, le GAE invece possono farlo, eccome… Tutto ciò è il
risultato di azioni quantomeno poco lungimiranti, se non propriamente basate su
“ignoranza” – nel senso di ignorare documenti e relativi contenuti. C’è chi sostiene
che il Collegio delle Marche continuando così si autoeliminerà da solo, come
sembrerebbe dimostrare anche questo ennesimo autogol.    

Per contenere brutte
figure, per non dire bugie e per non illudere – o forse ingannare? - la categoria
degli AMM, credo sia quanto meno opportuno correggere ciò che è riportato in
questo link del Collegio a proposito della “esclusiva Professionale”

https://www.guidealpine.it/accompagnatori-nelle-marche-legge-zonazione.html

Spero vivamente che nel caso
della Lombardia non accada quanto successo nelle Marche e che si evitino
ulteriori danni alla categoria. Non entro nel merito della risposta del TAR del
Piemonte per non appesantire il post ma ripenso a quanto io stesso, e altri, siamo
giunti a chiederci: la Legge 6/89 va abrogata? Preferisco un sistema come
quello Inglese: chi è competente e lo dimostra lavora, gli altri cambiano mestiere
o stanno a casa, così da non fare danni. Inoltre, i liberi professionisti, come
indica il nome stesso e come sancito dalle leggi italiane ed europee, non sono
tenuti a discriminare le persone per cui lavorano: in questo senso la lettera
di diffida da parte del Presidente Pietro Giglio mi ha lasciato abbastanza
basito, ma mi auguro che entro breve arrivi una lettera di rettifica o che
almeno ci venga specificato quali sono le figure che dobbiamo rifiutare, in
senso lavorativo, considerando che ci sono Guide Alpine e AMM che lavorano da
sempre con CAI, UISP, FASI, GAE, titolati in scienze motorie ecc ecc…

Saluti a tutti

Paolo Caruso

Commenti

  • caruso_paolo

    Vallesi aveva scritto nel primo commento che il sottoscritto mentiva, che non aveva competenze giuridiche, oltre a tante altre stupidaggini: il link che vi ho girato dimostra un'ennesima volta che invece avevo ragione, totalmente, purtroppo per tutti noi. Ma piuttosto che avere ragione mi piacerebbe non vedere più la categoria professionale cui appartengo insistere irrimediabilmente a gettarsi verso il baratro. E ancor di più mi piacerebbe sapere che la maggioranza di noi si rendesse conto di quanto sia importante cambiare rotta. E per cambiare rotta bisogna innanzitutto mettere le persone che sbagliano e che danneggiano tutti noi nelle condizioni di non nuocere ulteriormente. E per raggiungere questo obiettivo vedo solo due possibilità: A) che capiscano, che si scusino e invertano la rotta, rimediando agli errori con altrettante azioni concrete e positive, B) che vengano mantenuti alla larga da qualsiasi carica, rappresentanza e qualsivoglia possibilità di nuocere ulteriormente.  Se ci fossero altre soluzioni mi piacerebbe che qualcuno  le rendesse note. 
    Grazie per l attenzione
  • caruso_paolo
    https://www.aigae.org/2019/06/abruzzo-accompagnamento-escursionistico-non-e-esclusivo-di-guide-alpine-assoluzione-piena-in-procedimento-contro-gae/

    Se ce ne fosse ancora bisogno, si tratta dell'ennesimo episodio che dovrebbe far riflettere tutta la categoria sulle energie sprecate, sulle azioni sbagliate intraprese e sulla perdita di immagine davanti agli occhi di tutti. 
    Come già più volte indicato da alcuni di noi, bisognerebbe riflettere poi sulle azioni importanti non compiute. Prime fra tutte la vera formazione, in particolare quella inerente il cuore della nostra professione: le tecniche e la didattica riguardante il movimento nelle differenti discipline di nostra competenza. Ma a parte il Collegio Lombardia e alcune guide dello stesso Collegio devo prendere atto che alla massa delle GA e dei Collegi nulla o poco interessa questo argomento. Da questo si evince che il nostro destino non sarà certamente roseo. 
    Grazie per l'attenzione
    PS
    stendo un velo pietoso su Vallesi e co che se avesse un minimo di amor proprio si scuserebbe per aver scritto il suo commento falso quanto dannoso per la categoria. Non è minimamente sensato continuare a scavarci la fossa da soli.
  • caruso_paolo

    Complimenti e grazie agli autori degli
    ultimi commenti che lasciano acceso un qualche lumicino di umana speranza. Le
    ultime riflessioni, sembrano indicare una strada concreta e precisa ben
    differente dai sistemi seguiti in questi anni dal Conagai: in effetti, è
    auspicabile un radicale cambiamento di rotta per evitare di perdere ulteriore
    tempo ed energie in una situazione dominata da un tale marasma legislativo cui
    difficilmente qualcuno potrà dare risposte adeguate. I risultati inesistenti
    ottenuti fino ad oggi, sono davanti agli occhi di tutti; inoltre, è proprio
    vero che abbiamo perso tutti i treni. Siamo simili a una categoria di
    narcisisti individualisti ed egoisti che si preoccupa solo di raccontare a sé
    stessa di essere la più bella, la più brava e perfino l'unica del
    reame mentre, allo stesso tempo, si autodistrugge in lotte fratricide ove
    gli insulti e le minacce sono diventati il galateo standard della categoria o
    almeno di alcuni... Mi viene in mente la politica italiana: chi si insedia
    divide i vantaggi con i propri “protetti” e penalizza gli antagonisti, e così
    facendo il paese va a gambe all’aria. È anche verissimo, poi, che i “vertici”
    sono assenti. Erano assenti prima e sembra che continuano ad esserlo ora. Non
    sarebbe possibile altrimenti, considerando anche che perfino le richieste di
    chiarimento in merito alla lettera del Presidente, in cui si vorrebbe limitare
    e penalizzare il nostro lavoro, cadano nel nulla. Come è possibile, poi,
    sostenere che le Gae non sono preparate se, nel momento in cui esiste la
    convenienza per qualcuno, siamo noi i primi a dare la patacca di AMM a oltre
    500 persone che hanno una preparazione assolutamente inappropriata (almeno è
    quanto ho dedotto dalle inesistenti informazioni ufficiali in merito…)? Ma
    perché poi mancano queste dovute, opportune ed esaustive informazioni? Abbiamo
    anche noi le logge massoniche? A che serve questo forum? Come possiamo
    ribellarci e rifiutare tutto ciò? Effettivamente non trovo alternative se non
    nella competenza, nella qualità, nella formazione e nel non commettere errori,
    contrariamente invece a quanto accaduto in questi ultimi anni.
    Ma, a pensarci bene, siamo veramente
    leader nella formazione e nella qualità? Da sempre personalmente mi occupo di
    formazione e di tecnica del movimento delle nostre discipline, roccia, ghiaccio
    e per ultimi sci e il camminare, con un contenuto innovativo che riguarda le
    “Matrici” comuni a tutte le nostre discipline, ma purtroppo devo riconoscere
    che a parte poche eccezioni la nostra categoria su questi aspetti ha perso
    l’ennesimo treno. Fin dalla metà degli anni ’90, grazie anche alla lungimiranza
    di Andrea Sarchi, si ebbe la visione di far arrivare alle guide il contenuto
    tecnico di quello che stavo portando avanti. Questo contenuto avrebbe potuto
    creare un abisso tra le guide e tutte le altre figure che ancora stagnavano
    nelle credenze astratte, approssimative e inesistenti di una miracolosa quanto
    casuale istintività. Questo avrebbe potuto portare qualità, formazione e tutela
    reale della categoria. 
    Invece l'esperienza si arenò e una
    mentalità basata su egoismo, individualismo, invidia da prime donne
    e interesse personale fece naufragare tutto, perfino con episodi di
    ladrocinio. Io fui disgustato da tutto questo e ricorsi alla giustizia. Allora
    qualcuno si pentì e grazie anche ad Alberto Re accettai di chiudere la
    questione. Io non volli un soldo però si dovettero pagare le spese legali...

    Lo scorso anno, grazie anche alla
    lungimiranza di Amedeo De Santis, abbiamo organizzato il primo aggiornamento sulle
    Tecniche della camminata e sulle “Matrici” cui ho accennato sopra: grande
    successo e interesse anche da parte della Presidenza della Svizzera OREPAR che
    aveva partecipato all’aggiornamento: si è toccata con mano la realtà di una
    importante apertura lavorativa per tutti, a partire dagli AMM, AIML, UIMLA,
    Guide ecc, ma la solita gestione del Conagai dello scorso anno non fece altro
    che ostacolare e minacciare… Ora si procede come se nulla fosse accaduto… Altro
    treno perso, evvai, grandi!!!

    Ho poi provato a risolvere il problema con
    l’idea di far arrivare a chi fosse interessato e soprattutto ai giovani il vero
    contenuto della Tecnica del movimento (ormai è sempre più noto che all’interno
    delle guide si conosce soltanto una minima parte della materia…) chiedendo al
    Conagai di riconoscere i crediti formativi agli aggiornamenti che avrei potuto
    organizzare: ma l’insormontabile complessità burocratica mi ha fatto desistere
    anche in questo ultimo tentativo di favorire la nostra categoria. Altro che
    qualità e la formazione… 
    Questo inverno, grazie anche alla
    lungimiranza del Collegio Lombardia c’è stato un altro tentativo positivo:
    abbiamo organizzato un aggiornamento sulle nuove tecniche dello sci. Grande
    interesse ma un solo Collegio e un solo aggiornamento su una sola materia non
    possono certo incidere significativamente nella categoria e nel territorio
    nazionale.

    Questa è la situazione vera e fa capire
    perché la nostra categoria e destinata a tramontare: ma perché le persone
    migliori e quelle che operano per il bene della categoria si allontanano o
    vengono allontanate lasciando spazio a personaggi di opposte doti e qualità?
    Masochismo di categoria? Mah! Eppure questo sembra essere il destino nostro e
    dell’Italia. Almeno però ci sono realtà ben diverse che, invece, vanno avanti
    con grande motivazione, e per questo personalmente sto dando il massimo, come
    sempre, per favorire la trasmissione di queste conoscenze tra le persone
    corrette e motivate veramente, anche tra i nostri colleghi esteri che fino
    ad ora si sono mostrati essere più seri e lungimiranti degli italiani. La
    nostra categoria in Italia si sta affossando, ma almeno posso dire che
    personalmente ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per evitarlo e,
    anzi, per migliorarla. E per questo non ho rimpianti di sorta. 
    Scusate la lunghezza ma almeno ho espresso
    per grosse linee quello che credo tutte le guide e tutti gli AMM italiani
    dovrebbero sapere. 
    Grazie per l’attenzione

    PS

    Chissà come mai il Conagai ha cambiato i
    nomi dei filmatini della tecnica dell’arrampicata in “L’arte di arrampicare”
    proprio come il titolo dei miei primi lavori... A me fa sorridere, ma è sempre
    in numero maggiore il pubblico che sa distinguere il contenuto vero e originale
    dalle imitazioni, a dir poco, imperfette. Ennesimo errore…  

  • davide_crescenzio
    "Purtroppo, mi rendo perfettamente conto che questo forum pochissimo partecipato, e comunque partecipato solo dai medesimi membri, non è la sede adatta per questi ragionamenti, discorsi o confronti....". 
    Concordo, e mi domando a questo punto dove si trovi questa sede adatta. Devo dire che a fronte di una serie di richieste, legittime a mio parere, di chiarimenti o spiegazioni, vedo che nessuno dei "vertici" risponde, a parte quando si sentono punti sul vivo come in questo caso, rispondendo quindi in modo scomposto e non soddisfacente. Con questo modo di fare ho paura che "la sede adatta" non ce l'avremmo mai. Però vedo, a tuttora, 195 visualizzazioni e non le butto via, almeno una discreta fetta di colleghi legge e ci riflette sopra. Quindi:  Apprezzo molto l'opinione di Amedeo e concordo con il punto di vista di Simone. La nostra legge quadro è obsoleta, anacronistica rispetto ai tempi di oggi (e mi pare che Amedeo lo abbia esposto efficacemente) , e poi il concetto di "esclusività" è ottusa. Guardate che se il medico anestesista pretendesse l'esclusività nel inserire un ago intravenoso e nella somministrazione di fisiologica e farmaci, un sacco di gente sarebbe morta sulla strada perché non ci sono tutti questi medici per le ambulanze e non si potrebbero ne stilare ne applicare le procedure da attuare da parte del personale infermieristico in caso di soccorso, tanto per fare un esempio. Anche un cieco vede quante escursioni su terreno innevato perfettamente piatto si svolgono in barba alla esclusività, e si continua con questa lotta ai mulini a vento. Il CONAGAI dovrebbe raccogliere i dati di richiesta-offerta per escursioni sulle ciaspe e convincerci che ci sono 1) un numero sufficiente di GA che possono coprire questa richiesta, 2) tutte le guide sono disposte a passare le giornate a camminare con le ciaspe ai piedi. Questo per dire che mi pare che la nostra categoria continua a parlare di aria fritta se non ha in mano DATI certi (o non ci sono o non ci sono stati esposti). 
    "L'esclusività" non è un privilegio in tante situazioni,  è una gabbia, è una gabbia in cui ci chiudiamo, ci imbolsiamo, ci dimentichiamo di migliorare costantemente, di essere curiosi, di voler scoprire e imparare cose nuove. Non è nemmeno più una questione di "legge", è un problema culturale, se fossimo convinti che "l'esclusività" è una jattura, si farebbe di tutto per scrollarsi di dosso una piaga del genere. Mi pare però che il "protezionismo" guidi i nostri vertici in tutti gli aspetti della nostra vita professionale, abbiamo perso treni storici: FASI su tutte, poi la collaborazione offerta su un piatto d'argento dall'associazione Guide Canyonig a cui ora facciamo la guerra. Ultimo piccolo esempio di questi giorni: crediti formativi per le Guide Alpine  Formatori Fune; se voglio mantenere il mio titolo di FAF devo fare i corsi organizzati dal CONAGAI e nient'altro (peraltro: 3 gg ogni tre anni, tutto uguale a prima, e la chiamano "novità"); ESCLUSIVAMENTE! Nessun cenno alla possibilità di presentare crediti formativi guadagnati partecipando a congressi, workshop, corsi di formazione, aggiornamenti inerenti la qualifica di formatore per la sicurezza. Insomma la VERITA' è depositata nella Commissione Tecnica Funi del CONAGAI (a proposito: ma cosa fa la CTNFAF? Non ci sono verbali successivi al 2014; ma c'è ancora qualcuno?) il resto del mondo della formazione alla sicurezza sul lavoro non conta nulla. Il risultato è una chiusura a riccio che esclude la nostra professione alle novità che girano nel mondo. Risultato? Vi rendo noto una cosa: la qualifica di GA in alcuni ambienti della formazione sul lavoro non è propriamente un vanto, sappiatelo.


  • pozzoli_simone_maria_giuseppe_raffaele
    Gli Spunti che da Amedeo, sono indubbiamente interessanti, però restano spunti di riflessione fini a se stessi, quello che serve in questo particolare momento storico, dove la montagna è stata scoperta o riscoperta da un'utenza totalmente impreparata, e dove anche il pollaro di turno organizza indisturbato la gita al pollaio montano con conquista della vetta di stacippa dove la gallina artica deposita il suo uovo boccalone, ....quello che serve appunto, è una presa di posizione forte e di tutta la categoria contro una legge anacronistica, anticostituzionale e assolutamente discriminante per tutte le figure che con l'ambiente alpino e montano lavorano.
    e qui, mi riferisco anche alle GA, che "tutelati" da una legge assolutamente ingiusta, si vedono rosicchiare il terreno sotto i piedi anche dal Pollaro di turno...senza che nessun giudice possa dar ragione a chi questo terreno pensava fosse suo!!
    Purtroppo, mi rendo perfettamente conto che questo forum pochissimo partecipato, e comunque partecipato solo dai medesimi membri, non è la sede adatta per questi ragionamenti, discorsi o confronti....
    Buona giornata a tutti
    Simone Pozzoli

  • amedeomr_desantis




    @page { margin: 2cm }
    p { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 120% }

    In effetti il
    problema che viene sollevato è indubbiamente scottante.

    Le norme che
    regolano la professione degli AMM sono, a mio parere, assolutamente
    inique e peraltro la già citata sentenza del TAR del Piemonte, che
    comunque respinge il ricorso di AIGAE, in testa alle motivazioni dice
    testualmente:

    "Nel merito
    ai fini della definizione del giudizio occorre tentare una
    ricostruzione del quadro normativo, che si presenta frammentario e
    frutto della giustapposizione nel tempo, senza mai alcun tipo di
    coordinamento, di diverse discipline statali e regionali, spesso
    ispirate da finalità contrapposte.

    La normativa
    statale di riferimento, la legge n. 6/1989, non è mai stata
    esplicitamente coordinata con ulteriori e paralleli sistemi normativi
    (in tema ad N. 00167/2017 REG.RIC. esempio di liberalizzazione dei
    servizi, di turismo) né esplicitamente adeguata al mutato contesto
    costituzionale ed alle evoluzioni che la realtà lavorativa, oltre
    che l’ordinamento, hanno certamente subito in quasi trenta anni.
    ".

    Non commento
    l'espressione dei magistrati poiché mi sembra più che chiara.

    Significativo pure
    il parere espresso dal Servizio avvocatura regionale e attività
    normativa delle Marche in risposta al quesito postogli dal dirigente
    della posizione di funzione Turismo, commercio e tutela dei
    consumatori a seguito della nota ricevuta da Collegio regionale delle
    guide alpine che richiamava, sulla base della normativa vigente, la
    presunta illegittimità dell'attività di accompagnamento su neve
    con l'uso delle ciaspole condotta dalle guide naturalistiche. Ebbene,
    dopo aver fatto riferimento a diversi casi giurisprudenziali, la
    conclusione è la seguente:

    "Alla luce
    di quanto esposto, l'attività di accompagnamento su neve con l'uso
    di attrezzatura non specificamente alpinistica da parte delle guide
    naturalistiche non parrebbe pertanto illegittima. Se si concludesse
    diversamente,
    come si è già avuto modo di segnalare
    richiamando la pertinente giurisprudenza costituzionale, si
    estenderebbe l'area di competenza riservata alle guide alpine in modo
    irragionevole e sproporzionato, recando in tal guisa pregiudizio alla
    garanzia della libertà di concorrenza.
    ".

    Evito
    anche qui di fare commenti.

    Insomma
    gli AMM, ma anche le GA, in
    virtù di una legge (la 6/89) che
    probabilmente è nata male e che dopo 30 anni fa acqua da tutte le
    parti, continuano a pretendere una esclusiva che credo di poter dire
    risulta perlomeno antistorica.

    Si
    potrebbe dire che la forza
    del nostro lavoro debba scaturire dalla capacità di essere al
    vertice dei percorsi
    formativi ed è proprio su questo che andrebbe concentrato il nostro
    impegno. Dico "il nostro impegno" e mi riferisco sia alle
    GA che agli AMM. La posizione di subordine degli AMM nei confronti
    delle GA, in questo senso, non è nociva solo agli AMM, ma anche alle
    GA.

    Il
    lavoro degli AMM e delle GA ha indubbiamente molti elementi comuni,
    tuttavia non è esattamente la stessa cosa e mi sembra incredibile
    che ci si ostini a pensare che una GA possa essere un formatore
    migliore di qualunque AMM a prescindere da chi
    andiamo a formare. Tra l'altro sono convinto che in determinati
    ambiti alcuni AMM sarebbero certamente più adeguati di alcune GA,
    anche per la formazione delle stesse GA.

    Ancora
    oggi ci sono diverse persone che scelgono di iscriversi alle
    selezioni per i corsi AMM, spendendo cifre considerevoli per
    raggiungere una qualifica professionale che vincola l'esercizio
    all'ambito regionale e vieta l'attività su terreno innevato.

    Perché
    ambire a un tale titolo invece di perseguire quello di GAE?

    Non
    credo che il motivo sia da ricercare nella reclamata esclusiva che si
    vorrebbe far trionfare, anzi penso che la consapevolezza della
    mancanza di tale esclusiva sia piuttosto diffusa. E allora perché
    spendere migliaia di euro per poter fare un lavoro, quando con
    qualche centinaio di euro lo si può fare lo stesso?

    Ecco
    è proprio qui il nodo della questione: nonostante tutto le nostre
    competenze formative continuano, seppure con sempre maggior fatica, a
    mantenere una posizione di assoluto primato e per molti questa
    caratteristica rappresenta un aspetto irrinunciabile.

    Se
    vogliamo mantenere questa peculiarità dobbiamo smetterla con queste
    sconsiderate diatribe e spingere fortemente e solidalmente su questi
    aspetti.

    Grazie
    per l'attenzione.

  • grazia_pitruzzella
    Desidero ringraziare Paolo Caruso per il tempo prezioso che dedica a divulgare fatti che altrimenti rimarrebbero confinati nei limiti regionali.
    Ritengo che questo spazio dovrebbe avere anche la funzione di scambio, visto che siamo presenti su un territorio tanto vasto e variegato per culture e vicende, piuttosto che di campo di battaglia tra colleghi.
    Invito ancora una volta a moderare i termini e i modi, poiché le accuse tout court non supportate da fatti reali sono vane e prive di una qualche utilità per la categoria.
    E ringrazio Davide Crescenzo per ricordare questioni insolute che purtroppo continuano a gravare sulla credibilità di tutte le figure professionali del Collegio.
  • davide_crescenzio
    Se Vallesi una volta tanto rimanesse sull’argomento invece di infarcirci di chiacchiere e rispondesse in merito a quello che Paolo Caruso ha sollevato, cioè che il CONAGAI ha parlato di “esclusività “ ma di questa parola, a quanto pare, non vi è evidenza nelle leggi citate, sarebbe decisamente il caso. Ne va, caro Vallesi, della credibilità della nostra intera categoria già duramente provata, vedi la questione Sicilia. Sul modo di muoversi non discuto, almeno qui, ma sul modo di esporsi su questioni delicate chiederei molta più attenzione e cautela da parte del CONAGAI. Ti ricordo inoltre che questo è uno spazio esclusivamente “nostro” e non di dominio pubblico e quindi respingo fermamente le accuse di “attacco” alla categoria e ai vari collegi regionali. Qua ci si parla chiaro tra colleghi, e si vorrebbe un confronto serio, non chiacchiere.
  • caruso_paolo
    Allora: ho deciso di scrivere questo post per far conoscere alcuni fatti OGGETTIVI che sono accaduti nell’area dell’Umbria e delle Marche. Le persone intelligenti dovrebbero essere interessate a questi fatti che purtroppo contraddicono alcune credenze e illusioni cui si è dato credito. Finchè non ci saranno altri fatti che contraddicono le informazioni date… sono infantili e ridicoli i surreali tentativi di un Vallesi che si arrampica sugli specchi nel tentativo di rigirare la frittata con chiacchiere vuote, fasulle e menzognere, tipiche di chi tende a mistificare sempre la realtà dei fatti per portare acqua al proprio mulino, minando l’interesse comune della categoria. A questi modi da cani rabbiosi risponderò a tono solo questa volta in quanto non sono solito dare considerazione a chi non raggiunge livelli intellettivi e umani minimi.


    Vergognati caro Vallesi: o meglio dovresti vergognarti se possedessi qualche minimo concetto di umana dignità.

    Vergognati perché non capisci quello che ho scritto.

    Vergognati perché travisi quello che forse hai letto.

    Vergognati perché non rispondi ai fatti con i fatti.

    Vergognati perché sei in malafede.

    Vergognati perché non sai dimostrare che nella delibera regionale risulti da qualche parte la “esclusiva professionale” al di sopra degli 800 metri.

    Vergognati perchè neghi che le GAE continuano a operare in Umbria e nelle Marche con il benestare dei Carabinieri Forestali.

    Vergognati perché mi accusi ingiustamente basandoti su reali falsità.

    Vergognati perché sei dannoso per la categoria.

    Vergognati perché sei uno che bada solo ai propri interessi.

    Vergognati perché sei cattivo d’animo e sgradevole.

    Vergognati per i danni che hai fatto e fai nel Parco dei Sibillini.

    Vergognati per i danni d’immagine che causi alla categoria.

    Vergognati per il caos che hai generato a seguito della vicenda Vigili del Fuoco.

    Vergognati per i disastri che hai generato in ambito lavori in fune (in questo caso parlo solo per ciò che mi è stato raccontato: rendi pubbliche le tue azioni e comportati da uomo corretto).

    Se vorrai comunicare con me dovrai attenerti ai fatti e rispondere ai fatti con altrettanti fatti, non con illazioni fasulle, menzognere e psicopatiche.

    Scusate tutti per dover assistere a questo scambio cui sono stato costretto dai modi e dai contenuti espressi dal Vallesi.

    Saluti
  • marco_vallesi
    Non meraviglia l’ennesimo attacco, ingiustificato ed immotivato, avanzato da Caruso al Collegio Regionale delle Marche ergendosi a paladino delle istanze e delle condotte abusive delle GAE che, come noto, esercitano con discutibile professionalità in un settore che dovrebbe, al di là di ogni ragione o sospetto, essere di prerogativa ed esclusiva competenza delle guide alpine, tanto da far perdere importanti opportunità di lavoro a molti nostri colleghi accompagnatori di media montagna che, con molto sacrificio, anche economico, hanno raggiunto l’ambita abilitazione professionale.
    Non meraviglia neanche la gratuita difesa d’ufficio che il Caruso propugna in favore delle GAE se si pensa che solo poco tempo prima, precisamente il 16 marzo del corrente anno, lo stesso ha promosso una conferenza/dibattito con l’intervento di una Guida ambientale escursionistica dove, anche in quella sede, si scagliava contro le Guide Alpine delle Marche, contro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e contro la Regione Marche che con la delibera sulla zonazione degli AMM aveva creato limitazioni al lavoro svolto dalle GAE, tanto da inneggiare alla “disobbedienza civile” . Niente di più assurdo !!!!
    Perché tanta cattiveria peraltro verso un Collegio che non gli appartiene ?
    Caruso mente.
    Le GAE, così come gli AMM, non possono accompagnare su terreni innevati e questo non lo afferma il Collegio delle Marche ma una sentenza del Tribunale di Belluno la n. 408/2017 che ha condannato una GAE per esercizio abusivo della professione di guida alpina ed a rifondere al Collegio Regionale delle Guide Alpine euro 3.420,00 per spese di costituzione di parte civile.
    Sarebbe bene informarsi prima di dare una falsa rappresentazione della realtà.
    Infine chi dice che gli 800 metri non costituiscono una esclusiva professionale ? Non è certo il parere, poco giuridico, di Caruso che può essere preso in considerazione, ma varranno le decisioni dell’autorità giudiziaria la quale dovrà prendere posizione sui procedimenti penali avviati che sono ancora nella fase delle indagini preliminari.
    Preme ricordare che il GIP del Tribunale di Fermo, su un caso di accompagnamento di una GAE su terreno innevato e memore della sentenza di Belluno, ebbe ad archiviare un procedimento penale sul solo presupposto del “difetto assoluto dell’elemento soggettivo del reato ipotizzato “ ovvero della “mancanza di volontarietà nella consumazione del reato” ritenendo comunque, nel merito, che il reato sussisteva ma che la GAE non lo aveva commesso, solo perché riteneva di rientrare in un servizio di propria competenza; in altre parole, il reato lo ha commesso ma non è punibile per un errore nella interpretazione della legge.
    Quindi, caro Caruso, prima di prendere le difese delle GAE attaccando i tuoi colleghi, il collegio nazionale, la Lombardia e le Marche, rifletti su quello che affermi e cerca prima di informarti sulle questioni che poni, evitando di postare anatemi che non onorano né la categoria professionale di cui ne fai ancora parte e né la tua persona.

Lascia un Commento

Ciao!

Sembra che tu sia nuovo da queste parti. Se vuoi partecipare, accedi con le tue credenziali.

Ti informiamo che puoi accedere inserendo email e password dell'Area riservata del sito Guidealpine.it